Fading Senses © Ligia Popławska
Human © Fabiola Cedillo

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea. La sfida? Pensare al concetto di museo sul piano digitale realizzando uno spazio gratuito ed accessibile da ogni angolo del pianeta. Nel corso di questi anni PhMuseum ha proposto concorsi fotografici come strumento di finanziamento, promozione e connessione con festival e magazine, mostre online e un programma di formazione a distanza. Dopo quasi dieci anni di attività oggi la piattaforma è pronta per assumere nuova forma, quella di un festival fisico.

Dal 23 al 26 settembre negli spazi del DumBO di Bologna, l’ex deposito ferroviario che negli ultimi due anni ha ospitato altri eventi come Danza Urbana e ROBOT, PhMuseum Days è un programma di mostre individuali, una installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. Un’iniziativa che segue, a distanza di quasi un anno, l’apertura di uno spazio fisico proprio nel capoluogo emiliano in via Paolo Fabbri. Per la prima edizione di un festival che intende diventare un evento annuale punto di riferimento per professionisti e appassionati di fotografia, il tema scelto è A New Beginning / Un Nuovo Inizio, titolo simbolico per questa nuova esperienza. 

Ponendosi fin da subito come evento internazionale il Festival ospiterà il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg il cui progetto Natur-e, nato durante un viaggio attraverso la Patagonia, un diario visivo che riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia, e la fotografa brasiliana Angelica Dass con Humanae, un progetto decennale che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità, una riflessione insolitamente diretta sul colore della pelle che la fotografa porta avanti dal 2011 tramite una serie di ritratti. In programma anche Encounter dell’italiana Silvia Rosi che ispirata da un’immagine del suo album di famiglia che ritrae la madre dell’artista da giovane come commerciante al mercato di Lomé in Togo, ripercorre il percorso migratorio affrontato dai suoi genitori alla fine degli anni ’80 per raggiungere l’Italia.

Afterlife © Vasantha Yogananthan
Humanae © Angelica Dass

Utilizzando un’estetica che fa riferimento alla scuola di ritratti in studio dell’Africa occidentale, Rosi esegue di fatto una vera e propria performance narrativa partendo dalla figura di sua madre in veste di musa e ricreando storie familiari narrate grazie alla combinazione di fotografia, testo e video. Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan è invece dedicato all’eterna sfida fra il bene e il male attraverso la reinterpretazione di un passo del poema epico indiano Il Ramayana. Traendo ispirazione dalle immagini associate a questo mito e dalla sua pervasività nella vita quotidiana indiana, Vasantha Yogananthan ha ripercorso il leggendario percorso dal nord al sud dell’India, un viaggio nel tempo e nello spazio che offre una rivisitazione moderna del racconto in un’esplorazione visiva della discesa di un uomo nell’oscurità dell’anima.

Nata come piattaforma di diffusione e promozione PhMuseum dedica spazio ai nuovi talenti esponendo i progetti scelti fra gli oltre settecento che si sono candidati tramite l’open call del festival. Tra questi Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia e sull’osservazione di come le Tecniche di Riproduzione Umana Assistita (TRHA) abbiano portato cambiamenti nelle strutture familiari, creando nuove forme di legami sociali e di conseguenza alterando alcune nostre convinzioni; Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva a partire dalla sua stessa esperienza personale; C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, il racconto di smart-family in tempi di Brexit, un progetto su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni e costrette a comunicare tramite “moderni mezzi di comunicazione”.

C-R92_BY – Samuel Fordham
C-R92_BY – Samuel Fordham
Encounter © Silvia Rosi, 2016 – Studio Portrait self portrait of myself as my mother
Natur-e © Alejandro Chaskielberg