Alessandro Pessoli City Of God – Palazzo Vizzani, Bologna – Installation view – Ph © Rolando Paolo Guerzoni
Alessandro Pessoli City Of God – Palazzo Vizzani, Bologna – Installation view – Ph © Rolando Paolo Guerzoni

Mancava in Emilia-Romagna dal 2011, anno della personale Fiamma pilota le ombre seguono alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, mentre l’ultima apparizione nella città bolognese risaliva al 1997, anno della mostra Distruttore, tenutasi presso la stamperia Squadro – in precedenza, un’altra sua personale, L’azzurro del cielo, era stata ospitata dalla Gelleria Neon (era il 1989).
In occasione di Art City 2021, Alessandro Pessoli torna a Bologna con la mostra City of God, curata da Fulvio Chimento e organizzata da Alchemilla – progetto bolognese a sostegno della ricerca e della sperimentazione in ambito artistico – insieme alle gallerie greengrassi di Londra e ZERO… di Milano. A ospitarla è la cornice settecentesca di Palazzo Vizzani, mentre a renderla possibile è stata – a detta dello stesso curatore – anche la profonda stima e amicizia che li lega. 

E in effetti, se si pensa alle modalità con le quali è stata concepita e allestita la mostra, la prima sensazione che si prova è quella di un grande fiducia reciproca: “Pessoli non è mai stato fisicamente a Palazzo Vizzani”, ha ammesso Chimento, spiegando poi come l’intero iter allestitivo sia stato seguito dall’artista attraverso lunghe videochiamate “anche faticose, se si pensa alla stanchezza che si provava verso le 16-17 del pomeriggio, quando lui, dall’altra parte, si era da poco svegliato”

Già, perché Pessoli, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna e aver vissuto per un periodo a Milano, si trasferisce a Los Angeles nel 2010, intraprendendo un nuovo capitolo della propria ricerca coincidente con l’introduzione di elementi neo-pop – “bocche, organi sessuali, gelati, feci, pistole, cuori, bottiglie di birra o di bibite, e persino disegni realizzati dai suoi figli” scrive Chimento nel testo che accompagna la mostra – e con l’aggiunta di atmosfere macabre al variopinto universo delle sue composizioni. 

È quel che si riscontra, ad esempio, proprio in City of God (2017-2020), opera che dà il titolo alla mostra: ispirata all’omonimo film di Fernando Meirelles del 2002 – la cui trama si incentra sulle vicende di Buscapé, tredicenne che, grazie alla passione per la fotografia, riesce a emergere dalla tragica situazione in cui versano le favelas brasiliane – l’installazione esprime i due aspetti che caratterizzano l’attuale ricerca di Pessoli, in bilico tra angoscia e ironia, violenza e giocosità. 

Alessandro Pessoli City Of God – Palazzo Vizzani, Bologna – Installation view – Ph © Rolando Paolo Guerzoni
Alessandro Pessoli, Butterfly girl #1, 2020. Olio, vernice spray, pastelli ad olio su tela 145 x 160 cm Courtesy greengrassi (Londra) e ZERO… (Milano)

Eppure, nonostante i suoi ultimi sforzi contemplino anche la realizzazione di sculture e installazioni, “quando si pensa a Pessoli – prosegue Chimento – si pensa subito alla pittura e al disegno: provate a fare una piccola ricerca, anche veloce, e vedrete che raramente spunteranno sculture o installazioni”. Forse perché, come spiega lo stesso curatore, l’intera sua opera rappresenta “una riflessione sul linguaggio del disegno, o meglio sulla figura umana: ecco perché preferisco parlare di grafiche piuttosto che di disegni”.
Due sono i nuclei riferiti a quest’ultima tipologia di lavori presentati appositamente per City of God: Set your body free – gruppo di disegni realizzato nel 2020 e pensato inizialmente con un numero maggiore di esemplari, ridotti poi a sedici per dialogare al meglio con la sala di Palazzo Vizzani scelta per la loro collocazione – e The Border (2021), lavoro che ripropone le figure di due angeli/demoni alati, affrontati spesso dall’artista nelle sue opere – ricorrenti come la figura della farfalla: pensiamo a Couple (2020), in riferimento al primo caso, e a Butterfly girl #1 (2020) in riferimento a quest’ultimo.

In ciò che Chimento chiama “memoria involontaria” – quella che l’artista, forse anche incosciamente, si porta dietro – confluiscono varie suggestioni, tutte prontamente assorbite e rielaborate in chiave diversa: il cinema di Federico Fellini – Pessoli, infatti, nasce a Cervia, a poca distanza dalla Rimini del regista, e, a tal proposito, si segnala la terracotta Fellini Cinema (2019) presente in mostra – l’Arte Povera e la Transavanguardia, e le esperienze, infine, degli anni Novanta, “fondamentali per la sua formazione” e per il raggiungimento di una sua “precisa ‘riconoscibilità’”.
Pessoli le capta e le accoglie, riversandole nel proprio calderone surreale fatto della sostanza del suo immaginario e, insieme, della realtà cui fa riferimento, dalla quale l’artista sfugge e ritorna contemporaneamente, ininterrottamente. 

Alessandro Pessoli – City of God
A cura di Fulvio Chimento
Palazzo Vizzani, Bologna, via Santo Stefano 43
Dal 7 maggio 2021 al 10 luglio 2021

Alessandro Pessoli City Of God – Palazzo Vizzani, Bologna – Installation view – Ph © Rolando Paolo Guerzoni
Alessandro Pessoli, kingswell Devil, 2020. Matite, olio, pastelli a olio, vernice spray su carta 57 x 77 cm Courtesy greengrassi (Londra) e ZERO… (Milano)
Alessandro Pessoli City Of God – Palazzo Vizzani, Bologna – Installation view – Ph © Rolando Paolo Guerzoni