Testo di Silvia Cegalin —

La parola residenza è legata all’idea di restare per un certo periodo in un determinato luogo fisico. Un sostare che si avvicina all’abitare, termine che rimanda anche alla parola dimora che però racchiude contemporaneamente in sé anche i significati di tardare, indugiare.

Ed è proprio sull’unione questi termini ambivalenti: stare-esitare, che prende ispirazione il progetto Dimore – Residenza d’artista online iniziativa dell’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova. La residenza dimore è una risposta alternativa sul fare e sul fruire dell’arte in un periodo in cui a causa della diffusione del covid-19 le dinamiche culturali sono state interrotte. Divenendo subordinati a un nuovo sistema è necessario, se si vuole continuare un discorso e una pratica artistica, cambiare prospettive e metodologie, ed è ciò che le curatrici Stefania Schiavon, Caterina Benvegnù ed Elena Squizzato hanno cercato di realizzare attraverso questo progetto interamente digitale.

La residenza pensata per gli artisti under 35 ed attiva dall’11 Maggio fino a metà Luglio, presenta 4 sezioni tematiche: Identità, Relazione, Immaginario e Metamorfosi ognuna condotta rispettivamente da Elena Mazzi, Pietro Gaglianò, Babilonia Teatri ed Emanuele Coccia. Ogni 15 giorni i tutor si alternano nella piattaforma Zoom per dialogare con gli artisti selezionati: Daniele Costa (1992), Nicolò Masiero Sgrinzatto, (1992), Alessio Mazzaro (1985), Eleonora Reffo (1997), Gianna Rubini (1993) e Annalisa Zegna (1990), riproponendo in una forma virtuale creata ex-novo, ma non per questo meno efficace, lo scambio e il confronto tipiche delle residenze tradizionali.

La residenza Dimore destrutturando i tempi, divenuti oramai dilatati, e gli spazi convenzionali artistici, attualmente sempre più a rischio, riporta in superficie la necessità di rimettere al centro dell’attenzione non più l’opera/ il prodotto finito, ma il processo creativo, un divenire del progettare e del pensare che rimane aperto a soluzioni mai concluse. L’esibizione delle forme viene così sostituita con un’ideazione che si plasma attraverso gli stimoli e gli input che di volta in volta emergono dagli incontri tra artisti, tutor e organizzatori.

Il sito funziona come un diario di bordo in cui progressivamente vengono pubblicati gli appunti e le suggestioni proposte dagli artisti, al momento di questo articolo è stata resa visibile l’area dedicata all’Identità in cui, sebbene ciascun artista abbia scelto linguaggi e tecniche differenti come ad esempio la fotografia, il mixed media o la testualità, emerge l’idea unitaria di un’identità che non può non realizzarsi se non attraverso una fluidità e una mescolanza in cui le diversità, incontrandosi, formano un nuovo essere.

Dimore ponendo come obiettivo una ricerca artistica che si materializza non in un’opera da esporre ma in un continuum sperimentare, si interroga sull’efficacia che  il panorama culturale attuale offre, cercando di porre rimedio ai limiti che nel tempo e negli spazi si sono presentati.

Particolare della restituzione di Eleonora Reffo sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online
Particolare della restituzione di Annalisa Zegna sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online
Particolare della restituzione di Gianna Rubini sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online
Particolare della restituzione di Daniele Costa sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online
Particolare della restituzione di Nicolò Masiero Sgrinzatto sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online
Particolare della restituzione di Alessio Mazzaro sul tema dell’Identità per il capitolo 1 di Dimore Residenza d’artista online