Gallerie Mercatali – Verona

Con ArtVerona, la città scaligera si ri-anima e cerca di combattere il suo tendenziale tradizionalismo culturale a suon di installazioni, mostre e live nei quartieri più interessanti e nelle zone urbane meno battute. Per quest’anno ART&THECITY si fa bella aprendo al pubblico l’ex area industriale delle Gallerie Mercatali e lo storico Appartamento 900, dimora della famiglia Giusti fino al ‘44 e recentemente riaperto al pubblico, presso Giardino Giusti in zona Veronetta.

L’11 e il 12 ottobre le Mercatali diventano lo spazio del party di ArtVerona con una line-up importante e internazionale curata da Path Festival, da anni collaboratore della fiera: Actress, Laurel Halo, Elena Colombi e Futuro Tropicale sono i protagonisti musicali della serata d’inaugurazione.

Vediamo alcune informazioni biografiche per orientarci: Actress è Darren Jordan Cunningham, un artista che si è esibito al Sónar Festival, al Berghain e ha installato alla Tate Gallery e considerato «uno dei musicisti più imprevedibili e inclassificabili della scena elettronica attuale fondendo techno, d’n’b, IDM e bass music». Laurel Halo (artista originaria di Detroit ma che vive a Berlino): la sua musica «parla a nuove ecologie da club, esplorate attraverso ritmi astratti, atmosfere caotiche e lunatici elementi jazz»; Elena Colombi (italiana ma di stanza a Londra) che presenta un set mescolando «ritmi industriali, pulsazioni techno, atmosfere ambient, weird disco, proto-house e world music» e infine, Futuro Tropicale, un dj che definisce i suoi set “acid balearic” ma che sono ricchi di altre influenze, dagli stimoli dub, al tropicale, al krautrock per passare poi alla new wave, all’house e all’italo disco. 

Actress
Laurel Halo

L’opening vede presenti anche due musicisti nostrani: Daniele Fabris e Giacomo Ceschi. Fabris (classe 1993) è un sound artist vicentino che si occupa di coding, produzioni in studio, live e sound design, attualmente parte di STEIM, un gruppo di ricerca sulla musica elettronica di Amsterdam e ingegnere del suono/music producer a Bassano del Grappa per Bunkr Lab; Ceschi (classe 1989) è un compositore e sperimentatore elettronico veronese con progetti sonori analogici – Ra kunesh – e progetti solisti – M.uto – a cavallo tra ambient, drone, industrial e techno music; dopo gli studi al conservatorio di Vicenza si avvicina alla pratica dell’installazione sonora e alla composizione per performance. Merito dei due la sonorizzazione del lavoro di Norma Jeane Loony Park, che abiterà l’ambiente delle Gallerie Mercatali dall’11 ottobre.

La festa continua sabato 12 con la performance Automa della danzatrice e coreografa Camilla Monga (classe 1987) che dopo gli studi all’Accademia di Brera e la Civica Paolo Grassi di Milano, si diploma a P.A.R.T.S. Academy di Bruxelles; dal 2017 insegna e conduce workshop per danzatori professionisti presso l’Accademia del Gesto diretta dalla compagnia CANGO/Virgilio Sieni e nel 2019 realizza Golden Variations – commissione di Bolzano Danza con Novara Jazz – e Notte, pièce tratta dall’omonimo testo di Harold Pinter, selezionata da Premio Scenario e presentata a B.motion Teatro/Operaestate 2019.
Le musiche di Automa sono composte da Giacomo Ceschi e Francesca Furlani (una musicista e sound designer che inizia la sua formazione in ambito classico, studiando viola a Milano ma frequentando poi il biennio di Musica Elettronica; collaboratrice di artisti come Einstuerzende Neubauten e Blonde Redhead, dal 2018 con il nome effe effe produce i suoi live elettroacustici in solo, dal 2013 lavora come sound designer e compositrice per il teatro ed è tra i fondatori della compagnia teatrale DOMESTICALCHIMIA). La serata si chiude con dj set di Shinoby, Daniele Raimondi, Logos e Osvil D.

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Futuro Tropicale
Elena Colombi

Il secondo e inconsueto spazio aperto al pubblico in città durante la fiera è l’Appartamento 900 per il progetto espositivo a cura di Jessica Bianchera e Marta Ferretti TO BE PLAYED. Video, immagine in movimento e videoinstallazione nella generazione ottanta, organizzato da Urbs Picta e Giardino Giusti in collaborazione con Careof.

La mostra, aperta dall’11 ottobre al 22 novembre, si snoda all’interno degli ambienti di Giardino Giusti e del palazzo attiguo proponendo lavori selezionati che si intrecciano alla storia del luogo e alle sue diverse anime. Facciamo alcuni esempi: l’opera di Giulio Squillacciotti è pensata per la Sala da Pranzo e girata in un appartamento che conserva ancora intatta la presenza dei suoi abitanti; il lavoro di Luca Trevisani e quello di Nina Fiocco «intercettano gli aspetti botanici legati al Giardino e al nuovo allestimento» dello spazio; i lavori di Anna Franceschini puntano l’attenzione sui decori e gli arredi mobili, giocando interamente sul rilievo scultoreo, in un dialogo con l’allestimento delle pietre della collezione Giusti e con le statue del Giardino. Infine, l’Archivio Video di Careof (nato nel 1987 e diventato, con circa 8500 opere, uno dei più esaustivi osservatori sulle produzioni artistiche italiane legate all’immagine in movimento) è pensato per la piccola stanza centrale mentre il lavoro di Helen Dowling è inserito nel contesto della camera da letto dell’Appartamento, presentando una riflessione sul concetto di femminile.

To be played propone le ricerche di una selezione di artisti nati negli anni ‘80 (ad eccezione di Franceschini e Trevisani che sono del ‘79 e rappresentano così un ideale anello di congiunzione tra due generazioni) che operano con differenti approcci sulle possibilità espressive, narrative e di display del linguaggio video, utilizzando sintassi differenti al confine tra fiction e non-fiction. Interessante sarà poi seguire l’aspetto educational del progetto che si svilupperà da qui a novembre e sarà indirizzato a diversi pubblici. Ci sarà un programma di talk con gli artisti, i curatori ed esperti del settore su diversi temi: dal video tra produzione e ricerca alle modalità di acquisizione e conservazione di opere video. Saranno poi previste visite guidate (coinvolgendo gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona e dell’Università come mediatori culturali) ma non solo: ci saranno infatti anche visite in lingua in collaborazione con associazioni del territorio che si occupano di accoglienza e integrazione; infine, si terrà un corso di storia della videoarte e un workshop sul linguaggio video con uno degli artisti esposti.

Artisti in mostra: Helen Dowling, Nina Fiocco, Anna Franceschini, Adelita Husni-Bey, Invernomuto, Michal Martychowiec, Elena Mazzi, Jacopo Mazzonelli, Giulio Squillacciotti, Luca Trevisani

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Per il programma completo di ART&THECITY

Helen Dowling – Something for the ivory
Michal Martychowiec – Empire
Luca Trevisani – Physical examination