BURRI la pittura, irriducibile presenza. Fondazione Giorgio Cini. Installation view. Photo credits Matteo De Fina

Report di Irene Bagnara —

La retrospettiva BURRI la pittura, irriducibile presenza ospitata alla Fondazione Giorgio Cini si configura come un’antologia, un libro che raccoglie le tappe fondamentali dello sviluppo della poetica dell’artista umbro, linguaggio che ha esercitato poi un’influenza decisiva ed evidente non solo sui Combine Paintings di Rauschenberg ma su intere esperienze artistiche, dal New Dada al Nouveau Réalisme, dall’Arte Povera fino a toccare l’arte processuale e il minimalismo su base monocroma.
Dopo la personale ospitata in Giudecca nel 1983, Alberto Burri torna a Venezia con una selezione di opere provenienti da ciascuno dei “cicli” esplorati dall’artista: nella prima sala i meno noti Catrami e Muffe sono messi in stretto dialogo con i più celebri Sacchi e Gobbi; si prosegue con le fragili ma intense Combustioni, i Legni, i Ferri, le involute Plastiche, per terminare con l’approdo ai Cretti e ai grandi Cellotex.

Alberto Burri, Nero e Oro, 1993, Acrilico, oro in foglia, cellotex, cm 106 x 161,5 Fondazione Plazzzo Albizzini Collezione Burri
BURRI la pittura, irriducibile presenza. Fondazione Giorgio Cini. Installation view. Photo credits Matteo De Fina

La chiave interpretativa della ricerca di Burri è da rintracciare nel titolo. L’espressione attraverso cui l’artista era solito definire la propria opera rimanda alla volontà propria della pittura materica, di cui Burri fu pioniere, di superare la rappresentazione, l’imitazione della realtà, per arrivare alla cosa stessa, all’oggetto mostrato senza infingimenti, nella sua cruda fisicità e concretezza. Tuttavia, il gusto per il colore, la texture, l’incontro fra diversi materiali e il dialogo che fra essi si instaura sono dati estetici essenziali.
Non si può guardare all’opera di Burri senza percepire questa attenzione per l’occhio, questo approccio “pittorico” ai materiali e alla loro disposizione sulla bi-dimensione. Un limite da cui dunque non si può sfuggire, che tuttavia, come ogni limite, stimola la sensibilità artistica e la capacità creativa, spingendo l’artista a rompere il paradigma per creare nuovi schemi, consuetudini, riferimenti. L’opera di Burri racchiude in sé la dinamica propria della storia dell’arte: un superamento conservante, il nuovo che reca le tracce visibili del passato da cui è nato.

BURRI la pittura, irriducibile presenza
Alberto Burri
A cura di Bruno Corà
Dal 10 maggio al 28 luglio 2019
Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Alberto Burri, Legno Sp, 1958, Legno, tela, acrilico, combustione, vinavil su tela, cm 129,5 x 200,5. Fondazione Plazzzo Albizzini Collezione Burri
Alberto Burri, Rosso Plastica M3, 1961, PLastica, combustione su tela, cm 121,5 x 182,5. Fondazione Plazzzo Albizzini Collezione Burri
BURRI la pittura, irriducibile presenza. Fondazione Giorgio Cini. Installation view. Photo credits Matteo De Fina