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Colli é il titolo di questa mostra, ma é anche un lavoro per sé, infatti, riassume il brevissimo testo* che ho fatto stampare sul retro del biglietto da visita dello spazio espositivo e al tempo stesso é il titolo della cassetta che ho prodotto per l´occasione.
La forma del collo degli esseri umani mi interessa particolarmente in quanto é al tempo stesso un luogo critico dove passano aria e grossi vasi ma anche una delle parti piú vulnerabili del nostro corpo. Tuttavia, l´immagine del collo che per prima mi viene in mente é un collo sudato e abbronzato visto da dietro. Il collo di Arturo Bandini, forse.
Certi animali non hanno un vero e proprio collo. Gli squali, le rane o gli ippopotami, per esempio, hanno si un collo che unisce la testa al torso, ma non un reale assotiliamento come quello che abbiamo noi. Il collo é come un piedistallo per la testa che assorbe tutti gli stress da cui siamo affetti. É solo un po´ sottile. È come uno di quei chiodi di legno che servono per tener ferma una palla da golf al momento del primo tiro.
Tenere la testa in posizione eretta, implica uno sforzo che é atto a contrastare la forza di gravitá. Questo succede dalla nostra nascita fino al momento in cui muoriamo, salvo alcuni momenti di disimpegno che sono per lo piú quando andiamo a dormire e quando, piú in generale, ci distendiamo. Credo che sia questo disimpegno l´argomento di cui tratta la mostra. Si, il disimpegno e la capacitá degli esseri umani di scordare.
Da un po´di tempo ho iniziato a collezionare asciugamani. Mi piacciono. Sono dei pezzi di spugna che raccolgono i disturbi epidermici di una vita. Sono spesso il luogo materiale dove obblighi, responsabilitá e pesantezza vengono meno. Sono un luogo di conforto e al tempo stesso danno anche una lettura nel tempo del cambiamento di gusto della gente, della mia famiglia, delle persone che mi stanno vicine. In un certo qual modo é una celebrazione del disimpegno o, per sottrazione, dell´impegno.
Il nastro che ho prodotto in collaborazione con OSLO10, Collicaligreggi e l´etichetta berlinese MNM ltd. é il frutto di un lavoro fatto in studio di registrazione con l´aiuto di Adam Chalk, produttore e musicista newyorkese. Mentre faccio girare manualmente a velocitá molto rallentata dei giradischi a motore spento, Adam aziona effetti e riverberi analogici che deformano il suono della registrazione originale. All´inizio del lato A della cassetta si puó chiaramente sentire la mia voce. É un brano di qualche minuto, un misto fra poesia concreta e un vocalist che parla su un beat house rallentato, a tratti stonato e quasi fuori luogo. Harnessed the Storm é il doppio vinile che utilizzo in questa registrazione. É l´ultimo lavoro del duo di detroit Drexciya  prodotto dall´etichetta berlinese tresor nel 2002 prima dello scioglimento del duo dovuto alla prematura morte di James Stinson membro di Draxciya e figura chiave per lo sviluppo della scena techno underground in America e in Europa. Il duo Draxciya esercita da sempre su di me un incredibile fascino dovuto alla loro capacitá di riuscire a veicolare un fortissimo lavoro politico e sociale attraverso suoni per lo piú astratti e prodotti di sintesi. I suoni che compongono le loro tracce, richiamano spesso quelli dell´acqua, dell´aria o delle due cose insieme. Proprio questo mi interessava che entrasse in collisione e avvolgesse la mia mostra come se tutto fosse ancora bagnato e colpito dalle onde.

per approfondimenti e contatti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Collo
http://facchinaggioelogistica.com/images/taglio/facchinaggio.jpg
http://cdn.c.photoshelter.com/img-get/I0000YQTHcYSkBdE/s/860/860/Marvin-Gangster-
Redemption-12.jpg
http://foto.masternet.it/main.php?g2_view=core.DownloadItem&g2_itemId=730&g2_serialNumber=2
http://drexciyaresearchlab.blogspot.com/
http://www.oslo10.ch/de.html
http://oslo10-basel.blogspot.com/
http://www.mnm-ltd.com/

http://www.collicaligreggi.it/

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Marco Bruzzone

Colli
I vecchi soffrono il caldo
e i giovani rotolano sgabelli
Colli 
Marco Bruzzone
Catania