• Eugenio Tibaldi, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi Capri Stone, 2016 bozzetto - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi Myth’s Landscape 01, 2016 Collage di stampe digitali tratte da cartoline e acrilico bianco cm 136 x 156 - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Eugenio Tibaldi Questione di appartenenza 3, 2015 stampa digitale su white back intagliata e sospesa cm 320x150 - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Raffaela Mariniello, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Raffaela Mariniello, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Raffaela Mariniello, work in progress - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Raffaela Mariniello Capri Teorema (dettaglio), 2016 Stampa ai pigmenti su carta fine art cm 52,5 x 70 - B&B Behind and Beyond Capri 2016
  • Raffaela Mariniello Capri Teorema (dettaglio), 2016 Stampa ai pigmenti su carta fine art cm 52,5 x 70 - B&B Behind and Beyond Capri 2016

Ha come cornice uno dei luoghi più caratteristici di Capri, la Certosa di San Giacomo – complesso che risale alla seconda metà del ‘300 – costruita dal Conte Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò. Gli artisti invitati a confrontarsi con questi spazi sono Raffaela Mariniello e Eugenio Tibaldi, grazie alla mostra CAPRI B&B Behind and Beyond, a cura di Adriana Rispoli. Fino al 24 luglio sarà possibile confrontarsi con venti loro opere, tra fotografie, installazioni e collage – la maggior parte realizzate site-specific – create partendo da una riflessione comune sull’isola di Capri, sulle bellezze non convenzionali dell’Isola Azzurra, sul rapporto tra l’uomo e la natura.

Seguono alcune domande alla curatrice Adriana Rispoli.

ATP: Per la mostra “CAPRI B&B Behind and Beyond”, i due artisti invitati – Raffaela Mariniello e Eugenio Tibaldi – propongono 20 opere tra fotografie, installazioni e collage. Le opere sono state per lo più realizzate site-specific. Mi racconti quanto la splendida cornice di Capri ha condizionato la loro ricerca?

Adriana Rispoli: Il progetto nasce da un desiderio collettivo di dare un’interpretazione diversa dell’isola che ognuno di noi conosce bene, ma da frequentazioni e punti di vista differenti. È stato il frutto di lunghe conversazioni e confronti, gli artisti hanno realizzato opere che rispecchiano le loro visioni sulla bellezza di Capri che va molto oltre i soliti cliché e la mondanità che purtroppo la fagocita. La sfida è stata proprio quella di produrre lavori site-specific per questo tema e per questi luoghi, consci che questo era l’unico modo interessante per tutti di affrontare l’argomento.

ATP: Gli artisti invitati sono molti diversi tra loro per estetica e sensibilità. Come hai messo in dialogo le rispettive opere nello spazio? Quali rimandi e aspetti complementari hai messo in rilievo?

AR: La mostra gioca fondamentalmente su due filoni concettuali: il turismo di massa con i suoi effetti sul territorio, e il connubio tra l’uomo e la natura il cui incontro nei secoli ha determinato la bellezza dell’isola e soprattutto alimentato il suo mito che la avvolge. L’isola degli imperatori e dei filosofi, degli artisti e dei tiranni, oggi però sempre più soltanto l’isola dei VIP. Ecco, gli artisti hanno messo in risalto lati meno appariscenti dell’isola smascherando quanto buona parte della sua perfezione sia comunque frutto di un costante e laborioso intervento dell’uomo. La mostra si disloca in un’ala splendida della Certosa, un tempo appartamento privato del Priore, massima autorità certosina, e che affaccia proprio sui Faraglioni. Nelle circa dieci sale si alternano i lavori degli artisti, si orchestrano in equilibrio per tematiche ed estetica fino ad incontrarsi in una sala centrale apollinea in cui la fotografia dell’Eremo di Cetrella della Mariniello si affronta ai manieristici disegni di Tibaldi, opere che trovano un punto di incontro anche nella loro perfezione formale. Tra i vari punti di incrocio spicca la “cartolina”, strumento turistico per eccellenza. Palesemente derisa dalla Mariniello nel grande light box Saluti da Capri che ne fa un simbolo del falso e del kitsch sulla scia della precedente serie Souvenir d’Italie in cui denunciava con ironia gli effetti del turismo di massa sui centri storici italiani. Romantica, icona dei tempi, mezzo ufficiale per la perpetrazione e diffusione del mito, nei collage di Tibaldi che traendo spunto da una collezione di cartoline d’epoca di Capri, compone Myth’s Skyline e Myth’s landscape, paesaggi surreali senza più gravità, prospettiva o proporzioni, offrendo una visione priva di regole ma densa di simboli.

Eugenio Tibaldi, Questione di appartenenza 2, 2015 stampa digitale su white back intagliata e sospesa  cm 150x750  -  B&B Behind and Beyond Capri 2016

Eugenio Tibaldi, Questione di appartenenza 2, 2015 stampa digitale su white back intagliata e sospesa cm 150×750 – B&B Behind and Beyond Capri 2016

ATP: I temi toccati in questa mostra sono diversi e alcuni – penso al rapporto tra l’uomo e la natura – molto vasti. Mi racconti brevemente le riflessioni emerse nell’elaborare le loro opere in mostra?

