Vincenzo Simone - Oil on plaster, 90x160cm. Ultrastudio, Pescara

Vincenzo Simone – Oil on plaster, 90x160cm. Ultrastudio, Pescara

Testo di Simona Squadrito

«La pittura è spontanea. La spontaneità, che nella scrittura non può più esistere, si è completamente trasferita là dove si trova più a suo agio, dove la riflessione può essere tenuta da parte più facilmente. Non scelgo e decido, non ripasso e correggo».

Henri Michaux

 

Alabastri è il nome del nuovo progetto di Vincenzo Simone, che inaugurato il 15 maggio presso ULTRASTUDIO (Pescara). Alabastri indica il materiale base, il punto di partenza: il gesso.

Sono, infatti, di gesso le 100 piastrelle dipinte a olio che compongono il battiscopa dello spazio, così come di gesso è la grande lastra 90x160cm, pesante più di 100 chili, appoggiata alla parete centrale. Il battiscopa, elemento spesso considerato di disturbo nel white cube, per l’artista rappresenta invece un oggetto importate. La sua presenza serve a stabilizzare lo spazio, creando un sopra e un sotto, un alto e un basso. L’insieme delle piastrelle diventa così il pretesto per mostrare l’archivio di immagini di Vincenzo Simone, come se fosse un blocco di appunti e schizzi. Infatti, è possibile leggere queste piccole piastrelle come se fossero dei quadretti fatti da pennellate veloci, estremamente libere, sintetiche e impregnate di umori che mostrano la storia per immagini che ripercorre l’intera iconografia dell’artista, composta da paesaggi, fiori e macchie: la storia del suo modo di osservare le cose. Tutti questi appunti sparsi trovano il loro compimento sulla grande lastra di gesso. Questo lavoro, al limite tra scultura e pittura, è il punto di arrivo di un nuovo percorso di ricerca dell’artista. Infatti, dipingere sul gesso gli consente di portare all’estremo quegli elementi ormai consueti del suo fare pittorico, fatto di gesti unici e immediati.

A differenza di ciò che avviene sulla superficie della tela, il gesso assorbe il colore velocemente, impedendo di cancellare la pennellata e tornare indietro. La superficie viene indagata mediante sovrapposizioni di pennellate e trasparenze, progressivamente è eliminata ogni componente illustrativa, così come sono aboliti tutti i rimandi simbolici e metaforici. In questo lavoro vi è una radicale riduzione di ogni elemento del linguaggio visivo, resta la pura superficie, la forte e ingombrante presenza del supporto e una felice autonomia dal contorno e del gesto. Vincenzo Simone trova, come Matisse, il «coraggio di ritrovare la purezza dei mezzi». È così che sulla lastra i segni lasciati con un solo gesto si stratificano l’uno sull’altro, celebrando simbolicamente l’origine della pittura iniziata sulle pareti affrescate. Come disse Matisse: «Se i mezzi sono così leggeri, se la loro forza espressiva è esaurita, allora si deve ritornare alle fondamenta. Cioè ai principi… Allora i nostri quadri diventano purificazioni, gradini di una cauta demolizione…».

Il superfluo è abbandonato in questa pittura essenzialmente aniconica, che torna a essere icona della pittura stessa e delle sue procedure. Con quest’ultimo lavoro, l’artista manifesta in modo ancora più esplicito l’urgenza di fare i conti con la dimensione oggettuale dell’arte, caricando gli oggetti del loro significato portante, ponendo l’accento ancora una volta sulla presenza fisica di ogni cosa. La lastra in gesso appare così come un monolite: un oggetto reale nello spazio e non più finestra illusoria sull’altrove.

Vincenzo Simone - Oil on plaster, 11x11cm (each). Ultrastudio, Pescara

Vincenzo Simone – Oil on plaster, 11x11cm (each). Ultrastudio, Pescara

Vincenzo Simone - detail. Ultrastudio, Pescara

Vincenzo Simone – detail. Ultrastudio, Pescara