• Yto Barrada, Cabane de Lauriers (Oleander Summer Shed), Sidi Mghait, 2009 Courtesy Pace London © Yto Barrada
  • Otobong Nkakga, Playground 2005-2015, Galerie in situ, Fabienne Leclerc Paris © Otobong Nkanga
  • Cameron Jamie, Compression Fracture Paiting XX, 2014. Courtesy de l'artiste e Bernier/Eliades Gallery © Boris Kirpotin
  • T.J Wilcox, In the Air 2013, digital video © Bill Jacobson
  • Anthea Hamilton, Manarch Pasta, 2010, Courtesy de l'artiste © DR
  • Otobong Nkanga, Shaping Memory, 2012-14, Galerie in situ, Fabienne Leclerc Paris © Otobong Nkanga
  • Wei Liu, Enigma, 2014 Courtesy de l'artiste et UCCA © Bowen LI
  • Cameron Jamie, Untitled, 2013, Courtesy de l'artiste e Galerie Buchholz Berlin/Cologne © Lothar Shnepf
  • Hicham Berrada, Mesk-ellil 2015 Courtesy de l'artiste et de Kamel Mennour© Fabrice SEIXAS
  • Guan Xiao, Rolling Beating, 2014 Courtesy de l'artiste et Kraupa-Tuskany Zeidler Berlin © Hans-Georg Gaul
  • Michel Blazy, Pull Over Time, 2013 Courtesy de l'artiste et Art Concept, Paris © Dorine POTEL
  • Julien Previeux, la totalité des propositions vraies (avant), 2009 © Galerie Jousse Entreprise
  • Jeremy Deller, Joy In People, 2012 Courtesy de l'artiste et du Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow© Mark Blower
  • Anthea Hamilton, Let's go 2013 Courtesy the l'artiste © Andy Keate
  • Camille Henrot, Telepathy, Courtesy de l'artiste et Kamel Mennour © ADAGP Camille HENROT
  • Sucriere

Si è svolta a Venezia, in concomitanza con la vernice della Biennale 2015, la presentazione della tredicesima edizione della Biennale di Lione, che si svolgerà dal 10 settembre 2015 al 3 gennaio 2016 e prenderà il titolo “La vie moderne”.

Thierry Raspail (direttore artistico) ha spiegato che saranno ospitati artisti provenienti da 28 paesi diversi, capaci di interpretare il modo in cui, ancora, l’“era moderna” influenzi la nostra realtà quotidiana di tutti i giorni. Lo scopo è quello di rendere gli spettatori più coscienti delle loro relazioni hic et nunc con chi e cosa sta loro intorno, attraverso, appunto, il filtro dotto del passato che ci sta alle spalle (o affianco). Tuttavia, ricorda Raspail, “la via moderne” è altresì ricoperta da un’aurea d’ironia soffusa, ricordando quella fiducia (ormai soppiantata) nel progresso, nella ragione, nel “nuovo” proprio dell’età storica precedente alla nostra. Il confronto che si pone con i nostri anni – anni in cui l’irrazionale e la consapevolezza dei limiti (profondissimi) della nostra ragione dominano (di nuovo) sulle Arti, letterarie, filosofiche, visuali, comunicative – è il risultato di un percorso educativo, non facile, che ci porta, tuttavia, a considerarci parte integrante della storia, storia che l’età moderna ha cercato di soppiantare, calpestare e schernire col ghigno pantagruelico della macchina. L’ironia, d’altra parte, sta nello stesso riutilizzo, nel 2015, di un termine largamente e lungamente studiato, analizzato, criticato ed, infine, soppiantato, che diventa dunque anacronistico e semanticamente impotente nel nostro periodo. Tuttavia, contemporaneamente, nel parlare quotidiano, il lemma “moderno”, oggi, porta con sé anche il significato di “nuovo”, “originale”, ed altri ancora, con un’indeterminatezza certamente connessa con l’importanza del Modernismo in sé e della trafila critica ad esso inerente. “Moderno” è ancora, in qualche modo, in vita. Attraverso le opere degli artsiti sarà svolta una narrazione col fine di studiare il percorso evolutivo di un termine, o meglio di un concetto, che ancora oggi è in evoluzione, in cambiamento continuo, spinto a ripararsi da certi attacchi od ad adattarsi ad altri.

Thierry Raspail ha invitato, come guest curator, Ralph Rugott, direttore della Hayward Gallery a Londra.

