Muricinari - Andreco, De Gayardon Bureau e Paride Piccini

Muricinari – Andreco, De Gayardon Bureau e Paride Piccini

Riavvicinarsi a queste zone, dove attività e costruzioni sono state abbandonate, promuovendone il riuso ed esprimendone al meglio le potenzialità inespresse attraverso la valorizzazione delle risorse presenti – antropologiche, storiche e paesaggistiche – è una strategia di salvaguardia territoriale di fondamentale importanza.

Un esempio virtuoso è l’iniziativa dell’Associazione Culturale Jazzi che la scorsa estate ha lanciato un Concorso internazionale di idee rivolto ad artisti, architetti, paesaggisti, creativi, innovatori sociali e designer (vedi l’articolo), invitando al ripristino e al riutilizzo dei jazzi – piccole costruzioni di pietra presenti sul territorio, tradizionalmente utilizzate dai pastori come rifugi temporanei durante la transumanza – da decenni cadute in disuso.

Il concorso nasce dalla volontà di coinvolgere attivamente le persone, partendo dai bisogni e dai desideri e dalla volontà di essere protagonisti di una rigenerazione territoriale “dal basso”, gestibile senza investimenti onerosi e in grado di produrre un indotto. Gli approcci indicati nel bando – “percorsi lenti”, “abitare la notte” e “rigenerare gli jazzi” – corrispondono a suggerimenti per possibili utilizzi del territorio in chiave creativa e partecipativa.

Dei 160 i progetti – ricevuti da Italia, Bulgaria, Colombia, Germania, Giappone, Inghilterra, Indonesia, Kazakhstan, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Vietnam e Uruguay – l’Associazione Culturale Jazzi ne ha selezionati 15, che sono stati successivamente sottoposti al giudizio di una giuria composta da professionisti di diversi settori – Mario Cucinella, Franco Farinelli, Joseph Grima, Ugo La Pietra, Chris Torch – che ha decretato i tre vincitori.

I prescelti hanno saputo valorizzare le potenzialità del territorio, partendo dalla cultura locale e aprendo nuove possibilità di sviluppo: il primo classificato Muricinari – di Andreco, De Gayardon Bureau e Paride Piccini – opera un recupero dei jazzi attraverso l’utilizzo del muro a secco, tecnica antica e tipica della zona, e della pietra locale. La salvaguardia della tradizione si sposa non solo con il rispettoso ripristino del patrimonio esistente – da adibire inizialmente a rifugio di montagna per escursionisti – ma anche con il progetto futuro di realizzare un albergo diffuso per rilanciare l’ospitalità turistica nella zona. Il secondo, Reboot Feelings – del gruppo CORBET (Ternovenko Ilya, Alyaev Alexander, Borisova Elena, Skorikova Marina) – invece valorizza il territorio attraverso un percorso poetico composto da installazioni e opere d’arte, realizzate site specific con materiali e risorse locali, che mette al centro la relazione individuale con la natura. Il terzo #Discotecajazzi Topografia Narrativa Cilentana – di Luana Wojaczek Perilli –propone la creazione un archivio multimediale del patrimonio cilentano grazie al quale realizzare dei percorsi narrativi di esplorazione della zona, poi gestiti da associazioni locali, che permetteranno ai viaggiatori di attraversare queste terre scoprendone la storia e la tradizione.

www.jazzi.it

#Discotecajazzi Topografia Narrativa Cilentana – di Luana Wojaczek Perilli

#Discotecajazzi Topografia Narrativa Cilentana – di Luana Wojaczek Perilli

Reboot Feelings – del gruppo CORBET (Ternovenko Ilya, Alyaev Alexander, Borisova Elena, Skorikova Marina)

Reboot Feelings – del gruppo CORBET (Ternovenko Ilya, Alyaev Alexander, Borisova Elena, Skorikova Marina)