ITALY&ITALY, Pasquale Bove, Viados Retate3-1.jpg

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Domenica 16 ottobre nell’area talk di ArtVerona Valentina Lacinio (curatrice della sezione dedicata alla fotografia della fiera, MASH Up! Xmq of pit, ready for the mosh!) ha coinvolto due realtà italiane, una dedicata alla ricerca sul tema della sound art e l’altra alla fotografia. Il primo spazio presentato è quello di T(Raum), un progetto espositivo no-profit situato a Milano in Via Stefano Cnazio 8. A parlarcene sono stati Roberta Busechian (artista e fondatrice dello spazio) e Andrea Cera (compositore elettroacustico, sound designer).

Come spiega Roberta, “(T)Raum parte da un mio progetto personale per riqualificare la sound art, termine diffusissimo nell’arte contemporanea e nel campo musicale: oggi c’è una gran mistura di ambienti diversi e diversificati che si uniscono sotto sound art. (T)Raum vuole cancellare le idee confusionarie su quello che è il lavoro sonoro e la spazializzazione sonora, che hanno influenza su diversi campi con anche diverse derivazioni”.

L’obiettivo è insomma quello di investigare i presupporti storici della sound art e il significato del lavoro sonoro, nella convinzione che “posizionare” il suono nella società è un intervento molto importante, che va contestualizzato e riflettuto. Il suono viene inteso qui come unq stimolazione sensoriale che agisce immediatamente nel nostro subconscio e per questo assume importanza l’investigazione dell’installazione sonora, in tutti i suoi ambiti diversificati, a partire da quello pubblico: la sound art è arte che vive solo dello spettatore.

Il lavoro con il suono vive dello spazio sociale, politico, geografico in cui si pone: con installazioni e talk (T)Raum vuole indagare questo tema. La sound art porta avanti anche studi sull’antropologia sonora, sul significato nel suono nelle diverse arti, come la scienza: non per niente il Cern sviluppa progetti di residenza per artisti di sound art. Il lavoro con il suono è un lavoro scientifico, che non utilizza solo la tecnica, ma la indaga e la spinge al suo limite, cercando poi di fondere questo limite anche in altre arti”.

Andrea Cera aggiunge che “Stiamo testimoniando una nuova sound art, che copia l’aspetto esteriore e quasi visivo dei lavori storici del passato, bypassando la ricerca storica iniziale. Ma essa si fonda su tre pilastri necessari e imprescinfibili: la sperimentazione (oggi tantissime opere di sound art belle da vedere, piacevoli ma che non creano alcun turbamento), la relazione con lo spettatore, che fa quasi da attivatore dell’opera stessa, la site specificity”.

Viene ricordato che domenica 23 ottobre allo spazio (T)Raum ci sarà l’instalazione audiovisiva Frag_mented underwater di Valeria Di Sabato, dalle 18.00. Il progetto dell’artista siciliana vuole “indagare la convergenza tra stato balneare e ambiente marino attraverso registrazioni con idrofoni (microfoni da immersione) e loro  manipolazioni sia melodiche che naturali attraverso la sintesi granulare. Il progetto  riprende il mito di Jacques Benveniste che studiando i fenomeni molecolari dell’acqua, approfondì l’effetto mnemonico delle sue molecole, che conservano la memoria degli anticorpi con i quali sono stati a contatto. Una qualità mnemonica dunque, che in questo caso viene reinterpretata come segnale digitale. Valeria Di Sabato dunque cita Benveniste per parlare dell’acqua come contenitore del tutto, come flusso organico di memoria”.

Il secondo spazio presentatoci è Cesura, fondato nel 2008 a Piacenza e composto da un gruppo di fotografi che creano e producono progetti unici. La caratteristica di Cesura è il lavoro condiviso e corale, fianco a fianco, affiancato sempre da uno spirito critico e costruttivo, attraverso anche una serie di incontri, laboratori e pubblicazioni. A parlarcene è stato Luca Santese, che ha presentato anche il progetto ITALY&ITALY, nato proprio dall’incontro di Santese e Pasquale Bove, un fotografo di cronaca con un archivio di circa 250mila fotografie, di cui Luca ne ha selezionate 306, seguendo precisi criteri di editing, con l’intento di creare e articolare in modo organico l’inconografia degli anni ’90 a partire da un loro frammento: la vita quotidiana e mondana riminese, partendo dal paradosso che “la nostra coscienza li percepisce come prossimi, ma questo vissuto si rovescia nel momento in cui si entra effettivamente in contatto con immagini o materiale video dell’epoca”. Come poi conclude il comunicato stampa: “A Rimini si sono sentiti a casa tanto politici di primo piano abitutati alle discoteche quanto migliaia di proletari provenienti da ogni città e provincia italiana. Il lavoro Italy & Italy mostra incisivamente queste convivenze. Bove ha ritratto centinaia di situazioni e ambienti radicalmente diversi tra loro, dalle notti brave dei VIP alla Baia Imperiale alle bancarelle dei venditori di salamelle alle feste dell’Unità, senza distizioni politiche né di estrazione sociale. Questo progetto porta così con sé diversi sentimenti, stati d’animo, ricordi, gioie e amarezze”.

Ma il talk ha voluto anche sondare diverse tematiche legate alla fotografia, condotte da Valentina Lacinio, in un discorso mirato più a fare domande che ad ottenere risposte. Si è parlato di evoluzione tecnologia in campo artistico, dei limiti e delle potenzialità della stessa, degli scopi dei diversi fotografi (reporter, telegiornalista, artista), dei vari dispositivi (reflex, iphone,…), degli obiettivi del mezzo fotografico. Se il fine è la ricerca artistico allora bisogna procedere per considerazioni diverse, capendo come è sviluppato il processo d’indagine, e su cosa verte questa stessa.

ITALY&ITALY, Pasquale Bove, Discoteche '94

ITALY&ITALY, Pasquale Bove, Discoteche ’94

ITALY&ITALY, Pasquale Bove, Gavettoni

ITALY&ITALY, Pasquale Bove, Gavettoni

Frag_mented underwater, Valeria Di Sabato, (T)Raum

Frag_mented underwater, Valeria Di Sabato, (T)Raum