• Timur Siqin, Ever Oceans - progetto per ArtLine Milano
  • Timur Siqin, Ever Oceans_progetto per ArtLine Milano
  • Shilpa Gupta, I live under your sky too Animated Light Installation, 2013 384 x 192 in | 975 x 487 cm Carter Road, Bandra and HSP, Lower Parel
  • Riccardo Benassi, Daily Desiderio, immagine progettuale per ArtLine, Elaborazione 3D Matteo Gerevini, Motion Graphics Marica Martella, Dario Frettoli, Yaser Ahmady - courtesy l’artista 2015
  • Rayyane Tabet, Pile of wood found during a site visit to CityLife in September 2015 that became the main material used for the proposal for ARTLine. Photo courtesy of Rayyane Tabet
  • Ornaghi & Prestinari (render) Filemone e Bauci, progetto di scultura in marmo, 2015
  • Marlie Mul - Puddle (Refuse) - 2014, Courtesy the artist and Croy Nielsen, Berlin
  • Maria Anwander, If we have no bread we will eat your cake; project draft for ArtLine
  • Marie Lund, Torso, 2015, Installation view - The Camera’s Blind Spot II at Extra City Kunsthal, 2015 Photo by We Document Art Courtesy Laura Bartlett Gallery, London and Croy Nielsen, Berlin
  • Haroon Mirza and Mattia Bosco, Standing Stones (Solar Symphony 8), 2015, Image Taken at Studio Nicoli, Carrara. Courtesy the artists. Photographer Luca Peruzzi
  • Elisa Strinna, Studio per Ancora ci sono melodie da Cantare al di là degli Uomini, 2015; Acquerello e china su carta cotone, 45 x 32 cm
  • CityLife
  • ArtLine, Timur SiQin, Milano 2015
  • ArtLine, Rayyane Tabet, Milano
  • ArtLine, Ornaghi Prestinari, Milano 2015
  • ArtLine, Marlie Mul, Milano 2015
  • ArtLine, Marie Lund, Milano 2015
  • ArtLine, Maria Loboda e Alice Ronchi, Milano 2015
  • ArtLine, Maria Anwander e Shilpa Gupta, Milano 2015
  • ArtLine, Margherita Moscardini, Milano 2015
  • ArtLine, Haroon Mirza - Milano 2015
  • ArtLine, Giorgio Andreotta Calò, Milano 2015
  • ArtLine, Elisa Strinna, Milano 2015
  • ArtLine, Amalia Pica e Nicola Martini, Milano 2015
  • ARMANDO LULAJ, ArtLine Project, PLAY (the 21st century), 2015
  • Adelita Husni­Bey, Styleframe, render del progetto, Mila Manfrine e Juri Agostinelli, 2015

Ieri è stata inaugurata a Palazzo Reale la mostra ARTLINE MILANO 30 Progetti per il Parco d’Arte Contemporanea, che raccoglie, come suggerisce il titolo, 30 progetti – tra disegni, bozzetti, maquette, rendering, fotografie e video – di opere di arte pubblica di 15 artisti italiani e 15 artisti stranieri under 40.

Il tutto si inserisce nel programma di riqualificazione del quartiere dell’ex fiera di Milano, destinato a trasformarsi in un’area “business & shopping”, dal nome CityLife. Il distretto urbano che ne uscirà è frutto della collaborazione degli studi di architettura Zaha Hadid Architects, Studio Mauro Galantino e One Works e vedrà la costruzione di tre nuovi grattacieli – Torre Allianz, Torre Generali e Torre Libeskind -, di due piazze – Piazza Tre Torri e Piazza Alberto Burri -, di un cinema multisala, ecc. In tutto questo – la cui ultimazione è prevista per il 2017 -, sarà dedicato spazio anche alla realizzazione del Parco d’Arte Contemporanea, un vero e proprio parco pubblico, aperto 24 h su 24 e 7 giorni su 7, in cui il comune di Milano ha deciso di dar voce all’arte contemporanea. Facendo ciò, ha creato il progetto ArtLine Milano, un percorso volto alla ricerca e alla selezione di 8 opere da posizionare, permanentemente, in questo spazio.

