Mercoledi 2 Luglio inaugura òPPERSPEC, prima mostra personale di Martina Bassi presso Wilson Project Space (Sassari).

ATPdiary ha chiesto all’artista di redigere un diario fotografico commentato per raccontare le suggestioni che l’hanno portata a realizzare il lavoro in mostra. 

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Nei miei spostamenti, così come nelle mie lunghe e quotidiane camminate, mantengo una condizione corporea di costante attenzione.

Nel movimento, con il suo fluire di forme, ritmi e colori, l’attenzione diviene come una “cura” nei confronti degli oggetti; un atto di preservazione che proviene un po’ dall’oggetto che si incontra e un po’ da te, uomo, che stai guardando quell’oggetto.

Il movimento, allora, è un esperire lo spazio come una cura fluida, uno spazio che si fa scoprire per sistemi di elementi che si vengono a creare perché il simile ha cercato il simile o perché si è scontrato con la sua differenza. Uno spazio che si conforma continuamente.

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Talvolta nel camminare succede che qualcosa d’improvviso catturi. Se un oggetto o uno scenario riesce a catturare l’attenzione di un uomo, allora quell’uomo si sente come in dovere di fermarsi e di andare a cercare quale possa esser stata la fonte di quell’urgente chiamata a presenza. 

Nella ricerca di quello stupore lontano, io vado ad analizzare come l’occhio compone e realizza l’immagine retinica di quella cosa là fuori che risulta sempre così familiare e sconosciuta a un tempo.

Ogni composizione del mondo da parte della vista, si configura sempre come una successione ben ponderata di scelte, che mirano a un determinato obbiettivo in base ai bisogni, alle aspettative, alla memoria e alla cultura di quel determinato individuo che sta guardando.

Riflettendo sulle abilità dell’occhio nel creare delle illusioni perfette di come sarebbe da credere il mondo, non posso non pensare anche a tutte quelle scelte “altre” che il sistema occhio non ha preso e quindi a quelle “direzioni altre”, a quegli infiniti mondi che stanno lì, come un accanto, ma che non sono per noi percepibili.

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Courtesy: Martina Bassi

Mosaic perspective,   2014,   colour pencil,   photographic paper,   aluminium,   glass,   78x103x5-21 cm (detail),   Courtesy: Martina Bassi

Mosaic perspective, 2014, colour pencil, photographic paper, aluminium, glass, 78x103x5-21 cm (detail), Courtesy: Martina Bassi

Simulando i meccanismi retinici dell’occhio e giocando con le illusioni che continuamente costituiscono la realtà, io ricreo spazi del tutto identici a quelli reali ma dalla prospettiva alterata; dal micro di una materia prima dove l’applicazione della matita pastello si confonde completamente con la stampa che gli fa da supporto, al macro di una veduta lontana, dove le direzioni degli elementi vengono alterate, sovrapposte, ribaltate, intensificate prima con l’utilizzo del computer poi con il pennarello.

Come tutte le volte che, ripetendo la stessa parola ad alta voce, questa sembra cambiare di suono, così nella contemplazione, o nella reificazione delle cose e delle loro direzioni, gli oggetti cominciano ad apparire diversamente, come se aprissero il corpo a qualcosa d’altro, a dimensioni di significato differenti, paesaggi sempre un po’ più ampi che ci invadono e si fanno invadere dai nostri sensi. 

Laboratorio,   Courtesy: Martina Bassi

Laboratorio, Courtesy: Martina Bassi

Opposite floor ne è un esempio. Una porzione di pavimento tratto dalla realtà è stata ricostruita completamente prima nei suoi elementi marmorei utilizzando la matita pastello, poi nella sua tridimensionalità, variandone lievemente l’inclinazione e la prospettiva. Come una pedana dunque, che nella contemplazione può rimandare ad altre curvature.

 Opposite floor,   2014,   colour pencil,   photographic paper,   aluminium,   wood,   115x175x10-25cm,   Courtesy: Room Galleria

Opposite floor, 2014, colour pencil, photographic paper, aluminium, wood, 115x175x10-25cm, Courtesy: Room Galleria

 Opposite floor,   2014,   colour pencil,   photographic paper,   aluminium,   wood,   115x175x10-25cm,   Courtesy: Room Galleria

Opposite floor, 2014, colour pencil, photographic paper, aluminium, wood, 115x175x10-25cm, Courtesy: Room Galleria

 Opposite floor,   2014,   colour pencil,   photographic paper,   aluminium,   wood,   115x175x10-25cm,   Courtesy: Room Galleria

Opposite floor, 2014, colour pencil, photographic paper, aluminium, wood, 115x175x10-25cm, Courtesy: Room Galleria

(La rubrica DIARY è curata da Matteo Mottin)

wilsonprojectspace.com

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Fotogallery della mostra:

installation view at Wilson Project Space,   foto di antonello franzil

installation view at Wilson Project Space, foto di antonello franzil

Hill 2014,   direct print on anodized aluminium,   marker pen,   mahogany,   184 x 33-56 x 7 cm,   foto di antonello franzil

Hill 2014, direct print on anodized aluminium, marker pen, mahogany, 184 x 33-56 x 7 cm, foto di antonello franzil

Mosaicperspective 2014,   colour pencil,   photographic paper,   aluminium,   glass,   plexiglass,   100 x 99 x 3-20 cm,    foto di antonello franzil

Mosaicperspective 2014, colour pencil, photographic paper, aluminium, glass, plexiglass, 100 x 99 x 3-20 cm, foto di antonello franzil

Clouds,   houses,   trees 2014,   direct print on anodized aluminium,   marker pen,   mahogany,   115 x 31 x 7 cm,    foto di antonello franzil

Clouds, houses, trees 2014, direct print on anodized aluminium, marker pen, mahogany, 115 x 31 x 7 cm, foto di antonello franzil

Self-portrait with Alberto 2014 marker pen,   chamois skin 35 x 30,  5 cm,    foto di antonello franzil

Self-portrait with Alberto 2014 marker pen, chamois skin 35 x 30, 5 cm, foto di antonello franzil