• Pop-up Building, 2010 Special proect for Witte de With Festival Arminius church, Rotterdam Cardboard, varnish, adhesive tape, zip ties, electrical engines 35 x 35 x 15 m. Courtesy: the artist and Witte de With Festival Photo credits: Regina Geisler
  • Pop-up Building, 2010 Special proect for Witte de With Festival Arminius church, Rotterdam Cardboard, varnish, adhesive tape, zip ties, electrical engines 35 x 35 x 15 m. Courtesy: the artist and Witte de With Festival Photo credits: Regina Geisler
  • Pop-Up Museo Disco Club, 2011 Special project for El Museo del Barrio’s VI Biennial of Latino and Latin American art, El Museo’s Bienal: The (S) Files 2011, New York City Wall installation for the front of 5th Avenue Museo facade sulla Fifth Avenue, six months duration Nylon, hand-sewn sequins on canvas, mesh, ropes, blowers, sequencers and mylar 8,6 x 6 x 3 m. Courtesy: the artist and Museo El Barrio Photo credits: Kramer O’Neill
  • Social & Political Structure of Fantasy, 2010 Environmental installation for Vernon Project, Prague, Tina B Festival of Contemporary Art Hand-cut-out cardboard, hand-sewn sequins on canvas, acrylics, tape, zip ties, engines and wood Courtesy: the artist Photo credits: Daniel González

Un grande libro che racconta più di una fiaba, un’utopia innocente, una paradossale leggerezza… un racconto che non ci fa tornare all’infanzia, bensì ci accresce come bambini. Il ‘Pop-Up Buiding Milan’ realizzato – nonostante la pioggia – da Daniel González ha dell’incredibile. Architettura effimera, casa di bambola ingigantita, maschera a misura di grande edificio: questa enorme creatura che sembra mutare sotto il nostro sguardo in realtà descrive, come rivela lo stesso González, uno “spazio di libertà”.

Il grande progetto speciale sarà presentato al pubblico domani, mercoledì 16 settembre nella sede di Marsèlleria. L’artista presenta Pop-Up Building Milan, dopo gli interventi al Witte de With Festival di Rotterdam nel 2010, dove l’artista ha creato “Pop-Up Building” trasformando l’Arminus Church in un libro pop-up gigante alto 35 metri, e “Pop-Up Museo Disco Club” progetto per il fronte del El Museo del Barrio di New York realizzato in occasione della Biennale di El Museo, The (S) Files 2011.

Segue un breve intervista con Daniel González.

ATP: Da dove è nata l’idea per ‘Pop-Up Building Milan’ che presenti a Marselleria? Ti sei ispirato a qualcosa in particolare?

Daniel González: Alla meraviglia, istanti magici, che durano poco, il tempo di girare pagina, come i libri pop-up per bambini. Il progetto ‘Pop-Up Building Milan’ prosegue lo sviluppo della mia ricerca sulle architetture effimere. Nel 2010 ho realizzato il primo Pop-Up Building a Rotterdam per il Witte de With Festival. Per Marse?lleria ho utilizzato delle nuove risorse, come la tecnica del kirigami, che sono delle forme tagliate e piegate che escono dalla bidimensionalita? del foglio, qui per esempio raffigurati nel Pirellone, le fabbriche di Lambrate, la Torre Velasca, i paradossi di Escher e i modelli di palazzi impossibili.

ATP: “Modello architettonico impazzito, monumento fantastico, fiaba di cartone”: per descrivere e raccontare la tua installazione sono state utilizzate queste visionarie descrizione. Il mondo dell’infanzia sembra fare da protagonista. Cosa ti attrae del mondo delle favole?

DG: Si creano dei mondi. Nelle favole tutte e? possibile, niente e? definitivo e a misura della nostra fantasia. Puo? essere tutto il contrario di tutto. A differenza della favola, qui io tolgo la morale. Per realizzare un Pop-Up Building che resista alle intemperie e mantenga la sua leggerezza si lavora sodo per pochi istanti di innocenza.

ATP: C’è una lunga tradizione in Italia per quanto riguarda l’architettura effimera in epoca Barocca. Solitamente era utilizzata come strumento di propaganda religiosa. Più in generale, era un messaggio di persuasione, rappresentava lo strumento retorico della comunicazione visiva. Se dovessi veicolare un messaggio, ‘dietro’ a questa architettura effimera” fatta di cartone e nastro adesivo, quale sarebbe? Chi vorreste ‘persuadere’?

DG: All’epoca del Bernini naturalmente veniva dato un connotato di propaganda. Se questo dovesse essere letto da un punto di vista sociale era anche l’unico momento in cui il popolo poteva mangiare. Particolarmente mi interesso di questo ultimo aspetto, la capacita? di una installazione o architettura di mettere insieme la gente.

ATP: Come vivi il fatto che questa grande costruzione, fatta di tante ora di lavoro, abbia una vita momentanea? Che significato dare a questa esistenza dalla vita brevissima?

DG: Ha la qualita? di un bel ricordo, un momento che ha avuto vita nella nostra realta? e che continua a vivere dentro di noi.

ATP: La tua ricerca è spesso descritta come una pratica fatta di ‘sconfinamenti’ tra categorie e discipline diverse. E’ una scelta volutamente precisa di essere indisciplinato o è una naturale propensione a utilizzare ambiti e categorie come fossero un macro sapere dove la libertà è l’unico codice possibile?

DG: Cerco ad ogni modo di creare spazi di liberta? dove le convenzioni esistenti collassano. La disciplina e? fondamentale per realizzarli, attraverso concetti applicati con intensita? e leggerezza, facendo cosi? crollare i pregiudizi.

CS – POP-UP Building Milan – Marsèlleria 2015

Daniel González,   Pop-Up Building Milan,   making of

Daniel González, Pop-Up Building Milan, making of

Daniel González,   Pop-Up Building Milan,   making of

Daniel González, Pop-Up Building Milan, making of

Daniel González,   Pop-Up Building Milan,   makingof (4)

Daniel González, Pop-Up Building Milan, makingof (4)