Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020 – Installation view

Nella Sala del Refettorio dell’Istituto Storico Parri di Bologna, sotto gli occhi di Santa Margherita, prende forma il terzo appuntamento di Bo Dea, la serie di lavori realizzata da Cuoghi Corsello con l’obbiettivo di risvegliare la forza femminile della città. Con Botrea, questo il titolo dato a questa tappa dopo la processione dello scorso 15 agosto e Umanizzare il parcheggio realizzata in occasione di Arte Fiera, il duo sceglie ancora una volta di lavorare con amiche e amici. A dare espressione questa volta alla forza, alla Bo Dea, non è però un’azione collettiva come in precedenza, ma una serie di oggetti e di opere realizzate da otto collaboratrici tra artiste, operatrici culturali e studiose.

Otto lavori autonomi installati su altrettante porte trovate nelle cantine dell’istituzione e sorrette da sedici cavalletti a formare un piano d’appoggio che supera la sua mera funzionalità per diventare parte integrante dell’opera. La forma costituitasi, prossima a quella di una svastica, può essere infatti letta come il punto di partenza e allo stesso tempo conclusione dell’opera e della sua narrazione: eliminare le sovrastrutture ideologiche della contemporaneità per tornare a riscoprire gli archetipi del linguaggio e del comportamento per vivere nel qui e ora. Una consapevolezza raggiungibile attraverso un percorso, un viaggio, che attraversa gli stati della vita e della natura, i punti cardinali, le diverse forme della spiritualità. Ad avviare il circuito è un cavallino coperto da una sciarpa posto su un’ulteriore porta posta orizzontalmente a formare una triplice possibilità di inizio del viaggio, triplice come la rappresentazione di Ecate (celeste, terrena e marina) dea delle terre selvagge, bi-sessuata, capace di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei e il regno dei morti. Ed è proprio il confronto con la morte la prima tappa di questo percorso. Celata da un dipinto su velluto nero di cancelli e lago, Kiki, personaggio risalente al 1994, traghetta il fruitore verso il pantano dal quale il coccodrillo di Giulia Poppi sorge, simbolo saturnino ai primordi della vita, verso la materia terrena popolata da rane disegnate da Simona Larghetti. Lo stagno e il lago sono i luoghi della vita, delle relazioni, dei legami intrinsechi, il punto di partenza per una nuova vita delle anime che da qui scelgono la loro destinazione per poi dimenticarsi del viaggio, del cambiamento. Il pantano è però anche la materia oscura, il terreno fertile per una spiritualità a tratti selvaggia rappresentata dall’opera di Ciliegina Sabbiemobili.

Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020 – Installation view
Tempesta – Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020 – Installation view
Botrea porte a ovest-nord Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020 – Installation view

Un profondo dal quale, come il sole ad Est, risorge la Pru Fenice di Emma Panini conducendo verso una ritrovata ingenuità e purezza della venere dell’amore, di un ritorno ad un rapporto con la natura che ci circonda. A Sud l’Umanità ritrova il calore della terra, la creatività – rappresentata da Biancosangue Tripura Sundari su un telo azzurro cielo con il rosso delle labbra sbrodolato – e con esse una fisicità ed una sessualità libere, cariche di energie procreative: tra il groviglio di figure erotiche realizzate da Giulia Poppi emerge la foto di un occhio di un bambino in cui è riflessa la figura di un albero (Gaia Bernardi), sotto la passamaneria donata all’albero del Po da Cuoghi Corsello in occasione dell’ultimo solstizio di inverno. Una ritrovata vitalità e spensieratezza che sono motore, strumento necessario a mettere in atto il sentimento più puro e universale: il perdono.

Ed è ad Ovest che questo gesto trova massima realizzazione, in un’azione di purificazione come la polvere di titanio nella tazza di Anna Rizzo contenente ceneri dei copri dei campi nazisti sedimentate nel terreno canadese. Lì dove è stato commesso uno dei più grandi attentati all’umanità che ancora oggi segna le dinamiche socio-politico-culturali dell’Occidente,

Solo qui, solo ad Ovest, proprio dove la svastica ha perso il suo significato originario questa torna ad assumere la sua funzione splendente (Kira) conducendoci verso una spiritualità, rappresentata ancora una volta da un dipinto di Ciliegina Sabbiemobili, non ultraterrena, ma consapevole del qui ed ora, capace di elevare l’Umanità ad una vita semplice e gioiosa che non ha paura delle cose terrene né della morte materializzata qui nella terra del Vesuvio (Valeria Borreli). Solo giungendo a questo equilibro, alla coesistenza dello spirituale e del terreno, ad un ritorno genuino alla natura, che l’Umanità torna a sprigionare una forza capace di mantenere vivo il mondo, di risvegliare la Bo Dea.

La prima tappa di Bo Dea è stata una processione nel giorno dell’Assunzione: 15 di agosto 2019

La seconda l’umanizzazione del parcheggi, artefiera 2020.

Ler – Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020
Kira – Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020
Botrea porte c nord-est Cuoghi Corsello – Botrea – Istituto Parri, Bologna 2020