• Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista, AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
  • Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista, AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
  • Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista, AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
  • Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista, AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani
  • Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista, AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani

Testo di Alberto Ceresoli

Per la terza edizione di Museo Chiama Artista i curatori del progetto Ludovico Pratesi e Angela Tecce, Direttori dei musei AMACI, hanno scelto di commissionare la realizzazione di una nuova opera a Yuri Ancarani, artista che negli ultimi anni ha raccolto un crescente consenso in Italia e all’estero partecipando a mostre in prestigiose istituzioni quali l’Hammer Museum di Los Angeles, il Palais de Tokyo di Parigi, il Mart di Rovereto, il Solomon Guggenheim Museum di New York, sino alla partecipazione alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia a cura di Massimiliano Gioni.

Con il progetto Museo Chiama Artista – afferma Federica Galloni, Direttore generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane – la Direzione generale raggiunge due dei propri obiettivi strategici: la promozione e la valorizzazione dell’arte contemporanea italiana e l’incentivazione alla produzione di opere d’arte di giovani talenti. Quando un museo commissiona un’opera a un artista, aggiornato e consapevole dei temi e delle urgenze della contemporaneita?, stabilisce con lui un’osmosi: se da un lato il museo lo aiuta a crescere e a esprimere la propria creativita?, dall’altro l’artista dona linfa vitale al museo che attiva e attrae le diverse fasce di pubblico nel pieno raggiungimento della propria missione. La scelta di quest’anno e? ricaduta su Yuri Ancarani, uno degli artisti piu? originali del panorama italiano, che predilige il video come strumento per raccontare il mondo, dando spazio all’interpretazione e alla poesia delle piccole cose quotidiane.

Dalla Lombardia al Trentino Alto Adige, passando per Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Toscana, continua il viaggio di Bora (2015), la scultura-video commissionata a Yuri Ancarani dalla Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, Ministero dei beni e delle attivita? culturali e del turismo e AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Dopo essere stata presentata in anteprima alla GAM di Torino lo scorso novembre, Bora sara? ospitata dal 2 al 18 febbraio alla GAMeC di Bergamo, dal 20 febbraio al 28 marzo al MA*GA di Gallarate, dall’8 al 10 aprile al Museo del Novecento a Milano, dal 15 aprile al 1 maggio a Ca’ Pesaro a Venezia, dal 7 maggio al 5 giugno al MAMbo di Bologna, da giugno a settembre al MAXXI di Roma, dal 13 al 16 ottobre a Palazzo Fabroni a Pistoia, dal 1 al 20 novembre al MUSEION di Bolzano e per l’intero 2016 andra? ad arricchire la programmazione dei musei associati AMACI in tutta Italia.

“Bora e? un progetto avviato nel 2011 e che si determina come opera autonoma, un video che diventa un tutt’uno con un piccolo monitor Brionvega; e? l’integrazione tra il video e il monitor, che funziona senza ausilio di fili o cavi che definisce l’opera come una scultura video.” Cosi? si pronuncia Ludovico Pratesi: “Tutto sembra ruotare intorno all’instabile equilibrio tra suono e immagine, a quel particolare interesse dell’artista per situazioni ai confini del visibile, per quell’impalpabile terra di mezzo tra sguardo e pensiero capace di generare una viscerale tensione narrativa. Un equilibrio che costituisce l’essenza di un lavoro come Bora, dove il paesaggio carsico della Val Rosandra – una riserva naturale tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia – viene agitato dalla bora, un vento che soffia a 140 chilometri orari scuotendo e modellando quella natura rigida ed essenziale ripresa dall’artista con un’attenzione compositiva che rimanda ai dipinti di Caspar David Friederich e all’estetica romantica del sublime.

Yuri Ancarani Bora,   2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista,   2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista,   AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani

Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l’artista, AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

Yuri Ancarani Bora,   2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista,   2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista,   AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani

Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l’artista, AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

Yuri Ancarani Bora,   2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista,   2015 © Yuri Ancarani Courtesy l'artista,   AMACI - Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani

Yuri Ancarani Bora, 2015 commissionato e prodotto da MiBACT e AMACI per il progetto Museo Chiama Artista, 2015 © Yuri Ancarani Courtesy l’artista, AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani