Dafne Boggeri, Hijack Ritual n.2, 2017, stampa fotografica, 40 x 30 cm

Dafne Boggeri, Hijack Ritual n.2, 2017, stampa fotografica, 40 x 30 cm

Inaugura stasera negli spazi in via Privata Rezia 2 di Marsèlleria la mostra personale dell’artista Dafne Boggeri, dal titolo LIANE ~ LINEA ~ ALIEN. Durante l’inaugurazione si terrà anche la performance con STASIS (Aniela Piasecka, Olivia Norris, Isabel Palmstierna, Paloma Proudfoot). Invece il 5 maggio (ore 19.30-00.00) al Cinema Beltrade di via Nino Oxilia 10 è previsto un programma di screening, interventi visivi e dj set a cura di Maria Guggenbichler. Per finire, per il 19 maggio (pre 18-22) sono previsti una serie di interventi sonori di TISANA (Dafne Boggeri, Adele H, Isamit Morales) in collaborazione con Babakoto, Hazina, Elena Radice.

LIANE ~ LINEA ~ ALIEN è il primo one-woman group show di Dafne Boggeri: la mostra collettiva di una sola artista che rivendica la molteplicità di ruoli, interessi e percorsi che le appartengono, e prendono corpo negli spazi di Marselleria. Per un mese, il basement di via Rezia sarà abitato da una serie di lavori inediti nati da impulsi di manipolazione e interferenza, documentati o azionati dall’artista stessa riflettendo su operazioni di artificio e sabotaggio. Le sale del cinema Beltrade saranno aperte per una serata di screenings dall’atmosfera sci-fi, mentre il progetto si concluderà ufficialmente con una performance corale di TISANA, progetto sonoro collaborativo e multiforme che si diramerà, come liane, negli spazi di Marsèlleria in via Paullo (da cs).

Segue l’intervista a Dafne Boggeri.

ATP: Partiamo dal titolo: LIANE~LINEA~ALIEN. Da dove nasce e perché?

Dafne Boggeri: Il titolo è emerso dalla conversazione con Giulia Tognon, curatrice del progetto, nella prima fase di lavorazione. Abbiamo setacciato i messaggi e le parole fondamentali che si sono depositate hanno costituito l’anagramma le cui intersezioni si sono amplificate dalle onde grafiche di collegamento. Ognuna delle parole sostiene aspetti chiave della mostra in un alone magico, che è poi l’ambito dal quale nasce il concetto originale di anagramma.

ATP: Tre titoli in uno, tutti composti con le stesse lettere…tante artiste in una (la tua mostra viene definita nel cs come una “collettiva di una sola artista”): ti interessa la mescolanza di generi, lo sciogliersi dei confini, la “collisione di mondi”. Come mai questa insistenza sulla molteplicità chiusa in un solo involucro?

DB: E’ un tentativo di evocare molti aspetti della realtà cercando di non azzerarne l’esperienza della scoperta. La molteplicità indica anche uno stato di non appartenenza completa, di costante esplorazione, senza mai sentirsi aderenti del tutto, ma coltivando un punto di vista ‘altro’.

ATP: Sei molto attenta alla dimensione del femminile (penso a MOTHER, il festival di musica e arte femminili contemporanee che hai ideato con Noga Inbar) e alle tematiche queer (collabori con TOMBOYS DON’T CRY). Queste dimensioni hanno a che fare con la mostra da Marsèlleria o, in generale, con il tuo lavoro artistico? 

DB: Sono aspetti imprescindibili ad ogni movimento, li considero vitali e nella mostra affiorano più o meno espliciti. Spesso si reinventano proprio attraverso l’esperienza stessa, come è successo per il festival MOTHER, fra il 2009 e il 2011, o più recentemente con le serate TOMBOYS DON’T CRY, al KO Club di Milano, ex club leather negli anni ’80, scoperto grazie ad una intuizione dell’alchimista Camilla Candida Donzella.

ATP: Arrivando alle opere che presenterai, cosa potremo vedere?

