MILANO / TORINO
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Questa sera sono tra due ‘fuochi’, anzi 3: stanno sgomberando Macao – o forse hanno già finito, mi era giunta voce che ‘dentro’ c’è solo la Digos -, sta iniziando la trasmissione sulla 7, ‘Quello che (non) ho, e stanno bevendo – probabilmente fiumi di birra –  alla Casa Morigi, in occasione della (non) mostra ‘Polline e cerniere’ / Anonima Nuotatori.
Vado in Via Morigi alle 18 così sono sicura che sarò davanti alla tv alle 21 per vedere Saviano-Fazio. In realtà, ora non sono né qui e né lì, visto che sto tentando di esprimere due concetti su questa parola che sto sentendo troppo spesso ultimamente: OCCUPARE.
Mi hanno insegnato – ma forse nella provincia veneta siamo un pò ‘indietro’ – che occupare o prendere le cose degli altri non è giusto, anche se queste sono rotte o non utlizzate.
Appena arrivo a Casa Morigi, uno degli Anonimi Nuotatori mi dice che i bambini che vedo correre qua e là nel cortile sono i figlio dell’ ‘occupazione’. Sono nati da un uomo  e una donna che hanno ‘occupato’ quel palazzo.  Uno degli spazi di Casa Morigi ha ospitato anche il progetto Fac Simile di Horatio Goni. L’atmosfera è allegra e fervono ancora i preparativi per quella che si prevede come una notte danzante. Mi dicono che dovrei tornare più tardi… ora, con la luce i video non si vedono. In giro opere che denotano una cerca ‘insofferenza’, alcune sono dichiaratamente legate al tema della ‘casa’,   altre dell’ ‘occupare’.. una grande scritta: PIOVRA.
C’è un po’ di confusione o forse sono confusa io…
Occupare –  Veneto a parte – significa comprendere, capire, assimilare. Significa anche impadronirsi, impossessarsi. Bene, dunque, deduco che nel suo piccolo in Casa Morigi e, in grande, nella Torre Galfa, è avvenuta una cosa meravigliosa. Persone consapevoli e motivate hanno cercato di capire un evento e tradurlo in conoscenza.
In molti hanno creduto in Macao, in tantissimi ci speravano, tanti ci hanno sguazzato. La storia, dopo 10 giorni sembra essere finita non troppo bene, ma forse non è detta ‘ultima parola. Magari, il vero Macao – lo spero molto – inizia proprio adesso: siamo consapevoli che non vogliamo spazi vuoti inutilizzati ma bensì spazi da riempire con cultura, conoscenza e consapevolezza.
Al di là delle foto (che impazzavano in rete con o senza piedi in aria), al di là delle trombette e degli striscioni, al di là di Dario Fò che porta la sua testimonianza, dei cagnetti, delle birra e della lista delle cose che mancano… al di là di tutto, occupare degli spazi che altrimenti resterebbero vuoti (perchè non occupare un grattacielo qualsiasi li attorno alla Galfa, con ascensore, luce e bagno funzionanti .. che tanto, mi sa, ne resteranno vuoti un bel po’), cerchiamo di capire bene quello che stiamo facendo, cerchiamo di non sfoggiare, esibire, urlare, lottare… Manteniamo la calma, cerchiamo di essere determinati e soprattutto non stanchiamoci del ‘buon senso’.
Manteniamo alta la dignità della cultura, umilmente e ragionevolmente.
Tornando alla Casa Morigi. Occupare significa anche –  stiracchiando un po’ il sento etimologico delle parole – prendersi cura. Ebbene, dopo tanti anni e tanti figli, lo stabile non da l’impressione di essere stato molto bene ultimamente.
Per tornare alla (non) mostra, ho immortalato alcuni angoli suggestivi che gli occupanti ‘improvvisati’ hanno, appunto, occupato, con delle opere di autori ignoto, o meglio, Anonimi (Nuotatori).
Che anti-panegirico sull’occupazione. Ok, meglio se vado sulla 7.
Anonima Nuotatori / Bureau for Art Nerds
POLLINE E CERNIERE
Artsiti: Giallo Concialdi, Luca De Leva, Derek Maria F. Di Fabio, Theodoros Giannakis, Renato Leotta, Petros Moris, Gemma Noris, Andrea Romano, Guido Santandrea, Giovanni Sortino, Andrea Scopetta, Okan Yildirim, Pegy Zali
Mi
Avevano
Chiamato
A
Occupare
… ma quel sabato non ero a Milano :)

 Alcuni Anonimi Nuotatori, Martina Bassi, Derek Maria F. Di Fabio, Okan Yildirim e Guido Santandrea, Giallo Concialdi con la curatrice Valentina Sansone