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One step beyond, Chmod – Porto dell’Arte, Bologna 2016 – Installation view

Testo di Pasquale Fameli

Al centro dell’installazione multimediale One step beyond che il collettivo Chmod ha proposto al Porto dell’Arte  (via del Porto 34, Bologna) – realtà espositiva bolognese home-based attenta ai giovanissimi artisti del vivaio felsineo – si può cogliere la necessità di interrogarsi ancora sul rapporto tra realtà e virtualità che l’uso quotidiano delle tecnologie ha reso quasi scontato, ormai pienamente assimilato. Con la sempre maggiore velocizzazione dei dispositivi da noi utilizzati, si rischia infatti quell’effetto di assuefazione che Marshall McLuhan ha definito, con un brillante gioco omofonico, la “narcosi di Narciso”, quel tecno-feticismo spinto che non ci permette di scendere a compromessi con la più limitata efficienza e le più modeste tempistiche dell’uomo “nudo”, privo delle sue estensioni elettroniche.
L’installazione di Chmod ci offre quindi un momento di pausa da quel flusso frenetico, un’occasione per prendere maggiore coscienza di fronte alla virtualità, quel “limbo del possibile”, come lo ha definito Pierre Levy, che è parte sempre più preponderante della nostra quotidianità, e lo fa chiamando in causa la logica del Live-Taped Video Corridor di Bruce Nauman, adattandosi così alle peculiarità strutturali dell’ambiente domestico che la ospita.
Nel corridoio dell’appartamento, infatti, il collettivo bolognese ha installato una webcam a circuito chiuso che riprende e proietta in tempo reale i movimenti dei visitatori presenti, quasi come nell’opera dell’artista statunitense, ma con alcune importanti differenze. Le figure e i profili dei visitatori appaiono infatti bruciati, anneriti, quasi evanescenti, come presenze fantasmatiche, sovrapponendosi a più nitidi e decisi frammenti video registrati nelle ore precedenti. Diretta e differita collassano e distruggono così ogni presunta linearità temporale, facendo leva sulla scomposizione glitch dell’immagine che opera quasi come una continua ricombinazione di super-stringhe, per ricorrere a una famosa teoria fisica. Si ottiene, in definitiva, quella tipologia di immagine in movimento che Gilles Deleuze aveva definito “immagine cristallo” in cui attualità e virtualità si confondono, tendono alla coalescenza, senza che le si possa più disgiungere. Il magico specchio video di Chmod, su cui rimbalzano anche le “cellule” sonore prodotte dai passi dei visitatori sul pavimento microfonato,  mescola infatti le carte del presente e di un passato prossimo tessendo una fitta e complessa trama temporale: il “qui e ora” si confonde con il “là e allora” portandoci di qualche passo oltre le porte della percezione.

13-16 ottobre 2016

One step beyond,   Chmod - Porto dell’Arte,   Bologna 2016 - Installation view

One step beyond, Chmod – Porto dell’Arte, Bologna 2016 – Installation view

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One step beyond, Chmod – Porto dell’Arte, Bologna 2016 – Installation view

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