Dorothy Vogel and Herbert with cats in front of fish and turtle tanks. Photograph by John Dominis

Herb with Richard Nonas. Photographer unknown

The Vogels’ bedroom with works by Leo Valledor, Gary Stephan, Richard Tuttle, Robert Mangold, Alan Saret, Ron Gorchov, Joseph Kosuth, Vito Acconci, Joseph Beuys, and Peter Hutchinson, among others, c. 1975. Photographer unknown

Gary Webber packing art for transfer from the Vogels’ apartment to Washington, 1992; the collectors look on, with Jack Cowart and associate in background. Photograph by John Dominis

Dorothy and Herbert Vogel at The Clocktower with a drawing by Philip Pearlstein behind them, 1975. Photograph by Nathaniel Tileston. © Nathaniel Tileston, 2008

Lui, impiegato alle poste, lei, in libreria. Una sola passione (se tralasciamo i gatti e le tartarughe): l’arte contemporanea. Hanno vissuto tutta la vita in un piccolissimo appartamento a New York, risparmiando e mangiando pane e cipolla (forse) per collezionare ben 4782 opere. Hanno sostenuto giovanissimi talenti, intuendo che sarebbero diventati dei grandi artisti. Il loro interesse si è concentrato prevalentemente sull’arte concettuale, Minimalismo e Post-Minimalismo e Art & Language. La prima opera comprata è stata quella di John Chamberlain. Non hanno mai comprato Pop Art perchè costava troppo.

Hanno riposto talmente tante opere sotto il letto che questo si è alzato dal pavimento. Quando hanno trasferito la loro collezione alla National Gallery of Art, hanno impiegato 5 giorni e un tir per trasportare tutte le opere. Quando il museo gli ha dato dei soldi per la collezione, invece di trasferirsi in una casa più grande e confortevole, hanno continuato a comprare. Si sono molto amati e non hanno mai avuto figli.

In compenso hanno sempre avuto dei gatti persiani bellissimi e delle tartarughe. In bagno hanno un Sol Le Witt tra lo shampoo e la spugna.

Christo ha donato loro un disegno perché i Vogel gli tenessero a bada il gatto.

Non hanno mai venduto nessun pezzo della loro collezione.