Antonio Guiotto, Chi perde lava i piatti, 2019

Tante sono le iniziative che in questi giorni consentono di rimanere connessi al mondo dell’arte. Una di queste, #ARTISTSINQUARATINE, rappresenta un’interessante novità.
Promosso da Giada Pellicari, il progetto, partito il 10 marzo 2020, consiste in una mostra online su Instagram che raccoglie le opere di un (primo) gruppo di artisti residenti nelle iniziali zone rosse. L’idea infatti “nasce a ridosso dell’emanazione del Decreto DPCM pubblicato in data 8 marzo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri […] a causa dell’emergenza Coronavirus ( riscontratasi in luoghi) come Venezia, Padova, Modena, Pesaro e Urbino, e tutta la Lombardia”.
La collettiva, costituita da alcune opere concepite per l’occasione e da altre già realizzate ma mai esposte, coinvolge dunque una serie di artisti provenienti dalle città maggiormente colpite dal virus: troviamo Alvise Bittente, Andrea Grotto, Corinne Mazzoli, Maria Morganti, Lucia Veronesi e Sophie Westerlind a rappresentare Venezia; Antonio Guiotto per Padova; Andrea Chiesi per Modena; Marco Gobbi per Brescia; Kamilia Kard per Parigi-Milano; Mara Oscar Cassiani per Pesaro e Urbino, e Vera Portatadino per Milano.

Se un (considerevole) pezzo della nostra quotidianità è stato sacrificato per via del Decreto anti-COVID-19, la vita continua comunque a scorrere, e lo stesso vale per l’arte. “Ma – come scritto nel post che ha inaugurato il progetto – cosa accade quando veniamo completamente e improvvisamente sradicati dalla possibilità dello spostamento fisico e dal viaggiare?”. Per fortuna viviamo in un’epoca in cui essere distanti non vuol dire essere soli – uno dei pochi paradossi positivi di questa contemporaneità – per cui, grazie al web e ai social, ognuno può interagire con l’altro e rimanere aggiornato sui fatti del mondo. #ARTISTSINQUARANTINE, “sfida sociale e immateriale […] prova a essere una risposta a questo momento storico di forte criticità”, e lo fa raccogliendo le testimonianze di alcuni fra gli artisti che per primi hanno vissuto, e continuano vivere, questa situazione di disagio. Realizzate attraverso l’impiego di diversi media – pittura, scultura, video, disegno e interventi site-specific – le opere costituiscono uno spaccato della loro esperienza, una risposta alle restrizioni che hanno modificato la normale routine quotidiana.

Andrea Chiesi, Eschatos D9, 2019

Scorrendo il collage che compone la pagina e soffermandoci sulle immagini, ci si accorge che i sentimenti provati dagli artisti sono gli stessi di quelli dell’intera comunità: nei loro lavori infatti vengono riversati i semplici desideri che caratterizzano questi giorni – come quello di voler trascorrere il tempo con qualcuno – oppure la nostalgia del non poter condividere materialmente un passatempo – come quello di un banale gioco – o ancora l’angoscia del vivere un periodo denso di restrizioni.

Il messaggio che l’intero progetto trasmette, tuttavia, è un misto di speranza, resistenza e determinazione: valori universali che accomunano tutti e che contribuiscono a darci forza e a tenerci uniti. Nonostante gli opportuni divieti imposti dal governo, il mondo dell’arte continuna quindi ad andare avanti, evolvendosi e adattandosi alla situazione – grandi e piccole istituzioni hanno dovuto (temporaneamente) chiudere i battenti, trasferendo il loro operato su internet. #ARTISTSINQUARANTINE, che dovrebbe concludersi il 3 aprile 2020, aggiunge dunque un tassello al già variegato ventaglio di proposte, con l’interessante format di sfruttare la stessa piattaforma Instagram come un vero e proprio spazio espositivo. Il progetto consente inoltre di farci avvicinare al lavoro degli artisti in maniera ancora più intima, riducendo la distanza da una realtà che sembrava essere diventata troppo esclusiva ed elitaria. Una cosa è certa: non esistono barriere in grado di frenare l’arte, né tantomeno quarantene capaci di sopprimerla.  

#ARTISTSINQUARANTINE – @artistsinquarantine
A cura di Giada Pellicari – @giadapellicari
Dal 10 marzo 2020 al 3 aprile 2020
Link Instagram

Marco Gobbi, Pan Pan (La tragicomica storia dell’uomo che non poteva sentire l’Hic et Nunc), marzo 2020
Sophie Westerlind, Marco, 110 X 85 cm, olio su lino, marzo 2020
Kamilia Kard, I’m thinking of you, stampa digitale su Fine Art Paper, marzo 2020