• Ettore Spalletti Montagna, 2011 Impasto di colore e contè su tavola Cm 31,5 x 31,5 x 3,5 Crediti fotografici. Fabrice Gibert
  • Liliana Moro, Vento e Polvere d’oro - OPEN, Villa San Michele, Anacapri, 2016
  • Liliana Moro, Vento e Polvere d’oro - OPEN, Villa San Michele, Anacapri, 2016
  • Angelo Mosca, Dittico,vedute Capri primi anni '10 (del duemila), 2009:10, olio su tela, 30x30
  • Goldschmied & Chiari, Autoritratto, 2011, stampa lambda 65x65cm courtesy delle artiste
  • Luigi Ghirri, Museo della Casa Rossa, Anacapri - Installation view
  • Luigi Ghirri, Museo della Casa Rossa, Anacapri - Installation view
  • Sandro Chia, Tra i Faraglioni tecnica mista su carta 60x45cm 2015
  • Passaggi, Museo della Casa Rossa, Anacapri - Installation view

Un tris di progetti anima e rende ancora più densa l’atmosfera estiva di Capri. Fino al 25 settembre nella meravigliosa isola è in corso la prima edizione del Festival del Paesaggio, a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica. L’idea di dar vita a un Festival che, con l’insieme delle sue iniziative, promuova una riflessione sui temi connessi al paesaggio nasce percio? dalla considerazione che Capri, a partire dal suo indiscusso fascino e dal suo patrimonio storico, culturale e naturalistico, possa tornare ad essere luogo di elaborazione artistica, osservatorio privilegiato per una riflessione ad ampio raggio sul paesaggio contemporaneo.”

Il Festival accoglie la mostra di Luigi Ghirri (a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica) al Museo della Casa Rossa, Anacapri (fino al 18/09); Passaggi (a cura di Arianna Rosica, Gianluca Riccio e Damiano Gullì) sempre al Museo della Casa Rossa, Anacapri (fino al 18/09) con opere dalla collezione “L’Isola dipinta” del Comune di Anacapri con le opere di Gianfranco Baruchello, Sandro Chia, Gianluca Di Pasquale, Goldschmied & Chiari, Angelo Mosca, Ettore Spalletti, Michele Tocca; OPEN, progetto sempre a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio che ospita le installazioni site specific realizzate nell’ambito del progetto Travelogue 2016 di Stefano Arienti e Liliana Moro (a Villa Villa San Michele, Anacapri, fino al 18/09)

Seguono alcune domande ad Arianna Rosica —

ATP: Cosa rende il Festival del Paesaggio – presentato nella sua prima edizione a Capri – diverso dai tanti altri festival dedicati all’approfondimento dei temi legati ai territori e alle loro specificità? 

Arianna Rosica: Capri è un isola che tutti sognano, che nell’immaginario collettivo rappresenta una specie di bomboniera. Il Festival del Paesaggio vuole cercare di far capire che il Paesaggio non è semplicemente una cartolina ma è un luogo dove le persone vivono. Invitando gli artisti a lavorare su questo tema vorremmo scoprire insieme agli altri aspetti inediti di un paesaggio, non un recupero ma semplicemente un confronto tra un territorio sognato e osannato e gli artisti.

ATP: Il progetto si lega ad un appuntamento accaduto quasi un secolo fa. Nel 1922 Edwin Cerio, intellettuale cosmopolita, padre dello stile architettonico caprese e sindaco di Capri, organizzò il Convegno sul paesaggio. Scopo del convegno era liberare l’isola “dalle sdolcinate rappresentazioni (…) che da mezzo secolo ne vanno facendo i mercanti di pittura (…) e che non rassomigliano a Capri ma a quella visone che hanno di Capri i turisti che li comprano”. Come conciliare il lungo lasso di tempo che separa le due iniziative? Le ambizioni sono le stesse?

AR: Non si parla di ambizioni ma di fatti. Penso che gli artisti debbano tornare ad avere un ruolo attivo all’interno della società. Non bastano solo le mostre nei musei o nelle gallerie private riservate a un ristretto pubblico. I territori vanno vissuti e l’arte dovrebbe farne parte sempre. Spesso, sembra una cosa grandiosa quando un artista fa un lavoro specifico per un luogo. A me sembra una cosa normale. Quando si chiama un architetto a fare un progetto bisognerebbe chiamare, congiuntamente, anche un artista.

