• Daniele Innamorato, Don’t Stop - Massimodeluca, Mestre 2017 - Installation view
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Ultimi giorno – fino al 28 dicembre – è possibile visitare la mostra personale Don’t Stop di Daniele Innamorato negli spazi della galleria Massimodeluca di Mestre. A cura di Giorgio Verzotti, la mostra presenta una selezione dei lavori che testimoniano l’eterogeneità di linguaggio dell’artista, la cui ricerca è stata spesso raccontata come “densa di potenza espressiva e inesauribile energia”.
“Nel caso di Daniele Innamorato, l’astrazione pittorica si identifica con l’abbandono del pennello per la pittura gettata, il colore colato, per accentuare la forza del gesto e la sua natura istintuale” spiega il curatore Giorgio Verzotti. “Così, tutto è casuale nella pittura di Daniele e niente è casuale. L’istinto governa il processo, potremmo dire, per via di una innata tensione all’euritmia. Nelle opere concluse, per quanto ampie da saturare gli spazi, non troveremo mai cadute di tono, di tensione, di ritmo, e tutto sarà sempre armonico, proporzionato, addirittura simmetrico in certi casi. Altrimenti l’opera non la vedremmo perché non la esporrebbe, sarebbe rifiutata e lasciata in studio per farci qualche altra cosa.”

In occasione della mostra abbiamo posto alcune domande all’artista —

ATP: La mostra in corso negli spazi della Galleria Massimodeluca fa luce sulla tua ultima produzione. Nella prospettiva di un decennio di ricerca, quanto è cambiato il tuo modo di relazionarti alla materia pittorica?

Daniele Innamorato: Credo sia un continuo rimescolamento delle tecniche e dei materiali, un gioco infinito, che ho iniziato più di trent’anni fa e che continua a manifestarsi sotto altre forme, come il collage, il cellophane e i libri d’artista.

ATP: I lavori sono presentati come condensato della tua “inesauribile energia”. In che modo riassumi o rappresenti questa energia incontenibile? Sotto quali forme o espressioni?

DI: La pratica della pittura come sfogo fisico e mentale; mi piace sentirmi un animale in relazione con la materia e i supporti, dal macro al micro.

Daniele Innamorato, Don’t Stop - Massimodeluca, Mestre - Installation view

Daniele Innamorato, Don’t Stop – Massimodeluca, Mestre – Installation view

ATP: In mostra, tra opere eterogenee quali lavori di grande formato, libri d’artista, cellophane e collage, presenti anche l’opera inedita “Toro”. Mi racconti la gestazione di questo lavoro?

DI:  Adoro il Toro di Picasso, la scultura realizzata con sella e manubrio della bicicletta. Il mio è un omaggio derivato da pezzi di scarto di altri lavori, un stupido “combine” del cazzo.

ATP: La tua ricerca è stata descritta come ‘eclettica’ per l’eterogeneità delle forme espressivi che utilizzi. Mi spieghi come scegli i supporti e le tecniche per le varie opere?

DI: Sono un autodidatta, ho studiato fotografia e la mia migliore scuola è stata la musica, i Talking Heads, Dead Kennedys, tra gli artisti Andy Warhol, David Hockney, Man Ray… e Boetti, che ho iniziato ad amare successivamente. Tutti artisti che non si sono mai risparmiati. Lavoro con qualsiasi media supporto e tecnica, senza limiti e siccome non mi basta, lavoro anche con Federica Perazzoli al progetto KINGS.

ATP: Giorgio Verzotti, curatore della mostra, parla di gestualità, istinto, casualità per raccontare l’investigazione pittorica che metti in atto con il tuo lavoro. Quanto c’è di casuale e quanto di premeditato?

DI: Tutto è controllato; scelta e diluizioni dei colori, composizione cromatica, analisi sulla percezione visiva, successivamente l’azione istintiva crea una casualità e la sorpresa, ma questa succede solo per i lavori della serie “Cellophane”. Qualche dipinto, anche di dimensioni notevoli, viene realizzato in un minuto, ma ci sono voluti trent’ anni.

Daniele Innamorato, Don’t Stop - Massimodeluca, Mestre - Installation view

Daniele Innamorato, Don’t Stop – Massimodeluca, Mestre – Installation view

Daniele Innamorato, Don’t Stop - Massimodeluca, Mestre - Installation view

Daniele Innamorato, Don’t Stop – Massimodeluca, Mestre – Installation view