AR: Lo splendore intrinseco di quest’isola renderebbe superflua ogni sottolineatura e approfondimento. Tuttavia quello che è emerso dalle nostre frequentazioni e che si riflette nei lavori degli artisti è quanto questa perfezione sia anche frutto dell’intervento dell’uomo. La capacità nei secoli di mantenere intatte le sue bellezze naturali, si affianca inevitabilmente oggi alla qualità altissima dell’offerta ricettiva. Un aspetto evidente in mostra, è il gioco tra realtà e finzione.

ATP: Come hanno reagito le persone locali nell’interazione con gli artisti? Che opere sono state elaborate come esito delle rispettive esperienze?

AR: In questi mesi gli artisti hanno frequentato l’isola per periodi più o meno lunghi stabilendo rapporti e creando collaborazioni, l’una svolgendo un workshop che l’ha portata ad attraversare in compagnia i sentieri meno battuti di una Capri invernale e l’altro creando le opere Capri Stone e 46 bed Places direttamente sull’isola, avvalendosi di maestranze ed artigiani locali e soprattutto della collaborazione degli studenti del liceo Axel Munthe di Anacapri.

ATP: In merito all’opera monumentale 46 bed places di Eugenio Tibaldi. Come è nata?

AR: È il primo lavoro che Eugenio mi ha proposto quando gli ho parlato di questo progetto. La magia di passare da un’ipotesi progettuale alla produzione reale è davvero indescrivibile. Questo lavoro contiene tutti gli aspetti della poetica dell’artista, la bellezza formale e l’indagine sociale, l’interesse per l’architettura e la fascinazione per il mito. 46 Bed Places è una scenografia monumentale di 11 metri x 9 che lo spettatore è invitato ad attraversare all’interno del Giardino del Priore. Le impalcature a vista dichiarano palesemente la volontà di finzione dell’opera, ma l’aspetto più interessante risiede nel retro, dove ad un’indagine attenta si leggono i veri supporti dell’opera, ovvero 46 posti letto, i cartoni dei clochard, unità abitativa minima nella teoria dell’artista, e chiara allusione al valore del posto letto…

ATP: In Capri Teorema, Raffaela Mariniello racconta un’insolita Capri grazie a un percorso visivo di 32 immagini. Quali aspetti rivelano dell’isola questa serie di fotografie?

AR: L’opera è nata nei periodi di frequentazione invernale dell’isola, momento in cui sembra addormentarsi mentre le attività locali si concentrano cronologicamente tra la dismissione della precedente stagione e la preparazione per quella successiva. Come solito nella sua prassi le immagini sono il frutto di lunghe camminate, escursioni in cui si è imbattuta in installazioni spontanee che mai si direbbe fossero in un’isola tanto perfetta ed elitaria. Anche per Raffaela l’isola ha dunque la duplice faccia della finzione dello sfregio del turismo di massa e della poesia silenziosa e segreta di scorci meno blasonati ma più sinceri, che dichiarano evidentemente il lavorio umano.

ATP: Gli artisti propongono anche un lavoro a quattro mani, di cosa si tratta? Mi racconti la gestazione e lo sviluppo dell’opera Capri B&B?

AR: Questo lavoro è la sintesi dell’estetica e della ricerca degli artisti. Quando l’ho vista mi è sembrato incredibile che due personalità così forti e a tratti così diverse avessero potuto trovare un punto di incontro così perfetto. Il soggetto, quasi irriconoscibile, è l’altro simbolo per eccellenza di Capri, L’Arco Naturale, a tutt’oggi imbragato da impalcature perché in fase di restauro. Ecco è praticamente la trasposizione nella realtà dell’opera ideata mesi prima da Tibaldi per il giardino. Raffaela Mariniello nei suoi percorsi invernali si è imbattuta in questa meraviglia di sintesi tra uomo e natura e ne ha tratto rocambolescamente uno scatto, quasi un omaggio a Tibaldi. Da lì l’idea di intervento di Tibaldi attraverso il suo classico processo di cancellazione con l’acrilico bianco, è stata breve. Lontano da ogni vis polemica, che pure ha serpeggiato sull’isola, l’opera si presenta come un paesaggio surreale in cui rocce e impalcature si uniscono in un paradossale scenario “supernaturale”, generando nell’osservatore una sentimento perturbante, di qualcosa che insieme attrae e respinge, familiare e allo stesso tempo sconosciuto.

Raffaela Mariniello | Eugenio Tibaldi Capri B&B, 2016 Fotografia stampata su forex e pittura bianca cm 80 x 130 - Capri B&B, 2016

Raffaela Mariniello | Eugenio Tibaldi Capri B&B, 2016 Fotografia stampata su forex e pittura bianca cm 80 x 130 – Capri B&B, 2016

Raffaela Mariniello Lost &Found, 2009 - Capri B&B, 2016

Raffaela Mariniello Lost &Found, 2009 – Capri B&B, 2016