• L’emozione dei COLORI nell’arte - GAM di Torino - Allestimenti - Photo Giorgio Perottino
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Come una traccia seguiamo i flussi di colore, passo dopo passo, tra le scale, le pareti, tra i riflessi delle vetrate. Labirintica nella struttura, la corrente cromatica ci porta a scoprire la mostra L’Emozione dei colori nell’arte allestita alla GAM – Galleria Civica di Arte Moderna di Torino. L’installazione di Jim Lambie sembra volerci trasportare in una dimensione traslata rispetto al contemporaneo.
Se al Castello di Rivoli l’esposizione raccontava l’utilizzo del colore da parte di artisti strettamente contemporanei (leggi l’articolo), negli spazi della GAM si percorrono esperienze più lontane nel tempo che riguardano non solo l’Occidente conosciuto, ma anche dei percorsi più distanti. Esempio ne siano i disegni Yantra e Tantra che aprono il percorso, realizzati in India dai seguaci di quest’ultima dottrina a partire dal XVII secolo fino ad oggi. Utilizzati anche in seno alle pratiche di meditazioni, questi disegni su carta rappresentano l’assoluto attraverso un’assenza di forme compiute; forme e strutture si dissolvono per lasciare al colore la forza di raccontare l’alterità.
Da queste forme ‘spirituali’, la mostra si apre ad un percorso attraverso altre forme di trascendenze: dal quelle di Wassily Kandinsky a quelle di Paul Klee, dalle ricerche sul colore puro di Sonia Delaunay, al divisionismo simbolista di Pellizza da Volpedo…

In modo quasi scientifico, la mostra alla GAM illustra quelle che sono state le acquisizione e la presa di conoscenza da parte degli artisti delle teorie del colore. Il primo a costituire le basi di queste teorie fu Isaac Newton, che alla fine del ‘700 fu il primo a costruire una sistematica teoria e scienza del colore nel corso dei suoi studi sull’ottica. Scomponendo un raggio di luce bianca in tutti i colori dello spettro mediante un prisma, Newton associa il colore alla luce negandone la natura di oggetto a sé stante. Poi vennero le speculazioni – interpretabili e fortemente ambigue – di Johann Wolfgang Goethe, che nella sua fortunata Teoria dei Colori (1810) suddivide i colori in chimici (materiali), fisiologici (soggettivi) e fisici (luminosi). Legato tanto alla luce quanto all’ombra, il fenomeno cromatico secondo Goethe è da enunciare partendo dal colore ‘medio’ che non è il bianco, bensì il grigio, tonalità da cui si distinguono i tre colori fondamentali azzurro, giallo e porpora, dai quali, mescolati e dosati, si ricavano tutti gli altri colori. Dai suoi studi, in cui la parte fisiologica e soggettiva è determinante, si svilupperanno le tante teorie psicologiche, mistiche e simboliche, di molte didattiche che si alterneranno nel XIX secolo. La teoria di Goethe è stata ripresa da Rudolf Steiner nell’”Essenza dei Colori,” dove si puntualizza maggiormente l’efficacia del colore ‘medio’, ossia il grigio. Dalle ricerche prenderanno avvio le teorizzazioni successive, fra cui quelle di Wassily Kandinsky, Johannes Itten, Paul Klee e Josef Albers… Presenti in mostra questi artisti – soprattutto i primi tre – furono ferventi sostenitori della teosofia e si soffermarono in particolare sulla ricerca dell’origine mistica e della funzione psicologica di ogni colore.

L’emozione dei COLORI nell’arte - GAM di Torino - Allestimenti -  Photo Giorgio Perottino

L’emozione dei COLORI nell’arte – GAM di Torino – Allestimenti – Photo Giorgio Perottino

Gli esempi alla GAM se ne potrebbero fare tantissime, dalla bella serie di quadri di Hilma af Klint degli anni ’20 al quadro che ha veicolato l’immagine della mostra, “Profumo” di Luigi Russolo del 1910. Il dipinto mostra lo sfaldarsi del profilo di una donna nell’aria o nella sua essenza; aloni di colori giallo, azzurro, viola sembrano definirne i volumi o, per l’inverso, eroderne la forma. Il tentativo di dipingere l’equivalente di una sensazione fisica è tipico di Russolo; in più opere l’artista ha ricercato di trasferire la sensazione del profumo o della musica in pittura. Tali esperimenti di sinestesia collegano Russolo ai pittori della Scapigliatura dell’Italia settentrionale di fine Ottocento, che nutrivano la convinzione tipicamente romantica che la tecnica pittorica potesse comunicare atmosfere e stati d’animo.

