Lorenzo Senni

Lorenzo Senni

A partire dal 20 novembre l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ospita Canone Infinito, installazione site specific di Lorenzo Senni. Per questo lavoro l’artista è uscito dalla sua comfort zone della musica elettronica e ha composto un brano per vibrafono e marimba, con l’esplicita intenzione di fare un passo indietro e di non portare ulteriore elettricità in un reparto in cui le macchine lavorano costantemente per tenere in vita le persone.
Il progetto, curato da Stefano Raimondi e Claudia Santeroni, nasce dalla collaborazione tra The Blank Contemporary Art e l’azienda ospedaliera: una sinergia sempre più forte e unica nel panorama italiano.  Per leggere l’intervista con i curatori.

Segue l’intervista di Maria Marzia Minelli con Lorenzo Senni —

Maria Marzia Minelli – Hai già lavorato “in ambito ospedaliero” realizzando la colonna sonora di Da Vinci di Yuri Ancarani. Qual è la cosa che ti affascina di più di questo mondo così distante dal tuo?

Lorenzo Senni – E’ l’ambiente in cui, eccettuato chi ci lavorano con grande impegno e passione, la maggior parte delle persone non si vorrebbe trovare, sebbene paradossalmente è quello verso cui si nutrono le attese più alte quando ci si trova, perché vogliamo il meglio per noi stessi o i nostri cari che devono ricevere cure.

MMM: Nelle fasi di avvicinamento al progetto e in quelle di composizione sei stato supportato dalla dottoressa Spada dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica: quali sono state le peculiarità di un confronto con una committenza tanto specifica? Hai attinto alla psicoacustica nella realizzazione del brano?

LS: Ho avuto grande sostegno sia dalla Dott.ssa Spada sia dal Dott. Radici, e ho trascorso ore e ore nel reparto di Terapia Intensiva, ambiente delicato sotto ogni punto di vista. Siamo stati concordi sin dal principio che il mio intervento dovesse esser lieve, una traccia che “accompagnasse” senza essere invasiva, che infatti si attiva per tre minuti ogni ora, non è costante. Sulla composizione mi hanno lasciato estrema libertà di manovra: di recente abbiamo ascoltato insieme le tracce composte nei corridoi e scelto quale fosse la più adatta, e anche in questo il parere è stato unanime.

MMM – Sei un musicista di lunga data, che fa performance e concerti e che perciò immagino abbia anche un certo rapporto con il proprio pubblico. Nel caso di Canone Infinito non si può parlare di pubblico ma questo non toglie che esso avrà una audience ben precisa. Una così diversa destinazione ha influito sul tuo modus operandi?

LS – Assolutamente sì. Sin da quando sono stata contatto da Claudia e Stefano per questo progetto sono stato consapevole che era una rara opportunità di relazionarmi ad un contesto completamente distante da quello in cui lavoro generalmente, ma anche un’occasione di crescita personale. Ho composto per le persone che stazionano nei corridoi anche per giorni interi, settimane, aspettando di ricevere notizie positive, così come per il personale medico, di cui ho stima assoluta.

Lorenzo Senni - Foto Shape Platform

Lorenzo Senni – Foto Shape Platform

MMM – Le grafiche delle tue opere sono sempre curatissime e in alcuni casi sono opera di artisti. In questa occasione hai lavorato con lo studio Temp (altra realtà bergamasca): come si è svolta la vostra collaborazione? Ci parli dell’immagine e del ruolo che ricopre nel tuo lavoro?

LS – Ci siamo sentiti per telefono e ho raccontato loro come avevo intenzione di lavorare, lo spirito di Canone Infinito: con questa grafica lieve ma contestualmente preziosa, hanno colto, traducendolo in forma grafica, l’impalpabilità della traccia.

MMM – Canone Infinito è a tutti gli effetti un’opera site specific (essa diverrà proprietà esclusiva dell’azienda ospedaliera) ma nulla toglie che un’operazione simile possa essere replicabile, un po’ come è successo all’opera Ai Nati Oggi di Alberto Garutti (anch’essa parte della collezione dell’ospedale). Come reagiresti se ti venisse proposto di esportarne il concept?

LS: Quella dell’ospedale di Bergamo è una realtà unica: eccellenza assoluta nel suo ambito che contemporaneamente dimostra una sensibilità straordinaria verso l’arte, tant’è vero che Canone Infinito si inscrive in un panorama di altre installazioni, tra cui la Chiesa di Andrea Mastrovito e Stefano Arienti o il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, solo per citarne alcune.
Quindi ecco, io ho composto pensando a questa struttura specifica.

MMM – Ti chiedo un’ultima risposta che possa dare una suggestione dell’opera anche a coloro che non avranno modo di ascoltarla, dal momento che verrà installata nei corridoi del reparto di terapia intensiva. Come racconteresti Canone Infinito?

LS:Un suono che accompagna chi si trova in questi corridoi: chi lavora, chi è malato, chi aspetta.
Una traccia-compagna di viaggio per chi la desidera.

Lorenzo Senni - foto photophunk

Lorenzo Senni – foto photophunk