still da video Supersurface_An alternative model for life on the Earth, Superstudio, 1972, elaborazione grafica studio2800a

In un periodo di incertezza sociale ed ambientale come quello che stiamo vivendo, si sente l’urgenza di immaginare nuove forme di dialogo e interazione tra soggetti diversi.
In questa prospettiva, Venezia – archetipo della città dell’ecosistema fragile – può fungere da capofila di sperimentazioni e di idee che dal locale si riflettono sul globale.
Ed è proprio in questa città che nasce Acque Sconosciute, rassegna filmica ospitata su una piattaforma galleggiante che vede la collaborazione di numerosi enti, uniti nell’intento di realizzare una programmazione corale.

L’iniziativa è nata dall’invito che Edoardo Aruta e Paolo Rosso (fondatore del progetto artistico Microclima con sede alla Serra dei Giardini), hanno rivolto a istituzioni locali e internazionali che operano a Venezia o che hanno un forte legame con essa, a proporre un contributo audiovisivo (lungometraggio, cortometraggio o film d’artista) correlato al tema che dà il titolo la rassegna, acque sconosciute appunto.

Alla chiamata hanno risposto Ocean Space/TBA21- Academy, Pentagram Stiftung, Palazzo Grassi- Punta della Dogana – Pinault Collection che figurano come principali collaboratori dell’evento, realtà storiche come Collezione Peggy Guggenheim, Fondazione Querini Stampalia, Fondazione Musei Civici di Venezia – Museo Fortuny, Fondazione Luigi Nono, Università Iuav di Venezia e più giovani come le associazioni culturali About e Awai, le gallerie ALMA ZEVI e Galleria Michela Rizzo, lo spazio no profit Spazio Punch,DH Office, Festival dei Matti, Ginko Film, Laguna B, We are here Venice, e V.E.R-V.

Sono inoltre presenti partner nazionali e internazionali che con Venezia hanno però un legame solido come Casa Capra (Schio), Dolomiti Contemporanee (Erto e Borca di Cadore), Lo Schermo dellArte (Firenze) e Magazzino Italian Art (New York).

Pierre Huygh – A-Forest of Lines, 2008. Concert Hall at Sydney Opera House 16th Biennale of Sydney

Così, partire dal 27 agosto e fino al 5 settembre, su uno schermo galleggiante posto in mezzo alla laguna, nella secca retrostante l’isola della Giudecca, si alterneranno una serie di proiezioni filmiche ad opera di registe e registi, artiste ed artisti locali e internazionali, sia emergenti che storicizzati. Tra questi Antoni Muntadas, Eames Office, Lina Wertmüller, Mariano Fortuny y Madrazo, Peter Brook, Peter Greenaway & Michael Nyman, Superstudio, Werner Herzog, Zbigniew Rybczynski, Giorgio Andreotta Calò, Jennifer Baichwal & Edward Burtynsky, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, Pierre Huyghe, Margarida Mendes, Mariateresa Sartori, Melissa McGill, SUPERFLEX, Lance Op­penheim.

Tra gli autori coinvolti ci sono anche numerosi videomaker che gravitano intorno a Venezia come Nicola Baratto & Yiannis Mouravas, Sergio Bertani, Antonella Campisi e Daniele Zoico, Daniele Costa, Andrea De Fusco, Etimo Production, Valentina Furian, Furio Ganz e Matilde Sambo, Johannes Menghi con Tommaso Bagnati e Francesco La Porta, Giovanni Pellegrini e Caterina Erica Shanta.

Parallelamente alla programmazione cinematografica, il Cinema Galleggiante offrirà anche una serie di interventi artistici di varia natura: la prima serata si aprirà con Ulisse Trabacchin, maestro del coro del Teatro alla Scala di Milano, che improvviserà al pianoforte accompagnando le immagini girate da Mariano Fortuny y Madrazo all’inizio del ‘900. Si proseguirà poi con una performance musicale di V.E.R-V, uno spettacolo di lanterna magica dell’esperto di pre-cinema Gianni Trotter, la presentazione del magazine “Vesper: Sguardi laterali su Venezia” della docente IUAV Sara Marini e infine l’intervento “Storie all’imbrunire” dello scrittore veneziano Alberto Toso Fei.

L’iniziativa è pensata perché il pubblico possa fruirla dalle proprie imbarcazioni – in una sorta di versione lagunare del drive-in – oppure, per chi ne fosse sprovvisto, da un pontone galleggiante.

La vera forza di questo progetto spiegano gli ideatori Aruta e Rosso “è che ci sono molte realtà che concorrono alla sua riuscita. Lo schermo posto in mezzo allacqua, in acque internazionali se vogliamo rimanere nella metafora nautica, sta a rappresentare simbolicamente le tante voci culturali di chi lavora a Venezia, ma anche di chi sta fuori e guarda a questa città come ad un luogo in cui la cultura si fa ed è viva.

Maggiori informazioni e programma completo al link:
cinemagalleggiante.it
microclima.net

Fortuny