MARGARET HAINES, You Face God and the Camera at the Same Time, 2017, 10’35’’ Courtesy l’artista

MARGARET HAINES, You Face God and the Camera at the Same Time, 2017, 10’35’’ Courtesy l’artista

Parte lo Schermo dell’Arte edizione 2018 e con esso i due programmi di formazione tra linguaggio visivo e cinematografico legati al festival: VISIO e Feature Expanded, che mi sono fatta raccontare da Leonardo Bigazzi, curatore delle due iniziative.

VISIO European Programme on Artists’ Moving Images è un workshop per artisti under 35 che lavorano con le immagini in movimento e utilizzano il video come medium privilegiato nella loro pratica artistica, selezionati in collaborazione con alcune delle più importanti accademie, scuole d’arte e residenze europee (Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Accademia di Belle Arti di Firenze; Careof, Milano; De Ateliers, Amsterdam; HIAP – Helsinki International Artist Programme; Kingston University, Londra; Le Fresnoy – Studio national des arts contemporains, Tourcoing; Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam; Royal College of Art, Londra; Royal Danish Academy of Fine Arts, Copenhagen; Kungl. Konsthögskolan/Royal Institute of Art, Stoccolma; Sandberg Instituut, Fine Arts, Amsterdam; Universität der Künste Berlin; WIELS, Contemporary Art Centre, Bruxelles).

Scopo di VISIO è la promozione del confronto tra professionalità del mondo artistico che si esprimono attraverso il linguaggio video e della mobilità internazionale di giovani creativi europei meritevoli. I 12 selezionati per quest’anno, scelti tra 90 artisti attivi in Europa che hanno partecipato al bando, sono: Tekla Aslanishvili (1988, Georgia/Germania), Vincent Ceraudo (1986, Italia, Francia/Olanda), Alice dos Reis (1995, Portogallo/Olanda), Ryan Ferko (1987, Irlanda/Canada), Riccardo Giacconi (1985, Italia), Vanessa Gravenor (1992, Canada, USA/Germania), Margaret Haines (1984, Canada/Olanda), Alyona Larionova (1988, Russia/Uk), Lukas Marxt (1983, Austria/Germania), Martina Melilli (1987, Italia), Michal Soja e Róźa Duda (1994, 1993, Polonia), Katja Verheul (1988, Olanda).

KATJA VERHEUL, Hostiles Sites - Part 2, 2017, 7’40’’ - Courtesy l’artista

KATJA VERHEUL, Hostiles Sites – Part 2, 2017, 7’40’’ – Courtesy l’artista

RICCARDO GIACCONI, Entrelazado, 2015, 37' - Courtesy l'artista

RICCARDO GIACCONI, Entrelazado, 2015, 37′ – Courtesy l’artista

Le loro opere saranno esposte dal 13 al 18 novembre 2018 all’interno della mostra European Identities: New Geographies in Artists’ Film and Video, curata da Leonardo Bigazzi e allestita negli spazi de Le Murate Progetti Arte Contemporanea di Firenze, uno spazio espositivo ricavato nell’ex carcere maschile e rimasto attivo fino a circa 20 anni fa: i lavori rappresentano la varietà di mezzi e formati utilizzati nella pratica video contemporanea “dall’analogico al digitale, dai video e film monocanali su monitor o proiettati su schermi fino alle video installazioni”. E molti saranno i momenti di formazione dedicati, a partire da mercoledì 14 novembre, quando gli artisti partecipanti introdurranno il proprio lavoro in una presentazione di 15 minuti: un’occasione per illustrare agli altri e a un pubblico selezionato le tematiche e le linee fondamentali della propria pratica artistica.
Ci sarà anche un ciclo di seminari tenuto da artisti e curatori ospiti de lo Schermo dell’Arte: nelle edizioni precedenti i seminari sono stati condotti da artisti come Isaac Julien e Shirin Neshat.
Importante anche il premio VISIO. Young Talent Acquisition Prize che consiste nell’acquisizione di un’opera di uno degli artisti selezionati da parte della Seven Gravity Collection, una collezione privata italiana dedicata ad opere video contemporanee: il vincitore sarà annunciato durante la serata conclusiva del Festival. Gli artisti sono poi invitati a prendere parte come pubblico alle proiezioni de lo Schermo e a confrontarsi durante tavole rotonde e incontri individuali con artisti, curatori, critici, produttori e direttori di istituzioni internazionali ospiti del Festival.

TEKLA ASLANISHVILI, Algorithmic Island, 2018, 13’   AVCHD Digital Film | Courtesy l’artista

TEKLA ASLANISHVILI, Algorithmic Island, 2018, 13’ AVCHD Digital Film | Courtesy l’artista

RYAN FERKO, Strange Vision of Seeing Things, 2016, 14’ - Courtesy l’artista

RYAN FERKO, Strange Vision of Seeing Things, 2016, 14’ – Courtesy l’artista

Feature Expanded European Art Film Strategies è il secondo progetto di cui parliamo: si tratta di un programma semestrale di formazione per artisti che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio ed è un progetto creato in collaborazione con HOME Manchester.