ArtLine Milano — BREVE GUIDA ALLA MOSTRA

Sara Dolfi Agostini e Roberto Pinto (Docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna) sono stati scelti, dall’assessorato alla cultura di Milano, per curare il progetto ArtLine e per selezionare i 30 artisti – elenco completo in calce al testo – che espongono ora a Palazzo Reale. Tra questi, una giuria composta da 7 membri – Charles Esche (Director of the Van Abbemuseum, Eindhoven, Netherlands; co-founder and co- editor of Afterall Journal and Afterall Books), Mary Jane Jacob (professor at the School of the Art Institute of Chicago; Executive Director of Exhibitions and Exhibition Studies; Chief Curator at the Museum of Contemporary Art, Los Angeles and at the Museum of Contemporary Art, Chicago), James Lingwood (Co-Director of Artangel), Gianfranco Maraniello (Director of Mart, Rovereto), Iolanda Ratti (Conservatrice presso il Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano), Lea Vergine (Critica d’arte e Curatrice italiana), Angela Vettese (Docente allo IUAV di Venezia; Critica e Storia d’Arte) – selezionerà gli 8 lavori che saranno prodotti appositamente per il Parco d’Arte Contemporanea.

Durante la conferenza stampa di ieri mattina, è emerso un certo senso di responsabilità e anche una sorta di timore in quest’operazione. Tutti i relatori presenti erano ben consapevoli della difficoltà di un’operazione di scelta e scrematura che, per forza di cose, andrà ad influire, direi massicciamente, nel contesto vivo e vero della vita di tutti i giorni della città di Milano, su un piano estetico, culturale, fisico ed emozionale. Questo è un compito delicatissimo e, proprio a tal ragione, di estrema complessità. Si richiede ad una rosa strettissima di addetti ai lavori di provvedere alla costruzione di una nuova piattaforma rivolta all’arte contemporanea, capace, però, di accogliere il pubblico, che, sicuramente e fisiologicamente, venendo a contatto fisico con essa, esprimerà dei giudizi – competenti o meno, sensati o viceversa. Nel contempo, però, non si deve dimenticare il lievito critico ed innovatore nella ricerca dei progetti.

Spesso, si sa, la scelta di un cambiamento, talora radicale, di una fetta dell’urbanistica cittadina è affidata ad un gruppo ristretto di persone che, anche per paura della cancellazione del proprio lavoro (talvolta durato anni), rendono poco o per niente partecipe il pubblico. Di frequente i progetti urbanistici, prima di essere approvati, sono visionabili presso il comune cittadino, ma altresì molto raramente questa possibilità viene palesata.

I curatori di ArtLine, con consentaneità di giudizio, invece, hanno pensato di rendere pubblicamente consultabili i progetti che prenderanno corpo nella città, corredandoli delle motivazioni e delle spiegazioni scritte dagli artisti stessi, in una mostra in centro Milano e ad ingresso libero. Si tratta quasi, come suggerisce Sara Dolfi Agostini, di un “accompagnamento” per mano, preparatorio ed educativo, verso la nuova facciata (anche internazionale) che Milano sta acquistando. Ovvio, non si sa quanto il giudizio del pubblico possa, alla fine, influire sulla scelta che verrà operata dalla giuria, che, in occasione del vernissage della mostra (10 gennaio 2016), ci comunicherà gli 8 nomi degli artisti vincitori.

Mircea Cantor Give more sky to the flags 2015 a project for Milano (3D simulation)

Mircea Cantor Give more sky to the flags 2015 a project for Milano (3D simulation)

Di seguito gli interventi dei relatori alla conferenza stampa.

