• Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. Francesca Damiano
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. Luisa Littarru
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi
  • Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 - ph. E. Milanesi

Case Sparse  e? un progetto triennale di arte contemporanea pensato per un piccolo paese sulle montagne bresciane, Malonno, e per il territorio che lo circonda, ma ha un’ambizione e un respiro tutt’altro che locali. Gli artisti invitati in residenza sono stati portati di anno in anno a confrontarsi con il territorio, producendo opere site-specific lungo percorsi comunali scelti, andando a creare un parco di arte-natura.
“Ogni anno gli artisti sono stati chiamati a misurarsi e a narrare un aspetto essenziale dell’identita? del luogo (2013_ il bosco, 2014_il centro storico e frazioni, 2015_il fiume) in un dialogo continuo tra fare artistico e ritmi e cicli di una comunita?.”  Monica Carrera e Francesca Damiano sono le autrici di Case Sparse con Lalveare Associazione Culturale. Monica e Francesca, assieme al “curatore-in-residenza” dell’edizione 2015, Saul Marcadent, hanno risposto ad alcune domande di ATP sui lavori degli artisti e sul senso di questo piccolo e prezioso progetto.

Intervista a cura di Valeria Marchi

Valeria Marchi: Il bosco, il centro storico e il fiume Oglio: com’e? cambiato il paese di Malonno dall’inizio del progetto Case Sparse?

Monica Carrera e Francesca Damiano: A dire la verita? Case Sparse non si pone l’obiettivo di cambiare Malonno, ma di valorizzarlo. Dal punto di vista concreto, il paese si e? arricchito di quindici lavori, dislocati tra il centro storico e le aree selvatiche, che testimoniano le ricerche condotte dagli artisti in questi anni, riguardanti alcuni degli aspetti che ne costituiscono l’identita?. Dal punto del vista della partecipazione, forse e? ancora troppo presto per raccogliere dei frutti autentici, se mai ci saranno; possiamo dire di avere avuto un riscontro molto positivo con le scuole e con alcune figure cardine per la cultura locale. Un altro risultato raggiunto e? l’attenzione accesa su Malonno, che sta diventando una possibile meta per addetti ai lavori e appassionati dell’arte contemporanea.

VM: Per quest’edizione avete scelto un curatore-in-residenza particolare, Saul Marcadent, che si occupa di editoria: cosa uscira? dalla pubblicazione del progetto?

Monica Carrera e Francesca Damiano: Fin dall’inizio avevamo immaginato per questa edizione una mostra finale che occupasse uno spazio altro da quello fisico: piu? immateriale, in linea anche con il concetto di traccia, di percorso e di amplificazione. Si e? pensato cosi? allo spazio di una pubblicazione e Saul Marcadent, per la sua competenza e la sua passione nel campo dell’editoria, si e? rivelato il curatore piu? adatto ad un progetto del genere.
Saul Marcadent: Fin dall’inizio ho immaginato una pubblicazione leggera, soprattutto nel formato. Uno strumento flessibile, capace di raccontare la dinamicita? di Case Sparse che e?, per sua natura, un progetto aperto e accogliente. All’interno confluiscono conversazioni, immagini, documenti, tracce dell’esperienza e ogni autore visivo ha uno spazio dedicato. Il lancio e? in programma venerdi? 4 settembre da GlogauAIR, a Berlino.

VM: Come hanno lavorato gli artisti in residenza e cosa hanno realizzato?

Saul Marcadent: Gli autori visivi hanno realizzato quattro opere site specific in un’area dedicata, a Malonno, lungo il fiume Oglio. Le opere costituiscono il terzo percorso del Parco di Arte Natura. Ognuna e? il frutto di uno studio accurato, avviato a maggio durante il primo sopralluogo e concluso nel corso delle due settimane di residenza.
Monica Carrera, attraverso l’incontro con uno storico locale, ha approfondito il tema delle migrazioni, a partire da fine Ottocento, dalla Valle Camonica verso territori lontani, geograficamente e mentalmente. Fa ruggine e? il sogno di un albero, racchiuso in una barca e in attesa di partire, eppure ancorato alla terra. Francesca Damiano ha realizzato un grande tavolo, in legno di larice, collocato all’ombra delle frasche; Fermofiume riproduce fedelmente la forma dell’Oglio, bloccandolo nel suo fluire, ed e? un invito a prendere una pausa, un ristoro. “A tree two stumps – Chestnut” di Youki Hirakawa continua la ricerca dell’artista sulla relazione tra uomo e natura. Due porzioni dello stesso albero di castagno sono interrate, a pochi centimetri di distanza e speculari: una e? la continuazione dell’altra e lo si puo? dedurre osservando le basi, la loro configurazione e gli anelli del legno. Un moncone continua, idealmente, a vivere sottoterra mettendo radici, l’altro continua a crescere e svilupparsi attraverso i rami.

Anche Stefano Serretta indaga la relazione tra superficie e sottosuolo, attraverso l’opera Underground, un portale che conduce, metaforicamente, in profondita?. Nel corso del primo sopralluogo l’autore si e? confrontato con un geologo, esperto del territorio, ed e? venuto a conoscenza della rete idroelettrica che gestisce il corso del fiume, modificandone la portata e utilizzando l’acqua per la produzione di energia. Contemporaneamente, ha approfondito la questione dell’inquinamento delle falde acquifere, provocato da anni di smaltimento abusivo di scorie nocive.

VM: Come si configura la relazione di Case Sparse con lo spazio O’ e con GlogauAIR di Berlino?

Monica Carrera e Francesca Damiano: Innanzitutto sono, tra le altre cose, due residenze per artisti e ad essi abbiamo affidato il processo di amplificazione, rispettando le sensibilita? e gli approcci dei singoli spazi. In particolare, con O’ abbiamo condiviso gli sguardi individuali degli artisti, sotto forma di short video realizzati con tecnologie smart (I-phone) caricati senza post-produzione o interventi successivi. Questi si sono succeduti, seguendo un calendario specifico, sulla pagina Facebook dello spazio. Con GlogauAIR abbiamo alternato l’invio delle tracce prodotte dagli artisti a chiamate Skype che mostravano, come una finestra aperta, l’ambiente e gli artisti al lavoro.
Sia le tracce che le chiamate Skype erano visibili da un monitor posto in una vetrina che da? sulla strada, Glogauairstrasse, appunto. Questo spazio e? spesso utilizzato dagli artisti che vi sono in Residenza. Sempre presso GlogauAIR, il 4 settembre, concluderemo l’edizione 2015 di Case Sparse con una mostra che sara? la presentazione della pubblicazione elaborata dal curatore-in-residenza.

Case Sparse,   Malonno,   Valle Camonica,   2015 - ph. E. Milanesi

Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 – ph. E. Milanesi

Case Sparse,    Malonno,   Valle Camonica,   2015 - ph. E. Milanesi

Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 – ph. E. Milanesi

Case Sparse,    Malonno,    Valle Camonica,   2015 - ph. E. Milanesi

Case Sparse, Malonno, Valle Camonica, 2015 – ph. E. Milanesi