Le parole di Bébé Colère, personaggio protagonista dell’omonimo video di Caroline Poggi e Jonathan Vinel, sottolineano le condizioni di difficoltà psicologica, di disagio, di isolamento, di sofferenza, che spesso contraddistinguono lo sviluppo nelle società occidentali.
Il saggio visuale, dal 20 novembre 2020 visibile sul sito web e sul canale ufficiale YouTube Finite Rants, fa parte dell’omonimo progetto digitale di Fondazione Prada, a cura di Luigi Alberto Cippini e Niccolò Gravina. Finite Rants, recuperando l’idea di Hans Richter di un saggio che crea “immagini per nozioni mentali” e che “ritrae concetti”, ha coinvolto cineasti, artisti, intellettuali e studiosi nella creazione di saggi visuali che affrontassero tematiche sociali, politiche e culturali generalmente trattate in forma documentaria e che, al contempo, riflettessero sulla forma del medium come libera espressione e linguaggio transmediale. 
“Il progetto approfondisce le intuizioni di Richter partendo dal presupposto che, a causa della naturale condizione evolutiva del fatto cinematografico e della sua contaminazione con forme di informazione, materiale visuale e distribuzione capillare dei supporti di Image Capture, oggi sia più che mai necessario ricercare ciò che si può definire come Formatless Dogma, a supporto di una produzione visuale senza restrizioni.” 

Caroline Poggi e Jonathan Vinel, Bébé Colère – Dalla serie FINITE RANTS – Fondazione Prada

Il concept del progetto, così definito dai suoi curatori, ha permesso ad autori diversi – il regista e scrittore tedesco Alexander Kluge, il fotografo giapponese Satoshi Fujiwara, il regista francese Betrand Bonello, il regista e attore americano Brady Corbet, l’economista svizzero Christian Marazzi e il cineasta argentino Eduardo Williams – di elaborare, in un processo di creazione collettiva basato sul montaggio e la post-produzione di elementi eterogenei, saggi visuali in cui lo spettatore potesse avere una funzione attiva. 

Bébé Colère è il nuovo saggio che compone il progetto. Protagonista è una bambina dai capelli dorati e gli occhi azzurri, realizzata con la tecnica d’animazione CGI, che racconta allo spettatore una storia. La sua storia. Una storia fatta di dolore, di musica elettronica e punk, in relazione con momenti di spensieratezza e di istantanea felicità, espressi dai toni dolci e rilassanti della musica d’ambiente. La stessa estetica del personaggio avvicina lo spettatore al mondo fiabesco e perfetto dei cartoni animati, in cui, nonostante le difficoltà, arriva sempre il lieto fine. O così ci vogliono far credere. Quest’aura di perfezione e magia viene infatti spezzata dal cortocircuito verbale innescato dal racconto della bambina protagonista, ricco di sofferenza e collera nei confronti di un mondo che non riesce a comprendere e a comprenderla. Una storia che non parla solo di Bébé Colère ma dei Bébé Colère presenti in tutti noi. 

Caroline Poggi e Jonathan Vinel, Bébé Colère – Dalla serie FINITE RANTS – Fondazione Prada