• KLAUS LUTZ MACH (INSTALLATION VIEW MUSEUM HAUS KONSTRUKTIV, ZÜRICH, 2012), 1989 16MM FILM, COLOR 14 1/2 MIN (18 IPS) COURTESY ROTWAND, ZURICH / THE ESTATE OF KLAUS LUTZ
  • RENATE BERTLMANN TENDER PANTOMIME, 1976 BLACK AND WHITE PHOTOGRAPH LAMINATED ON PAPER 17 X 11 CM COPYRIGHT THE ARTIST. COURTESY RICHARD SALTOUN GALLERY, LONDON
  • THOMAS BANG FV6, 1977 HYDROCAL, WOOD 18 X 81 CM COURTESY STUDIO THOMAS BANG / KANT GALLERY, COPENHAGEN
  • PAT O'NEILL STROMBOLI, 1974 COLLAGE ON PAPER 27,31 X 20,96 CM COURTESY THE ARTIST AND MONITOR, ROME
  • MICHELE ZAZA DISSOLUZIONE E MIMESI (DETAIL), 1975 20 B/W PHOTOGRAPHS 30 X 24 CM EACH COURTESY GALLERIA GIORGIO PERSANO, TORINO PHOTO: ARCHIVIO MICHELE ZAZA
  • MICHEL PARMENTIER 15 FÉVRIER 1984, 1984 PAINT ON UNMOUNTED CANVAS, 7 HORIZONTAL BANDS 38 CM WIDE IN ALTERNATING BLACK AND WHITE LACQUER (4+3) AND, AT THE BOTTOM, ONE PARTIAL WHITE BAND 11 CM WIDE. COURTESY ADAGP, PARIS 2016. THE ESTATE OF MICHEL PARMENTIER. AMP – FONDS MICHEL PARMENTIER, BRUXELLES. COURTESY LOEVENBRUCK, PARIS. PHOTO: PHILIPPE DE GOBERT, BRUXELLES
  • LARS FREDRIKSON UNTITLED, 1965 VYNIL FABRIC, SILVER PAINT AND PLASTIC ON WOOD 40 X 30 CM COURTESY LARS FREDRIKSON ESTATE & GALERIE IN SITU - FABIENNE LECLERC, PARIS
  • Galerie Frank Elbaz - J De Feo_, Untitled, 1996
  • SADAMASA MOTONAGA HORIZONTAL ELLIPSE WHITE LIGHT IS DOWNWARD, 1987 OIL AND ACRYLIC ON CANVAS 45.5 X 53 CM COURTESY DE PRIMI FINE ART, LUGANO

Back to the Future è, dopo anni di ‘rodaggio’, una delle sezione che ci da più soddisfazioni. La ricerca e la competenza dei curatori, la costanza e l’impegno delle gallerie nel mostrare (ed esaltare) pezzi rari e ‘trascurati’, l’effetto sorpresa (destato dalla scoperta di autentici talenti rimasti a volte nel dimenticatoio), fa di Back to the Future tra le aree che danno lustro all’intera fiera. Palesato fin dal suo esordio la volontà di riscoprire artisti che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dell’arte e il cui lavoro ha influenzato le pratiche contemporanee, BttF si conferma anche quest’anno un’ottima vetrina per approfondire un ventennio significativo come quello che va dak 1970 al 1989.
Per questa edizione sono 19 artisti gli artisti scelti da un Comitato Curatoriale composto dalla coordinatrice Eva Fabbris (curatrice indipendente), Gary Carrion-Murayari (Kraus Family, New Museum, New York |New Museum Triennial 2018), Krist Gruijthuijsen (KW Institute for Contemporary Art, Berlin) e Cristiano Raimondi (Nouveau Musée National de Monaco).

“L’edizione 2016 di Back to the Future prende forma a partire da due statement” racconta Eva Fabbris, “uno riguardante il periodo preso in analisi e l’altro relativo alla generazione a cui apparteniamo noi curatori. Le opere risalgono difatti al ventennio 1970-1989, che continua a essere sfuggente e aperto e dunque si offre come campo di ricerca storiografica e curatoriale meno battuto e ancor più stimolante. Noi curatori siamo tutti nati tra il 1978 e il 1980 e questo ha implicato una interessante prospettiva intergenerazionale nel definire i contenuti della sezione. Prospettiva che ha a sua volta un corrispettivo tangibile in una significativa scelta allestitiva della fiera, che ogni anno prevede il posizionamento dell’area espositiva di Back to the Future alle spalle di Present Future, a ribadire la continuità tra le due sezioni di ricerca. Le due differenti generazioni si parlano, a volte si capiscono a volte no, come è normale che sia, ma è indubbio che alcune figure di un passato non troppo distante dal presente di chi comincia oggi a fare arte abbiano un impatto metodologico e teorico ancora fortemente pervasivo.”