Mi spiega Leonardo Bigazzi, che con Sarah Perks dirige il progetto e giunge quest’anno alla sua quarta edizione, che è un “programma aperto all’Europa” e che ha permesso e permette a molti artisti di compiere quel fondamentale passaggio “dallo spazio museale alla sala cinematografica”, un passaggio che è spesso difficile da realizzare.
Il training si pone l’obiettivo pratico di aiutare i selezionati a sviluppare il loro film e a raggiungere una distribuzione cinematografica rilevante del proprio progetto, permettendo loro di arrivare a differenti pubblici. Il programma è diviso in due momenti e spinge gli artisti a lavorare a tutte le fasi di realizzazione del lungometraggio seguiti da tutor e da esperti del settore (quest’anno Jacqui Davies, Samm Haillay e Yorgos Tsourgiannis), sviluppando la sceneggiatura e il lavoro attoriale (se presenti), la produzione, la distribuzione “classica” e la ricerca di nuove forme di distribuzione, come quella museale e le piattaforme digitali.

Prima a Manchester, presso HOME, in residenza dal 20 al 25 giugno 2018, i 12 selezionati hanno potuto iniziare il lavoro e poi a Firenze, in secondo luogo, dal 14 al 18 novembre, dove parteciperanno alle visioni de lo Schermo e continueranno lo sviluppo del film, fino alla fase finale ed essenziale del pitching: sottolinea Bigazzi che molti artisti visivi che usano il mezzo video conoscono meglio il mondo dell’arte che le dinamiche del cinema, per cui risulta fondamentale proporre dei momenti formativi specifici su modalità a cui gli artisti non sono abituati, dei veri e propri modelli di lavoro che comportano nuovi approcci. Di qui il pitching, ad esempio, che porta alla presentazione del prodotto filmico davanti un gruppo di potenziali finanziatori, produttori, distributori cinematografici.

VINCENT CERAUDO, Paris City Ghost, 2015, 5’55’ - Video 4K | Courtesy l’artista

VINCENT CERAUDO, Paris City Ghost, 2015, 5’55’ – Video 4K | Courtesy l’artista

ALICE DOS REIS, Mood Keep, 2018, 13’ - Courtesy l’artista

ALICE DOS REIS, Mood Keep, 2018, 13’ – Courtesy l’artista

Al termine del programma verranno inoltre proposte concrete collaborazioni con festival internazionali, produttori e distributori.

Il caso dell’australiana Gabrielle Brady è emblematico: l’artista partecipa alla prima edizione di Feature Expanded e in 3 anni realizza e produce un film, Island of the hungry ghosts, che quest’anno viene proposto proprio nella programmazione de lo Schermo sabato 17 novembre: un film ambientato a “Christmas Island, una piccola isola australiana dove ogni anno 50 milioni di granchi rossi si muovono dal cuore della giungla per raggiungere il mare. Sulla stessa isola migliaia di migranti in cerca di asilo vengono detenuti per un tempo indeterminato in strutture di massima sicurezza.”

Anche per Feature sono essenziali i premi: Feature Expanded Distribution Award (premio garantisce la distribuzione del film da parte di HOME e Lo schermo dell’arte nel Regno Unito e in Italia), Feature Expanded Development Award (premio che dà la possibilità a uno dei partecipanti di fare una residenza intensiva di 4 giorni per lavorare alla sceneggiatura del proprio film con Marietta von Hausswolff von Baumgarten, script consultant), Ottod’Ame Film Award (premio in denaro per sviluppare la ricerca del progetto filmico) e SUB-TI Award (premio che offre al film vincitore la produzione di sottotitoli in una lingua europea). Concludiamo la conversazione parlando dei criteri di selezione e delle linee di ricerca dei progetti scelti: si afferma la necessità di una “scelta militante e responsabile”, mi dice Leonardo, sui temi attuali più urgenti, sulle questioni sociali che raccontano di come l’uomo sta al mondo, anche se non mancheranno lavori di fiction: è poi sempre importante affermare la diversità dei linguaggi che sono scelti da Bigazzi e Perks con l’obiettivo di esprimere la complessità del mezzo audiovisivo, dalla forma documentaria al film sperimentale d’artista.

VANESSA GRAVENOR (1992, Canada, Stati Uniti/Germania) Me/My Bullet, 2016, 3’22’’ - Courtesy l’artista

VANESSA GRAVENOR (1992, Canada, Stati Uniti/Germania) Me/My Bullet, 2016, 3’22’’ – Courtesy l’artista

MICHAŁ SOJA e RÓŻA DUDA, Untitled, 2016, 5’ Video installazione | Courtesy degli artisti

MICHAŁ SOJA e RÓŻA DUDA, Untitled, 2016, 5’ Video installazione | Courtesy degli artisti

MARTINA MELILLI, MUM, I'M SORRY, 2017, 17’ - Courtesy l’artista

MARTINA MELILLI, MUM, I’M SORRY, 2017, 17’ – Courtesy l’artista

LUKAS MARXT, Imperial Valley (cultivated run-off), 2018, 14’ - Courtesy l’artista

LUKAS MARXT, Imperial Valley (cultivated run-off), 2018, 14’ – Courtesy l’artista

ALYONA LARIONOVA, Staying with the trouble, 2018, 14’ - HD video e CGI (Computer Generated Imagery) | Courtesy l’artista

ALYONA LARIONOVA, Staying with the trouble, 2018, 14’ – HD video e CGI (Computer Generated Imagery) | Courtesy l’artista