Gianfranco Baruchello,   Four skandinavian attitudes of Captain Lehmkul 2016 china su alluminio cm 30 x 30

Gianfranco Baruchello, Four skandinavian attitudes of Captain Lehmkul 2016 china su alluminio cm 30 x 30

ATP: Ogni anno il Festival ruoterà intorno alla figura di un artista che, nel tempo, ha stabilito con Capri una relazione privilegiata. Perché avete scelto il grande maestro della fotografia Luigi Ghirri? Che relazione particolare ha intrattenuto con Capri?

AR: Ghirri, negli anni Ottanta era stato chiamato dalla regione Campania per fare un lavoro sul territorio e per rilanciarlo. In quegli anni ha frequentato Capri e ha realizzato un centinaio di foto. Ne conoscevo solo alcune, quelle più pubblicate o anche più utilizzate a fini di promozione turistica. Grazie a Gianluca Riccio co-curatore del festival ho visto tutta la serie e da lì abbiamo scelto 24 fotografie per la mostra.

ATP: In parallelo alla mostra di Ghirri ospitata al Museo della Casa Rossa, sarà visibile anche Passaggi, una selezione di opere di paesaggisti dell’Ottocento dalla collezione L’Isola dipinta del Comune di Anacapri, in dialogo con i lavori di alcuni artisti che negli ultimi sei anni hanno partecipato a Travelogue. Mi introduci brevemente questo progetto?

AR: “Passaggi”, curata insieme a Damiano Gullì – che dal 2013 cura con me Travelogue – nasce come emanazione e sviluppo di questo progetto. Travelogue è un’esperienza unica di residenza d’artista e workshop che nasce con la volontà di far avvicinare le giovani generazioni del territorio caprese ai linguaggi dell’arte contemporanea. Al contempo, gli artisti scoprono, a volte per la prima volta, un ambiente speciale fatto di luci, colori, odori e si confrontano, inevitabilmente, con esso. Coinvolgendo alcuni degli artisti che negli anni hanno preso parte a Travelogue (Gianfranco Baruchello, Sandro Chia, Gianluca Di Pasquale, Goldshmied & Chiari, Angelo Mosca, Ettore Spalletti, Michele Tocca) abbiamo voluto creare un cortocircuito tra le leziose vedute storiche di Capri, parte della collezione della Casa Rossa, e le personali e idiosincratiche reinterpretazioni contemporanee per mostrare come sia cambiata la nozione stessa del paesaggio e le possibili modalità di rappresentazione. Fino quasi ad arrivare a dire che, oggi, rappresentare un paesaggio è un atto politico.

ATP: Quest’anno avete selezionato Stefano Arienti e Liliana Moro a partecipare a Travelogue. Che tipo di esperienza artistica hanno proposto i due artisti?

AR: Stefano Arienti con gli studenti delle scuole superiori di Capri e Anacapri ha dato vita a una grande opera a più mani, risultato di un percorso di studio e di riscoperta dell’isola. Liliana Moro ha coinvolto i ragazzi nella realizzazione di una aiuola, intesa come una sorta di micro paesaggio emozionale. Queste opere rientrano coerentemente nella poetica dei due artisti con i loro interventi relazionali sul territorio e sull’ambiente. Così come le due installazioni da loro appositamente realizzate per la mostra Open sempre nell’ambito del Festival.

ATP: Il Festival del paesaggio si espande in diversi luoghi di Capri. Quali avete scelto e perché? 

AR: Le sedi sono due: Villa San Michele e la Casa Rossa di Anacapri. Si tratta di due luoghi molto connotati, estremamente simbolici dell’isola, carichi di storia e memoria. Proprio per questo ci piaceva provare a guardarli, e a farli guardare, da una prospettiva diversa, inedita, creando un dialogo con l’arte contemporanea.

Stefano Arienti,   Castello di legno di palma - OPEN,   Villa San Michele,   Anacapri,   2016

Stefano Arienti, Castello di legno di palma – OPEN, Villa San Michele, Anacapri, 2016

Liliana Moro,   Vento e Polvere d’oro - OPEN,   Villa San Michele,   Anacapri,   2016

Liliana Moro, Vento e Polvere d’oro – OPEN, Villa San Michele, Anacapri, 2016

Passaggi,   Museo della Casa Rossa,   Anacapri - Installation view

Passaggi, Museo della Casa Rossa, Anacapri – Installation view