In mostra si alternano esempi di ricerche legate a visioni mistiche accanto a autentici capolavori dove la sensibilità per il potere trascendente dei colori si raffredda per un taglio ed un interesse più scientifico. Esempio ne sia “Compenetrazione iridescente n. 7” di Giacomo Balla del 1912. L’interesse scientifico per gli effetti della luce influenza tutta l’esperienza futurista di Balla e si intensifica nell’inverno 1912-13, quando l’artista si trasferisce a Düsseldorf. Taglio scientifico anche nel ‘contrasto simultaneo’ rintracciabile nell’ opera di Joseph Albers. La legge del ‘contrasto simultaneo’, in base al quale osservando a lungo il colore predominante si formano delle immagini residue, caratterizza la famosa serie ‘Omaggio al quadrato’ – di cui ritroviamo un esempio esposto, “Study for Homage to the Square: Still Remembered”, 1954-1956 – basata sulla composizione di tre o quattro quadrati di puro colore, inscritti uno dentro l’altro, iniziata nel 1950 di cui Alberts realizzerà più di 1.000 versioni (definite dall’artista “piatti per servire colori”).

I decenni, nelle sale del museo torinese, scorrono rapidi. Si alternano correnti, maestri, eccentrici e sperimentatori, pionieri e ri-visitatori. Visioni ribelli, vitalistiche e dirompenti quelle esemplificate da Karel Appel, pittore del gruppo Cobra, il collettivo di artisti radicali ed espressionisti formatisi a cavallo fra gli anni ’40 e ’50 fra Copenhagen, Bruxelles ed Amsterda. In mostra è presente con il quadro “Sun Heads” del 1967, dove energia e istintività danno vita ad una realtà potenziata, “aumentata” dalla forza e irruenza del colore.

Non mancano gli esempi di Optical Art. Esemplificatore l’opera “Vega 222″, 1969-70, un olio su tela dove Vasarely utilizza con grande maestria il linguaggio tridimensionale, contrapponendo nella stessa immagine diversi sistemi prospettici secondo una sua personale ricerca sulle proprietà scientifiche del colore e della linea. le premesse da cui parte l’artista sono di ordine scientifico e dogmatico, finalizzate all’affermazione della possibilità che, inducendo nell’osservatore opportuni stimoli ottici con risultati percettivi del tutto personali e soggettivi, il risultato ultimo inganni in qualche modo la scienza. Contemporaneo alle sperimentazioni prospettiche di Vasarely, le ambientazioni di Carlos Cruz Diez. L’artista inizia a costruire la sua serie di istallazioni fluorescenti – intitolate “Chromosaturation” – nel 1965. Si tratta di veri e propri ambienti divisi in tre stanze, dal fondo interamente bianco. Ogni camera è illuminata da un colore diverso, precisamente rosso, verde e blu. L’istallazione alla GAM ci immerge in un contesto monocromatico, creando una sollecitazione percettivo della retina, normalmente abituata a ricevere una vasta gamma di colori simultaneamente.

Dagli ambienti immersi di Carlos Cruz Diez, la mostra prosegue con ‘vette’ della storia dell’arte del ‘900, con opere di Giulio Turcato, Mark Rothko, Lucio Fontana, Yves Klein, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Carla Accardi, Tancredi Parmeggiani.. attraversando la Transavanguardia con una coinvolgente opera di Nicola De Maria, “Amore”, 1980-1981… e la rarefatta stanza che ospita le opere silenziose di Maria Morganti…

Seguendo il percorso in mostra, come se sfogliassimo un manuale di storia dell’arte – di cui abbiamo raccontato in modo particolare alcune opere -, percorriamo l’evoluzione delle forme artistiche ed espressive dalla fine ‘800 fino alle soglie del XXI secolo. Cardine, linfa, nota dominante, il colore in tutta la sua mutevole potenza, misteriosa forza.

L’emozione dei COLORI nell’arte
Fino al 23 Luglio 2017
A cura di Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria, Elena Volpato, Elif Kamisli
Consulenza scientifica di Vittorio Gallese e Michael Taussig

L’emozione dei COLORI nell’arte - GAM di Torino - Allestimenti -  Photo Giorgio Perottino

L’emozione dei COLORI nell’arte – GAM di Torino – Allestimenti – Photo Giorgio Perottino

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L’emozione dei COLORI nell’arte – GAM di Torino – Allestimenti – Photo Giorgio Perottino

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