La Biennale sarà organizzata in quattro modalità espositive diverse. In primo luogo c’è ce fabuleux monde moderne – che ha luogo a Le Plateau, spazio espositivo della Rhone Alpes Region -, che raccoglie artisti noti (da Ed Ruscha a Erik Dietman, da Thomas Ruff a Marina Abramovic & Ulay e discorrendo) capaci di indagare la riflessione sul tempo, la storia, i termini che la connotano, le fasi evolutive,…

La seconda sezione, Rendez-vous, è una piattaforma rivolta alle creazioni dei giovani artisti che nasce dalla collaborazione della Biennale di Lione, del Museo d’Arte Contemporanea di Lione, dell’Istituto d’arte contemporanea Villeurbanne/Rhone-Alpes e dell’École nationale supérieure des beaux-arts di Lione. I lavori scelti, che saranno esposti allo IAC di Lione, sono di 10 artisti francesi o residenti in Francia e di 10 artisti proposti da 10 biennali del mondo, e in particolare delle Biennali di Dakar, Fukuoka, Gwangiu, Istanbul, Kochi, Havana, Los Angeles, Shanghai, Sharjah e Thessalonica.

Terzo snodo sarà Veduta, che -con la collaborazione del Museo d’Arte Contemporanea MAC Lyon – rifletterà sulla storia della Biennale di Lione e del Museo stesso mediante una “genealogia del moderno” dalla prima Biennale, quella del 1991, fino all’ultima, del 2013. Saranno esposti lavori delle Biennali precedenti prodotti in collaborazione col MAC per riflettere su come il “moderno” sia esistito nelle esibizioni passate ed, insieme, residenze d’artisti e luoghi dell’arte dispersi per Lione saranno delle estensioni della Biennale che porteranno a riflettere, quest’anno, sotto lo sguardo attento del curatore Ralph Rugoff, sul concetto di pubblico e privato.

Ultimo progetto è Résonance: oltre alla regione francese Île-de-France (che include Parigi), anche Rhône-Alpes (in cui è situata Lione) ha assunto, ormai da decenni, un ruolo di primo piano nel panorama francese per quanto riguarda la scena artistica. Qui sono presenti musei, gallerie, associazioni culturali capaci di interagire tra loro e creare un contesto artistico solido e conosciuto. 

E’ così che anche quest’anno, come negli anni precedenti, la Biennale di Lione ha coinvolti questi enti per portare avanti un discorso espositivo coerente in linea con i temi della Biennale stessa.

Per ulteriori informazioni su artisti partecipanti, luoghi coinvolti, ecc. -> labiennaledelyon.com

Artisti: Kader Attia, Darren Bader, Sammy Baloji, Yto Barrada, Hicham Berrada, Camille Blatrix, Michel Blazy, Mohamed Bourouissa, Nina Canell, George Condo, Alex Da Corte, Jeremy Deller, Simon Denny, Jessica Diamond, Thomas Eggerer, Cyprien Gaillard, Fabien Giraud & Raphaël Siboni, Guan Xiao, Anthea Hamilton, He Xiangyu, Camille Henrot, Hannah Hurtzig, Cameron Jamie, Johannes Kahrs, Lai Chih-Sheng, Emmanuelle Laine,́ Laura Lamiel, Liu Wei, Andreas Lolis, Magdi Mostafa, Daniel Naude,́ Mike Nelson, Nguyen Trinh, Thi Otobong, Nkanga Katja, Novitskova Ahmet, Öğüt George Osodi, Anna Ostoya,Tony Oursler, Marina Pinsky, Julien Prévieux, Jon Rafman, Miguel Angel Rios, Ed Ruscha, Massinissa Selmani, Marinella Senatore, Avery K. Singer, Lucie Stahl, Tatiana Trouvé, Andra Ursuta, Klaus Weber,T. J. Wilcox, Haegue Yang, Yuan Goang-Ming, Arseny Zhilyaev ,

Anthea Hamilton, Karl Lagerfeld Bean Counter, 2012 Courtesy de l'artiste © DR

Anthea Hamilton, Karl Lagerfeld Bean Counter, 2012 Courtesy de l’artiste © DR

Jeremy Deller, Joy In People, 2012 Courtesy de l'artiste et du Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow© Mark Blower

Jeremy Deller, Joy In People, 2012 Courtesy de l’artiste et du Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow© Mark Blower

Mike Nelson, M6, 2013 Courtesy de l'artiste e 303 Gellery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt's Gallery, London e neugerriemschneider, Berlin © Stuart Whipps

Mike Nelson, M6, 2013 Courtesy de l’artiste e 303 Gellery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London e neugerriemschneider, Berlin © Stuart Whipps