Ingresso Museo d'Inverno

Ingresso Museo d’Inverno

Andar per Siena è sempre un’esperienza complessa che chiede lo sforzo di equilibrare la bellezza del paesaggio, la suggestione del patrimonio e l’incessante ritmo dei flussi turistici con la ricerca rivolta all’attualità. Una città orgogliosa e fedele alla sua tradizione ma, a volte, indifferente all’opportunità di attualizzare la sua storia con nuove ricerche e committenze.

Sono gli artisti allora che aprono nuove strade, non tanto nel trend di questi ultimi anni che li vede chiamati a curare manifestazioni internazionali ma, in una dialettica più incisiva, come ideatori e organizzatori autonomi di dispositivi di ricerca. Un recente progetto, piccolo per misura ma rilevante per efficacia, slegato da processi istituzionali spesso incerti, disegna l’avvio di una fra queste proposte innovative. Si tratta del Museo d’Inverno, ideato e sostenuto da artisti e situato nel centro storico della città.

Museo d’Inverno, progetto pensato e curato dagli artisti Francesco Carone ed Eugenia Vanni è alloggiato sopra il bacino idrico trecentesco di Fonte Nuova, all’interno della Contrada della Lupa (uno dei 17 rioni della città) e rappresenta un esempio di convivenza fra la dimensione internazionale dell’arte contemporanea e quella legata alla tradizione ed alla territorialità, caratteristica delle Contrade di Siena. Con una programmazione stagionale, Museo d’Inverno invita artisti italiani e stranieri a presentare, attingendo dalle proprie collezioni, opere di altri artisti ottenute attraverso scambi, acquisti o collaborazioni. L’intento, collegato alla tradizione ed insieme di grande attualita, è quello di evidenziare relazioni, amicizie e confronti all’interno della storia dell’arte segreta o non ufficiale e, per questo, fortemente significativa. In parallelo agli artisti invitati viene anche chiesto di progettare un dettaglio funzionale inserito in modo permanente nell’architettura del museo, con l’ambizione di trasformarlo da contenitore a contenuto. Infine tutti i progetti sono arricchiti da banners che il Museo d’Inverno, come sua peculiarità, fa realizzare dal Laboratorio di Sarte e Bandieraie della Contrada della Lupa. Aperto nel 2016 il Museo d’Inverno ha presentato due mostre ben riuscite per misura e ricerca: Maurizio Nannucci featuring James Lee Byars ed electronicOrphanage@siena di Miltos Manetas. Ora aspettiamo il passaggio della stagione del Palio (quest’anno vinto proprio dalla Contrada della Lupa) per conoscere la prossima programmazione invernale consigliando a tutti i viandanti senesi di non mancare una visita al Museo d’Inverno.

Nell`osservare questa recente proposta viene spontaneo immaginare collegamenti di intenti e relazioni con altre attività parallele in Siena, come l`attuale mostra Che il vero possa confutare il falso che, diffusa su tre sedi, attinge dalla collezione AgiVerona. Ma soprattutto e` necessario citare un riferimento forte nella vicina, e in parte simile, Firenze. Si tratta di Base, Progetti per l’arte che è un’idea di artisti per altri artisti la cui attività, iniziata nel lontano 1998, è curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in toscana e promuovono in Base alcune tra le più trasversali ricerche artistiche contemporanee. Oggi fanno parte del collettivo di Base Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori ed Enrico Vezzi. A loro si deve il sostentamento e l’organizzazione dell’intera attività basata su relazioni comuni che negli anni si sono allargate insieme alla vita degli stessi promotori. A Base sono state organizzate oltre sessanta mostre tra le quali quelle di Sol Lewitt, Alfredo Pirri, Luca Pancrazzi, Muntadas, Robert Barry, Liam Gillick, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov & Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Kinkaleri, Rirkrit Tiravanija, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Carsten Nicolai, Franz West, Tino Sehgal, Grazia Toderi, Armin Linke,  Hans Schabus, Lawrence Weiner, Martin Creed … per arrivare alla mostra in corso di Ken Lum. Tutti progetti inediti, generosamente condivisi dagli artisti coinvolti in una dialettica di segni e linguaggi che concorre ad un confronto di idee sulla contemporaneità prefiggendosi di coinvolgere, nella forma di partecipazione e supporto attivo, un numero sempre più vasto di artisti, studiosi, collezionisti, appassionati e amici. Non è un caso allora che sia stato proprio Maurizio Nannucci, animatore storico di Base, ad aprire con opere dell’amico James Lee Byars la prima mostra del Museo d’Inverno esemplificando la capacità di accogliere istanze transgenerazioni.

Base è certamente oggi la più longeva istituzione di arte contemporanea di Firenze, raggiungere la sua sede, in Via San Niccolò, accanto all’Arno, non è difficile ma richiede quasi sempre un appuntamento. E’ così che si scopre che al primo numero telefonico inserito nel sito web di Base risponde una voce di donna con forte accento toscano che, dopo aver gentilmente ascoltato le nostre richieste di visita, espone con chiarezza altrettanto toscana la sua estraneità “alle cose dell’arte” rimandando ad altro numero che appare sul sito (che è poi quello dello studio di Maurizio Nannucci). A noi tutti rimane l’intrigante dubbio tra l’aver partecipato a una performance o più semplicemente aver condiviso un errore di digitazione numerica…

Miltos Manetas visione d'insieme Museo d'Inverno

Miltos Manetas visione d’insieme – Museo d’Inverno

Miltos Manetas Project Room, Museo d'Inverno

Miltos Manetas Project Room, Museo d’Inverno

Museo d’Inverno Via Pian d’Ovile 29, Siena

www.museodinverno.com

idea e cura di Francesco Carone e Eugenia Vanni

 —

Base / Progetti per l’arte
Via San Niccolò 18r, Firenze / Italia
www.baseitaly.org

Idea e cura di artisti per artisti

'IS' opera di James Lee Byars in gesso dorato a foglia e teca in ciliegio e vetro, appartenente alla collezione di Maurizio Nannucci

‘IS’ opera di James Lee Byars in gesso dorato a foglia e teca in ciliegio e vetro, appartenente alla collezione di Maurizio Nannucci