Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

English text below –

BAR FORIS PORTAS nasce dalla contaminazione di luoghi e linguaggi artistici lontani nel tempo e nello spazio, accomunati però dalla stessa ricerca espressiva di culture remote e stratificate, in potenza verso un dialogo culturale e comunitario che le identifichi.

Basilicata Art Residency è una residenza artistica promossa da Spazio Esteso, nata nel 2016 a Grottole, nella provincia di Matera. Gli artisti della prima edizione, Gianluca Marinelli e Tiziano Rossano Mainieri, invitati dalla curatrice Francesca D’Aria, hanno vissuto in un’abitazione del centro storico per due settimane e usato come studio il Centro Comunale della Creatività “Gerardo Guerrieri”.

BAR è una frattura di riflessione per calibrare una presenza attiva nella realtà. Un flusso che celebra il libero andare verso l’altro, dove tra la polvere e le macerie di un centro in larga parte disabitato, e dove il tempo sembra essersi fermato, nei costumi e nel modo di vivere, l’arte scopre nuove epifanie e torna a parlare il suo linguaggio più puro. La residenza, configurandosi, appunto, come uno sconfinato “bar” nel quale investigare ed entrare in una relazione diretta e conviviale con i cittadini, le loro abitudini e identità, ha avuto il merito di ampliare la possibilità di scambio tra il pubblico e le produzioni artistiche contemporanee, in una zona che oltre ad essere lontana dai centri internazionali dell’elaborazione artistico-culturale, ha ancora vive le cicatrici del devastante terremoto del 1980. Gli artisti, guidati istintivamente dal loro spirito di osservazione, hanno sviluppato delle libere narrazioni su alcune individualità ed emergenze esperite nei giorni di residenza. Essendo Spazio Esteso un progetto per sua natura tranfrontaliero e itinerante, le ricerche condotte dagli artisti nell’ambito di BAR diventano opere da far dialogare con luoghi diversi, con i quali creare corrispondenze e confronti.

Nello specifico, il percorso espositivo pensato per Yellow si realizza attraverso una duplice direzione improntata sulla simbiosi di elementi diversi. La prima vede i lavori inediti dei due artisti incontrare un pubblico diverso rispetto a quello di Grottole: tali lavori si esibiscono in una visione “altra” dal luogo remoto nel quale sono stati pensati, attraverso una rielaborazione che li coniughi con lo spazio espositivo; la seconda parte della mostra raccoglie delle opere realizzate ad hoc dai due artisti, i quali si confrontano con il ciclo di affreschi nella chiesa di Santa Maria Foris Portas, situata nel comune di Castelseprio (Va): un ciclo a tutt’oggi enigmatico e di difficile decifrazione stilistica e temporale. Eccellenti per qualità pittorica e complessità di ideazione, sarebbero stati realizzati da maestranze “straniere”, forse siriaco-palestinesi, di formazione costantinopolitana. L’alta qualità formale si spiega in parte con gli innesti bizantini sulla componente culturale presente nei codici miniati del terzo decennio del IX secolo, come il Salterio di Utrecht, irrequieto capolavoro dell’arte carolingia; ma si riscontrano anche riferimenti al naturalismo tardoantico e all’estetica longobarda.

Tali affreschi sono lì a ricordarci come l’arte sia da sempre l’esito di un incontro, di un dialogo tra culture e scenari spesso lontani tra loro. Un messaggio che risulta sempre più attuale in un’epoca come la nostra, interattiva per gli sviluppi della sua tecnologia eppure kafkianamente votata alla costruzione di nuovi muri, fisici e mentali, con scenari imprevedibili. Pertanto, attraverso il pretesto di un lavoro meta-storicoartistico, che riflette sulla forza dell’arte e in particolare sul linguaggio della pittura, esplorato con i mezzi del video e della fotografia (cui spesso è manicheisticamente contrapposta), si intende indagare proprio questa idiosincrasia, foriera di nuove distanze e ingiustizie.

Testo critico di Francesca D’Aria

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist

BAR FORIS PORTAS was born from the contamination of places and artistic languages far away from each other both in time and space, but sharing the same expressive research of distant and stratified cultures and a community cultural dialogue that can identify them. Basilicata Art Residency is an art residency project promoted by Spazio Esteso and established in 2016 in Grottole, a small town near Matera. The artists of the first edition, Gianluca Marinelli and Tiziano Rossano Mainieri, invited by the curator Francesca D’Aria, lived in a typical house in the historical centre of the town and they used, as studio, the Creativity Centre “Gerardo Guerrieri”.

BAR is a rift to reflect about an active real presence in a concrete field. Today Grottole is a small community where time seems to have stopped and to be static in its traditional customs and way of life; in this place that has ruins and abandoned areas art can find a new shape to talk a pure language. BAR is a community gathering space where people can share experiences and knowing each other. It may be seen as a place of exchanging ideas and views in a spirit of conviviality and cooperation. The artists will live the territory as if it were a borderless BAR, knowing local people, their habits and traditions, and being inspired by them. The project aims to stimulate the exchange and the awareness of local communities about all the artistic productions and projects, it has the objective to tell and describe this area far from big cities through the artistic language ad still suffering because of the 1980 earthquake.

The invited artists, instinctively guided by their spirit of observation, have created free narrations and produced some artworks about people, landscapes and objects they learned to know during their stay. Since Spazio Esteso is a cross-border and nomad project, the researches realised thanks to BAR become artworks that can and have to dialogue with new scenario.

The exhibition itinerary thought for Yellow takes two directions, both made up of different factors. The exhibition is composed by the original works created during the art residency, ready to meet a new public, far away from the place and the community that inspired them, while the second part of the exhibition is linked to some old frescoes in Santa Maria Foris Portas, in Castelseprio, a town near Varese, where the exhibition takes place. Those frescoes are an enigmatic example of artworks for the area; despite a high technical and expressive quality, art historians do not agree about the artists origin and their date of creation. The language used is controversial but the cycle of frescoes show a Byzantine, Syrian and Palestinian influence, it might also be near some Langobardic and Carolingian artifacts and objects appearance.

These artworks remind us how art is a place of contamination, exchange and connection, where foreign cultures meet each other in a fruitful dialogue; this scenery is strongly related to our contemporaneity, connected to what is going on around the world right now, in an age such as ours that is interactive because of the technological developments, yet Kafkaesquely devoted to the constructions of physical and mental walls, with unpredictable sceneries. Therefore, this metahistorical and artistic project, that reveals social art strength and power, wants to investigate this idiosyncratic process, especially through videos and photography, a process that brings new distances and injustices.

Critic text by Francesca D’Aria

Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

Tiziano Rossano Mainieri, Dentro le mura, 2016, Photo, Courtesy the artist

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist

Gianluca Marinelli, Manto, 2017, video frame, Courtesy the artist