Angela Vettese

Il lavoro di selezione non è ancora terminato. Abbiamo lavorato con grande lena, con accordo e grandi discussioni; tutti noi veniamo da un percorso ventennale in cui abbiamo visto arte pubblica nascere e crescere in giro per il mondo. Sono molto felice che si intenda puntare molto sul mantenimento del progetto e non solo sul fuoco d’artificio iniziale. Noi abbiamo cercato di capire quali opere potevano rispondere davvero alle esigenze del pubblico e quali alle esigenze di approfondimento culturale, che stimolassero domande di carattere talvolta generale sul senso della vita e talvolta esplicito su quel territorio. Il nostro criterio è stato prendere spunto dagli “errori” e dai fallimenti che l’arte pubblica ha avuto in questi ultimi anni e dalle, invece, necessità emerse come stabili: in primo luogo la permanenza dell’opera e l’assoluta sensatezza della stessa. Alla fine l’opera non è qualcosa che si contempla, ma entra nell’ottica dell’utilizzo, e uso questo termine a proposito. Da sempre i monumenti sono punti di riferimento della città, da sempre l’arte pubblica ha un utilizzo in quanto momento di incontro. Il tutto richiede un dialogo con gli artisti, capendo che cosa, in termini pratici, significa la realizzazione. Non si danno i fondi solo sulla base di un progetto scritto, ma si chiamano i ricercatori migliori e si chiede loro come poterlo fare, eccetera. Abbiamo fatto un primo step necessario: tutta CityLife è un processo, anche la nostra giuria è un pezzo di questo processo e speriamo di aver fatto un buon lavoro, ce l’abbiamo messa tutta. Siamo anche tutti felici di vedere come questa città, la mia città, che ha avuto momenti di crisi e di difficoltà, si stia raddrizzando la schiena.

Roberto Pinto

Questa mostra è il frutto di una ricerca di due anni. Angela già ci aveva mostrato la difficoltà dell’arte pubblica, che le persone trovano per strada e non devono quindi decidere e fare lo sforzo di andare all’interno di un museo per vederla. L’arte pubblica deve avere un senso per il luogo, per la città, per il rapporto di quel luogo con le persone che lo vivono. Occorre da una parte cercare di ritrovare il senso di questa esperienza problematica, che può creare anche una distanza, e dall’altra trovare il punto di dialogo con le persone stesse, non abbassando il livello dei lavori, ma andando nella direzione di dialogo vero e proprio. Tutto si svolge su due binari: una parte a concorso, con le opere esposte in questa mostra, ed una che prevede la selezione di otto opere da realizzare concretamente. Abbiamo dovuto indirizzarci ad artisti che nella loro esperienza avessero lavorato in maniera più interessante ed ad ampio spettro. In più, abbiamo voluto valorizzare anche la parte dell’innovazione dei trentenni di oggi. Abbiamo scelto una giuria di persone che si occupasse di queste cose da anni, in modo che ci potesse aiutare nella scelta dei 15 artisti italiani e dei 15 stranieri, che conoscessero il posto e, nel caso non lo conoscessero, li abbiamo accompagnati in sito.

Sara Dolfi Agostini

Purtroppo in Italia vediamo tanti progetti bellissimi che poi non hanno la possibilità concreta di realizzarsi. Ma questo non è il nostro caso. La mostra a Palazzo Reale è per noi fondamentale perché è il primo tassello di accompagnamento della città al progetto di ArtLine. Dopo la fine della mostra ci sarà anche un doppio progetto: workshop, conferenze e laboratori con tutti gli artisti coinvolti e, poi, la presenza di ArtLine attraverso social media e social network

Agli artisti è stato garantito un rimborso spese che hanno utilizzato sia per la realizzazione del progetto, sia per fare il sopralluogo; poi li abbiamo lasciati completamente liberi. Questa mostra non è fatta tanto per noi addetti ai lavori, ma per la città: volevamo che i cittadini potessero capire cosa gli artisti hanno fatto per Milano, con tutti il carico processuale, concettuale e materico richiesto. Nella prima sala vedrete una piccola descrizione del paesaggio: un monitor riproduce le foto degli artisti durante il sopralluogo; altri tre monitor mostrano il passato, il presente e il futuro del quartiere CityLife. C’è quindi il passato (dagli anni 20 al 2005) esibito attraverso immagini donateci dall’archivio della Fondazione Fiere Milano; il presente mostrato con un filmato con le diverse prospettive di oggi del cantiere; il futuro con un rendering in cui si mostra come l’area sarà completamente trasformata. Di seguito ci sono tutti i progetti degli artisti, alcune volte molto più attinenti al concept della proposta, quindi dal carattere molto progettuale, e a volte molto più liberi, con realizzazioni che sono metafore delle loro idee.

