Una panoramica su Decades, la sezione al suo esordio in questa edizione del Miart 2016. Nove le gallerie selezionate –  Blain Southern, London,  Studio Guenzani, Milano,  Richard Saltoun, London,   Galleria dello Scudo, Verona,  Società di Belle Arti, Viareggio-Cortina d’Ampezzo,  Gian Enzo Sperone, Sent,  Christian Stein, Milano-Pero,  Michael Werner, New York-London,  Wilkinson, London – per ripercorrere alcuni snodi artistici importanti del XX secolo. Peccato che, in fase di allestimento, non si siano accentuati i decenni a cui le gallerie hanno dedicati gli stand, magari con una semplice ‘data’ accanto ai nomi delle gallerie. Ai non addetti ai lavori, infatti, non erano così evidenti le varie decade.

Il percorso di Decades è stato aperto – specificano nella presentazione –  dall’ultimo quadro realizzato da pittore Giovanni Fattori, uno degli esponenti di punta del movimento dei Macchiaioli, accompagnato da opere di De Chirico, de Pisis e altri così detti gli italiani di Parigi, presentati nello stand della Società di Belle Arti. Gli anni Trenta e Quaranta sono stati presentati grazie al contributo che Gian Enzo Sperone con opere di artisti come Soldati, Magnelli, Prampolini, rappresentanti dell’astrazione italiana tra le due guerre. E’ lo scultore Lynn Chadwick presentato dalla galleria inglese Blain  Southern a rappresentare gli anni ’50. E’del 1961 l’opera del grande Piero Manzoni, un grande barattolo di metallo con incisa la scritta: “Contiene una linea lunga 1140 metri eseguita da Piero Mazoni il 24 luglio 1961″. L’opera – di inestimabile valore, visto che ne esistono solo due copie al mondo – è esposta dello stand di Michael Werner. Siamo sempre negli anni ’60 con la galleria Christian Stein. Il 1966 è l’anno nel quale l’avventura di Stein inizia, e per miart, grazie a Gianfranco Benedetti, ha scelto di riproporre la mostra di apertura della galleria, quella di Aldo Mondino.  Gli anni ’70 sono rappresentati da eccellenti opere del maestro dell’informale italiano Emilio Vedova presente nella veronese Galleria dello Scudo di Verona. Micro mostra nella galleria inglese Richard Saltoun che propone una selezione di fotografie di artisti che indagano i diversi significati del corpo umano con opere di Gina Pane, Ketty la Rocca, Jo Spencer, Claudio Abate.  Sono gli anni ’80 a ‘vincere’ il Premio Herno grazie al progetto presentato dalla galleria di Londra  Wilkinson, che presenta una selezione di opere molto rare di artisti che hanno fatto della ricerca sull’identità sessuale, sociale e gender i loro temi principali. In fiera la documentazione del numero estivo del 1984 ZG Magazine. Laura Simmons, Jimmy De Sana, Derek Jarman, Dara Birnbaum e Joan Jonas sono i nomi che segnarono questa epica rivista dove sociologia, antropologia storia dell’arte venivano fuse in una precisa analisi del paesaggio culturale urbano. Apre idealmente gli anni ’90 Stefano Arienti – uno degli artisti italiani più coerenti del nostro panorama – presentato allo Studio Guenzani.

Curata da Alberto Salvadori (leggi l’intervista), l’esordio di Decades ha destato senza dubbio non poco interesse. Vedremo nelle prossime edizioni…

Michael Werner Gallery,   New York - London,   DECADES - miart2016 Photo Giovanna Repetto

Michael Werner Gallery, New York – London, DECADES – miart2016 Photo Giovanna Repetto

Stefano Arienti - Studio Guenzani,   DECADES - miart2016 Photo Giovanna Repetto

Stefano Arienti – Studio Guenzani, DECADES – miart2016 Photo Giovanna Repetto

Societa? di Belle Arti,   Viareggio - Cortina d'Ampezzo,   DECADES - miart2016 Photo Giovanna Repetto

Societa? di Belle Arti, Viareggio – Cortina d’Ampezzo, DECADES – miart2016 Photo Giovanna Repetto