Katrin Greiling, Designbar,2011-Stockholm-Furniture-Fair

Katrin Greiling, Designbar,2011 – Stockholm, Furniture-Fair

di Stefano Mudu

Was du liebst, bringt dich auch zum Weinen (Qualunque cosa ti piaccia, ti porterà al vino, 2009) è stato il fortunato motto di Tobias Rehberger invitato da Birnbaum a fare i mondi della sua Biennale. E ancora oggi, una scenografia psichedelica continua a interpretare i pensieri confusi del visitatore medio della Biennale di Venezia, alla ricerca di una pausa nella caffetteria dei Giardini. La scultura è qui installazione, diventa servizio, funzione, fruizione e – ai più coscienti – un confronto alla pari tra arte e design. Un incontro che diventa ancora più fecondo quando il prodotto artistico è il pasto, oltreché il luogo, il tempo e l’esperienza utilizzati per consumarlo.

E allora nei giorni dell’opening di Viva Arte Viva, la colazione d’artista si consuma all’A plus A Gallery di Venezia: per tre giorni caffetteria, luogo d’incontro e sperimentazione, Breakfast Pavillion. Il 10, 11 e 12 maggio, recuperando la complessità relazionale e abbinandola ad una estetica accattivante, Marco Campardo e Lorenzo Mason (M-L-XL) insieme con Luca Lo Pinto e la speciale partecipazione di Maria Jeglinska, costruiscono un progetto curatoriale che s da i limiti tra le discipline, proponendo una liquidità di moda ma ben calibrata nella scelta degli artisti e designer.
E se ad Anna Sophie Berger, Olaf Nicolai e Nicole Wermers spetta il compito di preparare speciali colazioni per gli ospiti; a una selezione di designer internazionali (in una lista in aggiornamento da Valentina Cameranesi a Pierre Charpin, da Kueng Kaputo a Zaven, ecc.) è richiesto l’allestimento dello spazio, con pezzi unici e produzioni ‘ad hoc’ in vendita negli spazi della galleria.
Ribaltando la consueta incursione dell’arte negli spazi del design, spetta ad un happening composito – come era stato per il Rob Pruitt’s Flea Market (ospitato dalla Galleria nella stessa, impegnata settimana di due anni fa) – ridurre la distanze tra arte e quotidianità attraverso la logica coinvolgente e la natura performativa dell’evento; e come in quell’occasione, sembra necessario e provocatorio offrire una proposta parallela, alternativa, partecipativa (ma temporanea) al circuito biennale. Anche qui allo spettatore non è richiesto di essere altro che se stesso, se non forse performare la propria quotidianità in uno spazio studiato perché tutto avvenga spontaneamente: un rituale ordinato su una sceneggiatura immaginaria. Il risultato sarà forse un’immagine corale di collaborazione tra ruoli: interpreti-spettatori guidati, curatori avveduti, artisti e designer consapevoli ed etichette ragionevolmente mutuabili.
Per questo non sorprende neanche che a editare la pubblicazione The curator as Barman, prodotta nei giorni del Flea Market per il corso di pratiche curatoriali di A plus A, fossero gli Automatic Books Campardo e Mason – oggi nella veste dello studio multidisciplinare M-L-XL -; mentre fa sempre piacere notare che le buone idee non muoiono mai: al posto del sapore di un cocktail d’artista, rimarrà il dolce sapore di torta e ca è, a stemperare forse l’amaro di non avere il biglietto stampa per la Biennale.

The Breakfast Pavillion h 9-19
10,11,12 maggio 2017
A plus A Gallery
Calle Malipiero San Marco 3073 Venezia

Nicole Wermers, Manners, 2013 site-specific sculpture -Tate Britain, London

Nicole Wermers, Manners, 2013 site-specific sculpture -Tate Britain, London

caffee - plus - caffee - plus-caffee

caffee – plus – caffee – plus-caffee