Bruce Nauman, Contrapposto Studies, I through VII, 2015-2016, Jointly owned by Pinault Collection and the Philadelphia Museum of Art. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 202
Bruce Nauman, Contrapposto Studies, I through VII, 2015-2016 Jointly owned by Pinault Collection and the Philadelphia Museum of Art. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

“Nel mio studio non c’era niente perché non avevo abbastanza soldi per procurarmi i materiali con cui lavorare. Così sono stato obbligato a esaminare me stesso e cosa, nel mio studio, stessi facendo”.
Ha aperto a Venezia, con la curatela di Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois, la mostra Contrapposto studies, una magniloquente esposizione di lavori, storici e recenti, dell’artista statunitense Bruce Nauman.
Come evidente dal titolo scelto per la mostra, Nauman stabilisce qui un link sottile con gli ideali dell’estetica classica – per trascenderli – a partire dal concetto di contrapposto.
Nelle arti figurative, il contrapposto è il principio compositivo che regola, in modo proporzionale o dinamico, il bilanciamento delle membra, delle masse, nell’atteggiamento della figura umana: il corpo, da sempre terreno di scambi e negoziazioni di cui Nauman sonda le possibilità molteplici, diventa il vettore principale di senso all’interno di un’orchestrazione non diacronica in cui le 19 sale di Punta della Dogana accolgono una serie di lavori – sensazionale l’acquisizione congiunta da parte di Pinault Collection e Philadelphia Museum of Art del nucleo di video Contrapposto Studies, I through VII (2015/2016) e del lavoro Walks In Walks Out (2015) – che contestualizzano tre nuclei tematici fondamentali. Corpo, suono e arte come spazio di creazione rappresentano tre aspetti nevralgici di Contrapposto studies. Performatività e processo costituiscono le chiavi di volta di una pratica che si esplica attraverso una varietà di mezzi – il video, la scultura, il suono, il film, la parola – piegati a forzare temi universali come la vita e la morte, il corpo, l’identità ma anche il ruolo del linguaggio.
“Quando il linguaggio comincia a fallire, diventa emozionante e per comunicare utilizza le funzioni più semplici: questo costringe a prestare attenzione al suono e agli elementi poetici delle parole. Occuparsi solo del conosciuto origina ridondanza. D’altra parte quando ci si occupa solo dello sconosciuto, è impossibile comunicare. Entrambi sono quindi sempre in qualche modo combinati e il modo in cui interagiscono rende la comunicazione interessante”.
Quando è proteso e rivolto verso questa duplice idiosincrasia, allora il linguaggio si manifesta attraverso tutta la sua potenza: gesti ordinari ripetuti, sfida al limite sotteso allo svolgimento di un task,costituiscono per Nauman una forzatura volta a destabilizzare, disorientare, quando non apertamente a sconvolgere lo spettatore, con cui stabilisce, in questo campo di forze interagenti, un rapporto dinamico e un ruolo di primo piano.

La mostra si articola attraverso ampi spazi dentro ai quali sembra di smarrire l’orientamento, sale più strette immerse in una semi oscurità che catalizza lo sguardo verso video e proiezioni, apparenti disimpegni che celano pareti sonore – Diagonal Sound Wall (Acustic Wall), 1969, Acoustic Wedge (Mirrored), 2020, Sound Breaking Wall, 1969 – spazi ritmati dall’avvicendarsi delle registrazioni di celebri performance – tra le altre, Bouncing in the corner No. 1, 1968, Lip Sync, 1969, Pacing upside down, 1969 – enormi vuoti che, in un tempo sospeso, sono pronti ad accogliere il reenactment di alcune performance – Untitled or Extended Time Piece, 1969, Untitled, 1969.

Bruce Nauman, (from left to right), Stamping in the Studio, 1968, Bouncing in the Corner, No.2: Upside Down, 1969, Electronic Arts Intermix, Bouncing in the Corner, No. 1, 1968, Pinault Collection Courtesy of the artist and Electronic Arts Intermix (EAI), New York Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021
Bruce Nauman, For Beginners (all the combinations of thumb and fingers), 2010, Collection of the Los Angeles County Museum of Art and Pinault Collection. Courtesy Sperone Westwater, New York. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

For Beginners (instructed piano), 2010, e Contrapposto studies, I through VII, 2015/2016, accolgono il visitatore sin dal suo arrivo in mostra; all’ingresso, l’installazione sonora Beginners (instructed piano), direttamente ispirata a Mikrokosmos di Béla Bartók, detourna immediatamente la percezione con una sonorità ripetuta che immette chi entra nei grandi spazi abitati da Contrapposto studies, I through VII, l’installazione video con cui Nauman rivisita – caso questo eccezionale – una sua opera del 1968, Walk with Contrapposto.
Il complesso dispositivo multicanale, che con la vastità delle sue proiezioni e le sonorità sovrasta e accentra su di sé tutto l’interesse, restituisce le immagini sovrapposte di Nauman che si riprende all’interno del proprio studio nel tentativo di camminare in linea retta con le mani intrecciate dietro la testa, mantenendo una posa di contrapposto. Il taglio digitale delle immagini, presentate per frammenti sotto forma di sette proiezioni che ribaltano il rapporto abituale tra piano di fondo e figura, e la colonna sonora, proveniente della manipolazione stessa dell’immagine, sottopongono all’attenzione di chi osserva lo svolgersi di un’azione nel tempo, quest’ultimo percepito come elemento che introduce un quoziente di inevitabilità verso tutto ciò che da esso è interessato. 
Risulta evidente come, attraverso il referente classico del contrapposto, Nauman soprassiede alla consueta categoria di “monumentale”, volgendo progressivamente l’attenzione di chi osserva all’anti-monumentale: Walks In Walk Out (2015), installazione video che chiude la mostra, segna idealmente un momento cruciale nel passaggio da interno a esterno.
Di fronte alla propria immagine proiettata sul muro, Nauman avanza, assumendo varie posizioni per poi uscire dal campo visivo. Il video, filmato con il cellulare per valutare le dimensioni dell’immagine proiettata nello spazio reale, muta il proprio statuto: una mise en abîme si trasforma così in opera d’arte e lo studio, luogo elettivo e di creazione, diventa esso stesso oggetto della creazione.
“Fin da subito ho cercato di vedere se fosse possibile fare un’arte che suscitasse questo, che fosse semplicemente lì, improvvisamente. Come prendere un colpo in faccia con una mazza da baseball. O meglio, come essere colpito sulla nuca. Non si vede mai arrivare il colpo. Ti butta a terra e basta”.

BRUCE NAUMAN
CONTRAPPOSTO STUDIES

PUNTA DELLA DOGANA
VENEZIA
23.05.21 – 09.01.22

Bruce Nauman, Diagonal Sound Wall (Acoustic Wall), 1970, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Panza Collection, Gift, 1992. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021