Crosslucid | Sylwana Zybura + Tomas C. Toth
Crosslucid | Sylwana Zybura + Tomas C. Toth

Crosslucid | Sylwana Zybura + Tomas C. Toth
LANDSCAPES BETWEEN ETERNITIES,
2018 22,5x32cm
Text by Simona Squadrito

LANDSCAPES BETWEEN ETERNITIES is the documentation of a two-year long process of explo- ration and exuberant experimentation, presenting an interdisciplinary analysis of philosophical and artistic concerns responding to prototyping futures, avatars and the force of self-design.
Consisting of 69 portraits and 28 still lifes, the book wishes to captivate cultural impurities and per- turbing syncretism through the juxtaposition of bodies and objects, declaring the idea of a certain decency which generally governs the arrangement of symbols, objects and images null and void.
At a time when the edge of mainstream feels dulled by the forced pursuit of becoming socially standardised, consumer-friendly and marketable, this work aims to delegitimize, and later dislocate the normative structures by injecting the disruptive power of non-confrmity back into the discus- sion of difference.
The depicted subjects were chosen in accordance with their strong and resilient personalities and personas. Through unpremeditated and intuitive creation – realized without the use of computer generated imagery – the attempt is to deconstruct and reassess the perceived “self” in an investi- gation of the body as a landscape and space for political imagination.
Circulating in a transitional reality, elements previously captured in conservation phases are set free and unexpected new combinations start to emerge. The created potentiality, the ‘back loop’, offers an invitation to re-imagine new forms for our being in the world.
Strange objects that seem to belong to another realm adorn the bodies; yet they are nothing but everyday objects, debris picked up from the streets, found in chaotic flea markets. They are mainly trivial objects devoid of any apparent intrinsic beauty. Refusing to fulfil their formal purpose or ac- complish their function, they symbolize a radical challenge against common directives through; the enhancement of fragmentation, the bizarre match, or the deliberately made out of place.
Images of sculptural assemblages that materialize throughout the book, further exercise instinc- tive automatic reassembly of the objects. Reminiscing virtual landscapes, these still lifes suggest a near-future that is more fluid and mesmerising than our fixed and conventional present.
Intersex beings – non-binary and transitional figures – emerge armed for survival and adaptation to the neoliberal strategies of exploitation, now fully ingrained, within information and communiaction technologies. Their ‘synthetic selves’ circulating in ceasely commodifying social networks trans- gress gender, race, canons of beauty and the sublime.
In their anarchic and subversive way of portraying human beings, these images might turn into use- ful tools – in terms of an epistemological horizon – for cultural studies of our times. Most importantly however, they wish to exist as a space for reflection, empowerment and transformative action.
The book appears foremost as a visual and thematic foundation and catalyst for successive artistic explorations developing under the umbrella of landscapes.
Besides continued creative and theoretical engagement with the portrayed characters and their various practices, we wish to facilitate new cross-disciplinary collaborations stimulating a wider discourse.

Mattia Ferretti |QUANTO DURA UN SOGNO?
Mattia Ferretti |QUANTO DURA UN SOGNO?

Mattia Ferretti | QUANTO DURA UN SOGNO?
2018
Legatoria sperimentale, taglio laser
29,3×19,5×2,7 cm

PITTURA SMARTIES

La pittura non risiede più nel medium, bensì si è espansa e, attraverso le nuove forme di spazialità dell’arte, credo si possa ormai rintracciare solamente come espressione di una forma-mentis. Come un ragionamento.
Il fare pittorico, in epoca post-mediale, in cui tutto è potenzialmente un medium, può contraddistinguersi unicamente come un approccio, un modo di interfacciarsi a qualsiasi oggetto/spazio/superficie.
Il supporto tradizionale della pittura, la tela, come quello specifico delle altre discipline artistiche, si sostituisce -all’occorrenza- a qualsiasi altro supporto possa essere ascrivibile di significati.
In linguistica continentale europea potremmo chiamarla una questione di registro e, nello specifico delle variazioni del linguaggio, potremmo individuarla come una variazione diafasica, dove il modo è dato dal mezzo o canale fisico attraverso cui passa la comunicazione. Il tutto avviene quindi in considerazione delle propedeuticità fisiche e semiotiche che l’oggetto dell’analisi e il suo contesto comportano.
Le mie opere, così come QUANTO DURA UN SOGNO?, si restituiscono tutte come la ri-rappresentazione di un’immagine e, tramite un approccio retorico al medium artistico, si strutturano come una continua negoziazione tra forma e contenuto; come un’analisi speculativa sul potenziale del linguaggio e della pittura.

Luisa Badino | Cromia privata della polvere
Luisa Badino | Cromia privata della polvere

Luisa Badino | Cromia privata della polvere
2019
26×36,5 cm
lattice, acrilico e polvere di marmo

Cromia privata della polvere, il primo della serie, nasce dalla volontà di analisi e sperimentazione del lattice inteso come materiale di utilizzo quotidiano e come portatore di contraddizione nella sua stessa composizione e funzionalità.
Scaglie di gommalacca, carte dipinte imprigionate, venature del tavolo da lavoro, pareti in legno micro forate impresse, compongono le circa venti pagine del libro.
Ogni impronta proviene dallo spazio “privato” del laboratorio e narra quello che è avvenuto in superficie, lasciando leggere una rigidità che si rivela elastica solo al tatto.
La discordanza tra riconoscimento visivo e narrazione tattile, introduce alla scoperta, rivelando superfici di segreti assorbiti ai presunti lettori per riportarli in quello stesso luogo e momento di lavoro.
Il libro diventa così intermediario fra interno del laboratorio e realtà esterna dello spettatore in un gioco di illusione percettiva

Elia Gobbi | Andata e Ritorno
Elia Gobbi | Andata e Ritorno

Elia Gobbi | Andata e Ritorno
2014
40×27 cm

Andata e ritorno è una raccolta di trenta disegni, studi delle forme vegetali. Ho iniziato questi disegni cercando una distanza dal soggetto che più amavo, un cespuglio di foglie, una Yucca che ogni giorno incontravo sulla strada di casa.  
Dopo un lungo lavoro pittorico dedito alla descrizione precisa del fitto intreccio delle lunghe foglie, simili a spade, ora tese ora curve, sentivo il bisogno di liberarmi da quella presenza.
Dall’attenta osservazione verso l’esterno, volevo ora volgere lo sguardo verso l’interno, perciò ho iniziato a disegnare nutrendomi alla fonte del ricordo e lasciando più spazio all’invenzione e alla spontaneità del gesto. Nel susseguirsi cronologico delle pagine disegnate la trasformazione, la rielaborazione e la definizione delle forme vegetali e della composizione trova varie declinazioni, come tappe del viaggio. 
Un movimento verso una maggiore libertà e un movimento che invece costringe il gesto e l’invenzione dentro strutture più rigide, sono le forze che si incontrano e si scontrano in questo libro d’artista.