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Ci ricorda i costrutti teorici della scuola del Bauhaus la delicata mostra allo galleria S.a.l.e.s. di Roma. Nella sua personale Furniture, Claudia Wieser presenta una serie di lavori che vanno dalle  stampe in cui interviene con dei motivi grafici , a oggetti che rasentano il design – sculture a forma di ‘tavolo’ formate da elementi geometrici semplici -,   a opere di grande formato come l’opera su carta d’argento che, come una quinta, divide in due lo spazio della galleria. Una delle opere che ha più catturato la mia attenzione è la grande installazione in ceramica che mi ricorda gli studi sul colore di Johannes Itten, ma anche alcune opere di Paul Klee del periodo degli anni ’20 quando insegnava a Weimer. Evidente omaggio a Gio Ponti invece, la piccola opera a rombi colorati  Di riferimenti, omaggi o evidente citazioni questa mostra ne condensa tanti, ma con misura, con discrezione.
Rigore, geometrie, ricercatezza formale danno vita ad un doppio percorso di riflessione: da una parte lo spazio della rappresentazione – molto belle le opere su carta dove, con tratto leggero, l’artista compone dei campi cromatici astratti – dall’altro lo spazio reale e funzionale: sia esso lo spazio espositivo della galleria, o lo spazio quotidiano della nostra esistenza.
Claudia Weiser
Forniture
fino al 2 giugno,
S.a.l.e.s., Roma
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