• Lorenza Boisi, Urban Ritual, 2016, ceramic and shoe laces, variable dimensions - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, URBAN RITUAL 2016, ceramica e lacci da scarpe, dimensioni variabili - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, Ashtray 2016, olio su tela cm 40 - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, Maybe there is a beast... Maybe it's only us., 2016, installation view - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, G&P, 2016, olio su tela, 100 x 80 cm - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, A FRIEND / SCUOLA ROMANA 2016, olio su tela cm. 70 x 60 - Courtesy RIBOT, Milan
  • Lorenza Boisi, Boyz 2, 2016, olio su tela, 100 x 80 cm - Courtesy RIBOT, Milan

È difficile non pesare al romanzo I ragazzi terribili di Jean Cocteau di fronte alle opere in mostra di Lorenza Boisi (ospitata fino al 4 febbraio da RIBOT,  Milano). Non mi riferisco di certo alla trama, né a dei riferimenti specifici, ma piuttosto a quella medesima grave atmosfera di leggerezza che incombe sulla vita dei personaggi. Sono ragazzi terribili quelli dipinti dall’artista: ferocemente ingenui e malinconici, rappresentanti di una “realtà grave, eroica e misteriosa”, quella della giovinezza. Sono così assolutamente vivi e giovani da essere terribilmente vicini alla morte; sono ragazzi che costruiscono il loro teatro nell’intimità della loro stanza in modo simile al teatro costruito dalla Boisi nell’intimità del suo studio.

Le figure tracciate con dei segni rapidi sembrano fatti di una corsività acquatica, disciolta e a volte stenografica. Il colore è simile all’inchiostro a spirito dei colori dell’infanzia, e il tocco dell’artista è certamente debitrice – così come la Boisi dichiara – dell’approccio intimo della decorazione del sottosmalto. La stesura di quest’ultima produzione di dipinti porta un segno più corporeo rispetto ai precedenti cicli, dove la materia pittorica aveva più spessore e più densità e dove era possibile percepire il gusto della pasta molle dell’olio. Sono dipinti forti che nascono corpo a corpo con la superficie della tela,  senza progetti di partenza. Qui, la trama si fa più vibrante e sottile, sono tracce sciolte ed eleganti, fatte alla prima e senza ripensamenti, dove è possibile osservare il gusto dell’artista per un approccio alla pittura veloce e corsiva, un dipingere quasi di getto, come un fiume senza posa.

Con questa serie di opere l’artista vuole suggerire “un mondo che sia egualmente casa e corpo dell’inquietudine”. Infatti, in questi disegni pallidi affiorano i motivi romantici della tarda infanzia, uniti in un’atmosfera di sogno, di desidero e di gioco.
Come Agathe, la protagonista del romanzo di Cocteau, la Boisi dipinge anche dell’autodistruzione e del cinismo infantile carico di fascino involontario. Maybe there is a beast… Maybe its only us  rappresenta uno scorcio di quotidianità, sono tutte opere dalla forte componete autobiografica, fulminee registrazioni della vita, delle cose viste e immagine dall’artista. La visione di un mondo intero osservato all’interno dell’intimità della sua casa, del suo studio e dei suoi ricordi: ne ritroviamo, infatti, i medesimi oggetti, i riferimenti letterali e culturali e, infine, riconosciamo tra i soggetti più rappresentati le mani dell’artista stessa. È impossibile non accorgersi del respiro esistenziale di queste opere, che, come affermato dall’artista, “oscillano tra l’incertezza e la possibilità”; dove i colori della vivace tavolozza vengono stesi da pennellate vibranti, veloci e fluide e si adagiano in modo mimetico al suo universo interiore. L’insieme dei lavori della Boisi custodisce e svela un universo di forme e di colori carichi di nostalgia, dove presente e passato vibrano di una tensione emotiva che non conosce quiete.

Lorenza Boisi,   Maybe there is a beast... Maybe it's only us.,   2016,   installation view  - Courtesy RIBOT,   Milan

Lorenza Boisi, Maybe there is a beast… Maybe it’s only us., 2016, installation view – Courtesy RIBOT, Milan

 Lorenza Boisi,   Boyz 1,   2016,   olio su tela,   100 x 80 cm - Courtesy RIBOT,   Milan

Lorenza Boisi, Boyz 1, 2016, olio su tela, 100 x 80 cm – Courtesy RIBOT, Milan

Lorenza Boisi,   The House with a Clock in Its Walls,   2016,   olio su tela,   100 x 70 cm - Courtesy RIBOT,   Milan

Lorenza Boisi, The House with a Clock in Its Walls, 2016, olio su tela, 100 x 70 cm – Courtesy RIBOT, Milan