Photo-souvenir: Daniel Buren, Fibres optiques tissées. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 – 2020 © Daniel Buren by SIAE 2020 Foto: Lorenzo Palmieri
Photo-souvenir: Daniel Buren, Fibres optiques tissées. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 – 2020 Dettaglio © Daniel Buren by SIAE 2020 Foto: Lorenzo Palmieri

A Bergamo sventolano le bandiere di Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, 1938) sancendo, sotto l’egida della luce, la ripartenza dell’agenda culturale della città che più ha patito l’emergenza sanitaria.
Dopo Gary Kuehn e Jenny Holzer, è l’iconico artista francese il protagonista della stagione estiva della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, traslata a Palazzo della Ragione per il terzo anno consecutivo.
“Illuminare lo spazio. Lavori in situ e situati”, a cura di Lorenzo Giusti, consiste in un dispiegamento di tessuti luminosi -presentati per la prima volta in un museo italiano- la cui poderosa presenza scenica ha, tra gli altri, il pregio di occultare la struttura a maglie esagonali che dovrebbe servire per le installazioni e che invece ostacola la visione di quelle stesse meravigliose capriate che danno il nome alla sala.
I pannelli tessili luminescenti, alcuni sospesi altri rasenti a terra, sono disposti secondo un percorso di accoppiamenti cromatici all’interno del quale lo spettatore è libero di muoversi e che, in parte come era successo durante “Tutta la verità (The Whole Truth)” di J. Holzer, interagiscono con gli affreschi del Palazzo, sebbene in maniera meno immediata e strutturata.
Daniel Buren, il cui marchio di fabbrica sono le strisce bianche e colorate, strumenti visivi per definire lo spazio, si dimostra vivace sperimentatore essendo stato tra i primi a servirsi della fibra ottica nell’indagine artistica, che definisce “pittura luminosa”.
A causa della infausta contingenza che lo ha costretto a rimanere a distanza, l’artista ha lavorato integralmente da remoto: “per la prima volta ho dovuto procedere in maniera astratta”, dice durante la conversazione con Lorenzo Giusti proiettata durante la conferenza stampa.
A Palazzo della Ragione si convalida la cifra stilistica che ha contraddistinto Daniel Buren durante tutta la sua lunga carriera: il rapporto tra la forma, la proporzione e la relazione con lo spazio.
In questa circostanza il registro visivo è intensamente veicolato dalla luce, che ridefinisce il luogo che la ospita, implicando anche una componente ludica.

9 luglio – 1 novembre 2020
Daniel Buren per Bergamo
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati

A cura di Lorenzo Giusti
Sala delle Capriate | Palazzo della Ragione, Città Alta, Bergamo

Photo-souvenir: Daniel Buren, Fibres optiques tissées. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 – 2020 Dettaglio © Daniel Buren by SIAE 2020 Foto: Lorenzo Palmieri
Photo-souvenir: Daniel Buren, Fibres optiques tissées. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 – 2020 © Daniel Buren by SIAE 2020 Foto: Lorenzo Palmieri
Photo-souvenir: Daniel Buren, Fibres optiques tissées. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, GAMeC, Palazzo della Ragione, Bergamo, 2013 – 2020 Dettaglio © Daniel Buren by SIAE 2020 Foto: Lorenzo Palmieri