• Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist
  • Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Testo di Annalisa Malavolta

Qualcuno una volta ha affermato che più diventiamo vecchi e più ci piacciono le cose che facevamo da giovani. E’ questo che ho pensato quando ho visto le fotografie che sarebbero state il corpus della mostra “Daido Moriyama in Color”. Riscoprire e rivalutare la fotografia a colori dopo una carriera immolata quasi completamente al bianco e nero appare quasi come un ritorno alle origini, un momento per rivalutare ed apprezzare meglio quello che per tanti anni era stato tenuto nascosto e dimenticato. A distanza di sei anni dall’ultima monografica che Modena ha dedicato ad uno dei grandi maestri della street photography, la Fondazione Fotografia sonda le ultime sperimentazioni dell’artista giapponese in un dialogo con alcuni sui lavori a colori dell’epoca giovanile. La mostra, a cura di Filippo Maggia, presenta dal 6 marzo all’8 maggio una selezione di 130 fotografie inedite di Moriyama realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta (Catalogo Skira Editore).

Ed è proprio in questi decenni che Moriyama subisce il fascino di un Giappone che sta cominciando ad essere influenzato dalle mode e dalla cultura oltreoceano. La strada all’improvviso diventa il teatro sul quale si vive la vita vera. Ricostruzione e boom economico in seguito alla seconda guerra mondiale portarono in Oriente non solo l’occupazione americana ma anche le rivolte studentesche che già imperversavano in Europa e negli Stati Uniti. E da oltre oceano la contestazione arrivava sotto le più svariate forme; dai vestiti alla musica fino ad arrivare ai libri, i giovani giapponesi respiravano un’aria nuova fatta di euforia e promesse. Per il fotografo fu l’incontro con i libri della Beat generation che cambiò radicalmente il suo modo di guardare il mondo con e senza l’obiettivo. L’impatto che un testo come On The Road ha sulla mente giovane di Moriyama è sconvolgente e lo porta a trasporre le sensazioni di un Kerouac in stato di grazia direttamente sulla pellicola. Non importa che siano night club, case abbandonate, pin up di Playboy o sconosciute incontrate per strada, tutto diventa un magma in continuo movimento dal quale emergono le più disparate emozioni che vengono catturate instancabilmente dal fotografo in una sorta di sospensione temporale che fa diventare un oggetto o una persona l’emblema di quel particolarissimo stato d’animo o sentimento.

In quegli anni Moriyama fa suoi due temi fondamentali della cultura beat: la libertà e il vagabondaggio. Ed è proprio questo che si percepisce dietro ad ogni scatto: la necessità di sentirsi libero di sondare ogni aspetto della propria cultura e di spostarsi continuamente non tanto per il gusto di raggiungere la meta quanto piuttosto per tutto quello che si incontra lungo il cammino. Quasi una sorta di viaggio iniziatico in cui la strada diventa un Virgilio impietoso e muto che accompagna il fotografo e gli mostra ogni sfaccettatura dell’animo umano. Ad acuire il pathos che traspare in ogni scatto c’è sempre però un lavoro attento dell’artista come già era accaduto per il filone delle fotografie in bianco e nero. Se da una parte, infatti, l’artista propone i contrasti duri e graffianti del bianco e nero sgranato, in queste opere i colori sono più espressivi, passando dai toni acidi a quelli caldi ma operando spesso su di essi grazie a volute sovraesposizioni. E’ un carnevale silenzioso quello che passa in questi scatti, in una sorta di ricordo di una festa che c’è stata ma della quale ci è dato ricordare con un po’ di nostalgia solamente un frammento, un oggetto, una persona.

Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Daido Moriyama, Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Daido Moriyama, Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist

Daido Moriyama Untitled, 1970s Courtesy of the artist