Testo di Marta Orsola Sironi —

Il 27 settembre scade il bando di spazioSERRA per la selezione dei sei artisti della stagione 2021.
“venerazioneMUTANTE”, questo il titolo di una call tanto coraggiosa quanto azzardata, che ha lanciato una sfida a chiunque abbia intenzione di concorrere: proporre un progetto che non miri alla realizzazione di una mostra, ma all’instaurazione di un processo di creazione e mutazione in itinere delle opere, il cui risultato finale sia legato al caso e all’incidentalità degli eventi. Laddove il culto dell’oggetto nella contemporaneità è via via cresciuto fino a sfondare i limiti della venerazione, spazioSERRA vuole spostare l’attenzione da esso per rimettere in discussione l’idea di permanenza, conservazione e icona-feticcio.
L’obiettivo è quello di aprire un campo di possibilità inedite e imprevedibili che rimescolino le carte in tavola nelle modalità di generazione e proliferazione del senso.
Una simile scelta si ispira alla natura stessa del luogo, che sorge in un contesto completamente altro da qualsiasi aspetto culturale. Più vicino a un vivaio ottagonale di vetro e acciaio che ad un ambiente ferroviario, SERRA insiste infatti in una zona di passaggio dove la città cede alla periferia e il tempo è scandito dal viavai continuo di chi ha un treno da prendere, un orario da rispettare o una casa a cui non si vede l’ora di tornare.
La temporalità discontinua e l’ipervisibilità dovuta alle otto vetrate, che consentono una fruizione costante dell’interno dall’esterno, sono le due caratteristiche che connotano profondamente l’identità di questo spazio espositivo, qualificandolo come un’intercapedine nella routine dei passanti di Milano-Lancetti.

In Estetica Relazionale, Nicolas Bourriaud definisce l’arte come un “interstizio sociale” che si apre nella realtà di ogni giorno, investendo le relazioni umane e la sfera individuale. È una crepa che squarcia le pareti della quotidianità e permette di scoprire che dall’altra parte c’è un mondo vivo e in perenne evoluzione, che non aspetta nessuno e che non ha cura di chi non riesce a tenere il suo passo. Riprendendo una frase di Gilles Deleuze, lo studioso francese scrive che l’erba non cresce né dall’alto né dal basso ma dal mezzo e che il compito dell’artista è cercare di “prendere il mondo in corsa”, imparando ad abitarlo al meglio, elaborando modelli di universi possibili o costruendo modi d’esistenza o modelli d’azione all’interno del reale. Quale luogo migliore per fare questo, viene da chiedersi, di una serra capitata per caso in una stazione ferroviaria?

“venerazioneMUTANTE” sembra prendere le parole di Bourriaud molto sul serio: prevede infatti la realizzazione di opere site specific che si evolvano nel tempo, abitino il luogo e ne interpretino i caratteri di eterotopia ed iper-esposizione, creandosi e ricreandosi per tutta la durata della mostra e permettendo al pubblico di esperire una mutazione costante anche attraverso la scelta del medium.
Il bando è gratuito per gli under 35 proprio perché spazioSERRA è una realtà no profit votata a favorire opportunità per i giovani. Non si vuole, però, escludere nessuno e, dunque, per tutti gli altri è prevista una quota partecipativa minima di 20 euro.
Fino al 27 settembre 2020 gli artisti potranno inviare un progetto “mutante” che sappia rendere giustizia a un luogo vivo, come lo intende il collettivo che lo dirige. Nell’ultimo anno questi nove ragazzi hanno svolto un lavoro magistrale anche attraverso la comunicazione social, che si è sbizzarrita con filtri Instagram e progetti digitali coraggiosi. Il traguardo che si sono posti è quello di darsi un’identità forte e fortemente caratterizzata, per rendere SERRA uno spazio di possibilità e libertà creativa. Nei prossimi mesi si vedrà chi altri avrà deciso di cogliere la loro sfida.