JEF GEYS ANGÉLIQUE, 2014 UV-PRINT ON DIBOND 200 X 300 CM COURTESY THE ARTIST AND AIR DE PARIS, PARIS

JEF GEYS ANGÉLIQUE, 2014 UV-PRINT ON DIBOND 200 X 300 CM COURTESY THE ARTIST AND AIR DE PARIS, PARIS

Seguono alcune domande ad un membro del comitato, Cristiamo Raimondi.

ATP: Back to the Future è la sezione speciale di Artissima dedicata alla riscoperta, attraverso mostre personali, di grandi pionieri dell’arte contemporanea. Sei nel comitato di questa sezione e mi interessa capire come hai vissuto questa esperienza di indagine e ricerca.

Cristiano Raimondi: È’ stata una bella esperienza, una sfida condita dall’ambizione di voler presentare al pubblico, specializzato e non solo, artisti fondamentali ma poco conosciuti o riconosciuti tali.
Il tempo, il luogo e  la personalità  dell’artista esercitano delle pressioni ineluttabili sulla diffusione della sua opera. Molti pionieri hanno lavorato in situazioni di totale isolamento, costringendo la loro produzione a un soggiorno forzato nel limbo dei creatori incompresi o dimenticati. La ricerca è stata fondamentale e appassionante, l’ho vissuta come una sfida e come un’occasione unica per approfondire una serie di artisti presenti nella sezione. Ri-contestualizzare  un artista  è  un lavoro di grande responsabilità che non permette “colpi di fulmine”.

ATP: A tuo parere, quanto è importante, in un contesto fieristico, compiere un attento e mirato lavoro di ricerca soprattutto in relazione ad un’ottica commerciale?

CR: Non credo che l’obbiettivo principale  per una sezione come quella di Back to the Future sia l’aspetto commerciale. Il duro lavoro che le gallerie intraprendono è a lungo termine ed è frutto di una passione e dedizione lodabili. In questo momento così complicato per il mercato è fondamentale stimolare e risvegliare la curiosità dei professionisti e appassionati. Gli anni ‘’70 e 80 sono anni in cui il linguaggio artistico condiviso è molto simile a quello di oggi, eclettico e proteiforme. Credo che commercialmente potranno esserci svariate rivincite, ma l’ambizione per noi del Comitato di selezione è quella di stimolare i curatori e le  istituzioni.

ATP: Il Comitato di Back to the Future ha seguito particolari criteri nel selezionare gli artisti e le rispettive gallerie?

CR: L’unico criterio era il progetto . Non abbiamo guardato il curriculum della galleria se non per ovvi motivi storici. Francois Morellet e Catherine Issert per esempio. 

ATP: Ci sono degli stand che, più di altri, rivelano l’importanza del periodo che va dal 1970 al 1989? Mi fai qualche esempio?

CR: Non mi sono potuto concentrare su tutti gli artisti e quindi non sarei onesto nei confronti del Comitato dando nomi o preferenze.

FRANÇOIS MORELLET TRIANGLE ÉQUILATÉRAL, NÉONS BLEUS INTERFÉRENTS, 1973 THREE BLUE ARGON PIPES ON WOOD 78 X 90 CM COURTESY FRANÇOIS MORELLET AND GALERIE CATHERINE ISSERT, SAINT PAUL DE VENCE

FRANÇOIS MORELLET TRIANGLE ÉQUILATÉRAL, NÉONS BLEUS INTERFÉRENTS, 1973 THREE BLUE ARGON PIPES ON WOOD 78 X 90 CM COURTESY FRANÇOIS MORELLET AND GALERIE CATHERINE ISSERT, SAINT PAUL DE VENCE

PAOLO GIOLI FOTOFINISH, 1987 GELATIN SILVER PRINT CM 24 X 30 COURTESY GALLERIA DEL CEMBALO, ROMA

PAOLO GIOLI FOTOFINISH, 1987 GELATIN SILVER PRINT CM 24 X 30 COURTESY GALLERIA DEL CEMBALO, ROMA