Sonic hypothesis in a pleasure ground
Sonic hypothesis in a pleasure ground

ATP: Per la Milano Design Week, un luogo raccolto mette in mostra e continua a produrre complessità: una lecture-performance, un libro alla sua prima uscita, le relazioni tra persone che lavorano a un progetto lungo anni. Un’ apertura effimera di pochi giorni. Chiediamo a Luca Ruali cos’è Sonic hypothesis in a pleasure ground.

Luca Ruali: Sonic hypothesis in a pleasure ground è un leggero allestimento del mio studio tra disegni proiettati alle pareti e tracce audio, che descrive un percorso di ricerca – condiviso con Centrale Fies, Nicola Di Croce, Mata Tomasello Trifilò – che ha generato azioni differenti e un libro il paese nero pubblicato da bruno, che apre la nuova collana Loc. Fies 1 curata da Filippo Andreatta e Virginia Sommadossi. Sonic hypothesis in a pleasure ground è il progetto di un giardino indefinito: all’apertura di mercoledì 10 i disegni e la sonorizzazione saranno incompleti e allusivi e arriveranno a domenica 14 ad un livello di definizione differente.

ATP: Progetto, editoria, sound design, formati e persone provenienti da discipline differenti che accendono un punto di incontro su una ipotetica mappa della produzione culturale milanese. Un programma?

LR: Ogni giorno di questa settimana sarà possibile visitare l’allestimento, consultare copie de Il paese nero come incontrarne autori e curatori. Giovedì 11 alle 18 verrà messa in scena Una comunicazione magnetica con la natura – azione audio e video dal vivo – che descrive gli immaginari della ricerca.
Se la tradizione degli studi aperti segue formati e periodi precisi in città, Sonic hypothesis in a pleasure ground ha invece una natura progettuale adeguata a questa settimana. Le tre forme di allusione alla ricerca che offro: un’ azione dal vivo, un libro, un dialogo disegnato segnano un progressivo ritorno dai formati naturali per Centrale Fies – come centro dedicato alle arti performative – agli strumenti del progetto. Ancora la ricerca sonora dedicata agli spazi – il contributo di Nicola Di Croce – è un tema inedito per il Fuorisalone che attraverso alcuni episodi sta sviluppando da quest’anno una sensibilità audio.

Sonic hypothesis in a pleasure ground

ATP: Qual è la relazione tra il libro e la lecture performance, scelta anche come forma alternativa di presentazione della collana Loc.Fies 1, di Centrale Fies?

LR: Il paese nero, come archivio di immaginari legati ad un territorio abbandonato dove piante e rami, strutture abbandonate, figure femminili stabiliscono relazioni ambigue tra loro come una seduzione rivolta a personaggi sensibili, è il mio immaginario di progettista. La lettura antropologica che sente un territorio simile non come la quinta di azioni umane, ma come l’autore che le provoca – un paesaggio autore – è un passaggio successivo della ricerca i cui esiti non sono apertamente espressi nei progetti.
Allora Il paese nero come ricerca ha bisogno di una azione ulteriore: Una comunicazione magnetica con la natura. Un genere di discorso-concerto che assume il sentimento comune alle produzioni che abbiamo discusso, quello dell’incapacità di adattarsi a formati standard. La scena è semplice. Da due tavoli contrapposti ai lati di uno schermo sono lavorati dal vivo un archivio di campionature audio (Nicola Di Croce) e uno di campionature video, grafiche e letterarie (Luca Ruali, Mata Tomasello Trifilò), in un montaggio che registra la capacità seduttiva del territorio e compone un paesaggio italiano che invita a due desideri:
Un desiderio politico.
Una interpretazione che vede il territorio come autore di una società complessa, ritrova senso quando il sistema marginale dei paesi viene abbandonato a favore di una unica città in cui si svolge quasi per intero la vita economica e culturale, la cui efficienza ha bisogno di continue semplificazioni: dei formati di comunicazione quindi dei contenuti, dei comportamenti e dei desideri. Quando le case, i paesi, il territorio sono generati dalla scrittura di norme, il paese nero offre un linguaggio per la ricostruzione di un paesaggio attraente.
Un desiderio privato.
Una comunicazione magnetica con la natura rende sensibili all’attrazione di un territorio riscritto e restituisce all’abbandono il senso di lasciarsi andare.

Centrale Fies, Luca Ruali at Sonic hypothesis in a pleasure ground
Viale delle Rimembranze di Lambrate 7, Milan
Milan Design Week 10 – 14 April – 10 am – 8 pm

Nicola Di Croce, Luca Ruali, Mata Trifilò –A magnetic comunication with nature /Una comunicazione magnetica con la natura
11 April 6 pm – 7 pm

Durante l’apertura di Sonic hypothesis in a pleasure ground sarà possibile consultare e acquistare Il Paese Nero | Black Italy.