Filippo del Corno, Assessore alla Cultura di Milano
Ci sono tre passaggi importanti nella costruzione dell’identità del progetto. In primo luogo l’autorevolezza del percorso curatoriale: abbiamo chiamato Roberto Pinto perché ci sembrava la persona migliore per guidare il percorso di evoluzione del Parco e accanto a lui si è aggiunta Sara Dolfi Agostini, anche lei da molto tempo impegnata nello studio del riflesso pubblico dell’arte. Il parco quindi nasce con un disegno molto preciso, non vuole essere un luogo che accoglie banalmente gli artisti, ma un riflessione sul significato, sull’immagine, sull’effetto può avere un Parco d’Arte Contemporanea. In secondo luogo, c’è un concorso vero e proprio, che vede 30 progetti tra cui ne verranno selezionati 8. Il terzo punto è che da adesso parte un percorso di grande visibilità e pubblicità, che permetterà di immettere nel dibattito pubblico la piena conoscenza dello sviluppo del progetto.
Tengo a ricordare che questo progetto sta all’interno di una nuova approccio della nostra amministrazione che esprime verso l’arte pubblica e verso l’apporto che gli artisti possono dare allo spazio urbano molto interesse. Non per niente quest’anno abbiamo ripreso qualcosa che appartiene alla tradizione della città di Milano, ovvero il Teatro Continuo di Alberto Burri, capace di creare un nuovo rapporto tra spazio urbano, arte pubblica e relazione coi cittadini.

Alessandro Balducci, Assessore all’Urbanistica e all’Agricoltura di Milano
Il Parco sarà un altro elemento di grande attenzione della città, che esce dalla cerchia dei Navigli, dove solitamente si sono inserite le qualità e i pregi di Milano. Questa è sempre stata una città vissuta nelle case, nei cortili e negli interni e ora si stanno riscoprendo gli spazi pubblici e il Parco ci farà pensare anche a come sviluppare ulteriormente questa energia creativa: credo che con questo interventi riusciremo ad aggiungere qualità a Milano.

Giorgio Lazzaro, Direttore Marketing CiryLife
Si tratta di un esempio perfetto di come pubblico e privato abbiano gli stessi obiettivi. La curatela ci garantisce una qualità insieme alla giuria, e questo è il massimo che potevamo pensare. Ricostruire parchi è notevole e ricostruire al loro interno una parte di arte è ancora più notevole. Porremo grande interesse anche alla manutenzione del progetto, nel senso di portarlo avanti negli anni con eventi, sottolineature ed investimenti, continuando a renderlo vivo, altrimenti il tutto avrebbe poco senso.

Elenco degli artisti: Alis/Filliol, Giorgio Andreotta Calò, Francesco Arena, Riccardo Benassi, Rossella Biscotti, Linda Fregni Nagler, Adelita Husni-Bey, Nicola Martini, Margherita Moscardini, Ornaghi e Prestinari, Alice Ronchi, Matteo Rubbi, Elisa Strinna, Nico Vascellari, Serena Vestrucci – e 15 stranieri – Maria Anwander, Mircea Cantor, Shilpa Gupta, Eva Kotátková, Maria Loboda, Armando Lulaj, Marie Lund, Haroon Mirza, Marlie Mul, Amalia Pica, Wilfredo Prieto, Jon Rafman, Timur Si-Qin, Rayyane Tabet, Xu Zhen.

Wilfredo Prieto, Kiss Model Project, 2015 stones, scale model Dimensions variable - Image courtesy of the artist

Wilfredo Prieto, Kiss Model Project, 2015 stones, scale model Dimensions variable – Image courtesy of the artist

ArtLine, Marie Lund - Milano

ArtLine, Marie Lund – Milano

CityLife

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