DB: Delle tracce di personaggi reali e di fantasia le cui storie saranno evocate da particolari visivi e aneddoti scritti. Dei trampolini di lancio o di arrivo. Una serie di fotografie compagne di viaggio ideali di frammenti video che rivelano particolari aspetti della realtà. Alcuni ritratti parziali ma a loro modo rivelatori. Un sigillo, che è un logo, che è un oggetto che si reinventa, dei materiali liberati dalla loro forma ideale e un’edizione di poster che il pubblico potrà prendere in omaggio ad un esercizio di relazione e scambio a più mani. Mentre al piano superiore che normalmente ospita il negozio e la libreria, ci sarà una performance del gruppo Stasis i cui movimenti che non si vedranno nella loro interezza ma che si percepiranno come traduzione sonora. Nella libreria si potrà consultare il libro Born in Flames, della visual designer Kaisa Lassinaro, omaggio all’omonimo film di Lizzie Borden che verrà presentato durante BLACK MARIA cinema.

ATP: Ci sarà anche una “liana” che arriverà fino al cinema Beltrade, con una serata dedicata. Ci racconti di cosa si tratta?

DB: Il 5 maggio il Beltrade ospiterà la rassegna BLACK MARIA cinema, con il documentario sulla teorica americana Donna Haraway: Story Telling for Earthly Survival (2016) di Fabrizio Terranova, e per la prima volta in Italia il film sci-fi femminista Born in Flames (1983) di Lizzie Borden, con la presenza in sala di entrambi i registi, aspetto al quale tengo in modo particolare, perché spero che alimenti un dibattito informale tra il pubblico e gli autori. Si potrà anche accedere ad una serie di spazi che normalmente non sono visibili come il campo da basket, dove saranno allestiti interventi site-specific. Il Dj set dell’artista Maria Guggenbichler sarà accompagnato dallo speciale cocktail Dry Eye, dalla formula segreta, che si consiglia di sorseggiare ad occhi chiusi. Mentre nella zona della terrazza si potrà vedere su monitor il video Donna Haraway Reads The National Geographic on Primates (1987), sottotitolato in italiano per l’occasione.

ATP: Il progetto si concluderà con la performance corale di PAAUW con la partecipazione di TISANA. Cos’è TISANA e cosa prevede questa performance?

DB: TISANA è una formazione musicale fondata con l’artista Isamit Morale e la musicista Adele H dopo un concerto a cui avevamo partecipato come pubblico e che, non convincendoci del tutto, ci ha spinto a impadronirci degli strumenti del gruppo, avviando in maniera ‘pacifica’ e poi condivisa da tutti una jam di improvvisazione di circa 2 ore. Questa è stata la molla ‘catartica’ che ha creato TISANA, che in questo contesto proverà per la prima volta a dilatarsi in composizioni più strutturate. L’evento vedrà anche il contributo live di ‘Babakoto’ progetto di Leila Gharib, fondatrice con Sonia Brunelli del gruppo performativo Barokthegreat, già ‘Sequoyah Tiger’ sotto la leggendaria etichetta berlinese Moor Music; Hazina che come ‘Petit Singe’ ha al suo attivo due album ma in questa occasione esplorerà una versione più intimista della sua ricerca avvicinandosi all’immaginario della ‘cover’; l’artista Elena Radice che darà eco alla composizione ‘in progress’ Internet Words. Lo spazio, quello della sede di Marsèlleria in via Paullo 12, sarà definito da alcuni dispositivi luminosi e sfocato dall’abbondate uso della macchina del fumo.

Dafne Boggeri, Hijack Ritual n.4, 2017, stampa fotografica, 40 x 30 cm

Dafne Boggeri, Hijack Ritual n.4, 2017, stampa fotografica, 40 x 30 cm

Dafne Boggeri, LIANE, 2017, still da video, 16’, colore, audio.

Dafne Boggeri, LIANE, 2017, still da video, 16’, colore, audio.