Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Buio pesto e tre momenti di luce fredda. L’ambiente creato da Olì Bonzanigo nella project room di Viasaterna, è immersivo e coinvolgente, ambiguo e misterioso. Il progetto che la giovane artista ha presentato alcune settimane fa, e visibile fino al 21 luglio, ha come titolo Pioggia Secca e racconta di una sua paradossale scoperta fatta durante un soggiorno in Marocco, a Tamegroute, antico villaggio situato nella Valle del Draa. Bonzanigo percorre questi luoghi, ne studia morfologie e storia, scoprendone le perverse politiche che devastano senza rimedio il territorio.

Le origini del progetto Pioggia Secca, nascono, metaforicamente, nel versante sahariano del Marocco dove scorre Draa, considerato, erroneamente, il fiume più lungo del paese (1000 km circa). Le sue acque raggiungono l’oceano solo nelle annate più piovose, ma i 750 km del suo letto, per lo più rimangono asciutti. Lungo le rive del suo corso le terre sono fertili e facilmente coltivabili, per questa ragione sono stati realizzati vaste area di coltivazioni intensive, tra cui quelle immense di angurie. Da qui l’interesse dell’artista per un vegetale che sembra contraddire tutte le caratteristiche del clima arido ed estremo del deserto. Anche perché di questi succosi frutti, pochissimi sono gustati dai marocchini, per lo più sono esportati in tutto il mondo. Bonzanigo focalizza il suo interesse sui su pastéques (angurie), che per esser coltivate necessitano di enormi quantitativi d’acqua… acqua che per essere recuperata viene prelevata dai corsi d’acqua naturali dei territorio che rischiano, anno dopo anno, la desertificazioni.

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

L’artista, sensibile a questo perpetuo scempio, ha preso un’anguria e ne ha svuotato il contenuto. Un gesto che per molti versi ripete quello che viene fatto alle terre aride del Morocco, a cui viene quotidianamente modificata la morfologia idrica. Svuotata la polpa, l’artista ha seccato la buccia dell’anguria attendendo, con lentezza, che la ‘pelle’ del vegetale si seccasse in modo permanente. Da questo involucro Bonzanigo ne ha ricavato un calco in scala 1:1 che ha utilizzato per una fusione in bronzo a cera persa realizzata con la collaborazione di Fonderia Artistica Battaglia. In mostra questa scultura appare, grazie agli effetti della luce Wood sulle superfici cangianti, una sorta di pianeta svuotato e stanco. I solchi. Le pieghe, le imperfezioni dell’anguria secca, si sono trasformati, dal passaggio in bronzo, in bassorilievi montuosi, piccole valle, promontori di una paesaggio lunare, lontano.
Pochi passi dalla scultura in bronzo, un lavoro a parete che consiste in una tela in lino grezzo ricamata tono su tono. La tessitura segue il corso del fiume Draa, ma potrebbe anche essere un puro segno grafico, un decoro senza nessi con il reale o un percorso personalissimo che l’artista ha compiuto nella Valle del Draa.
Terza presenza che appare dal buio, un ramo di palma. Lo stelo secco, che ricorda il suo utilizzo come siepe frangivento, è installato come fosse un trofeo, il memento di un paesaggio in via di sparizione.
Dal chiarore nei deserti, al rigoglio dei territori fertili (di cui si teme la scomparsa), alla naturalezza dei paesaggi marocchini Olì Bonzanigo ci restituisce un ambiente ‘in negativo’, dove si perdono sia i confini che i punti di riferimento. Un ambiente nero che accoglie opere dove si condensa consapevolezza e timore, ma anche la misteriosa bellezza dell’essere imperfette. Come svela il titolo, Pioggia secca, le sue opere sono ossimori, grumi di significato che racchiudono gli opposi, conciliandoli.

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano

Olì Bonzanigo, Pioggia secca, Installation view, Courtesy of Viasaterna, Milano