• Margherita Raso Senza Titolo, 2016 Seta 285 x 110 cm Installation view, “Where Wild Flowers Grow”, Armada, Milano, 2016 Photo: Beppe Raso
  • Margherita Raso Senza titolo, 2015 Ghisa 72 x 62 x 25 cm
  • Lorenza Longhi Sylvia, Jessica, Sydney (Unpublished Statements), 2016 Incisione e ricamo su tessuto 140 x 120 cm
  • Lorenza Longhi Orchids on the desk (part of Empathy is performing), 2016 Tessuto da tenda d’ufficio, rete sintetica, zip in plastica, chiavetta USB Installation view, “Vorrei non vederti oggi per vederti tutti gli altri giorni”, Franchising Mercatino, Milano, 2015

FANTA spazio apre i battenti nell’ottobre 2015 con la mostra della giovane artista Luisa Delfino. Lo spazio è gestito da Alessio Baldissera, Gloria de Risi e Alberto Zenere che spiegano: “L’idea di Fanta nasce circa un anno fa, dall’esigenza di sperimentare e metterci in gioco in prima persona, confrontandoci e collaborando con artisti che sentiamo vicini e di cui stimiamo il lavoro. Il dialogo, fra di noi come con tutte le persone che ci hanno accompagnato nella definizione di questo progetto, è stato sin dall’inizio un elemento fondamentale per noi. Tutti e tre viviamo e lavoriamo a Milano da molti anni e nel corso del tempo, anche attraverso le nostre rispettive esperienze professionali e di studio, abbiamo imparato a conoscere le molteplici realtà che compongono il panorama artistico della città e in modo spontaneo abbiamo sentito il desiderio di entrare in dialogo con esse. E’ difficile in questo momento poter definire gli obiettivi di Fanta nel lungo termine, ma ci piacerebbe che questo progetto diventasse una sorta di ponte, una piattaforma che possa mettere in contatto e a confronto generazioni e posizioni diverse.” (Tratto dall’intervista)

Lo spazio presenta il lavoro di Margherita Raso e Lorenza Longhi

Margherita Raso —

Il presupposto è la carne. L’artefatto è la sua sintesi. Un vocabolario fatto di simboli, ingenuità, intuizioni, libertà, per razionalizzare quello che la specie umana è intimamente – per trovarne un senso – costruendo oggetti significanti da inserire in un campo neutro, entro il confine dal quale il corpo vivo è escluso.

Il baricentro di due lottatori sta a metà del campo magnetico che contemporaneamente li respinge e li attrae, in un movimento elastico e circolare. La loro relazione è in questo spazio, che si solidifica nella tensione primordiale della più feroce lotta tra simili. Sono esemplari inquieti, sul quadrato si studiano e si adescano, pronti ad unirsi fisicamente in una lotta volta all’annullamento della distanza. La lotta è amplesso. Il sudore è la calamita. Il fine ultimo la sottomissione. La pelle è il sacco nero contenitore della carne, ostacolo che impedisce a due corpi di compenetrarsi definitivamente.

Per quanto bruciante riesca ad essere un attrito, l’unione totale è sempre e solo una promessa.

Testo di Massimo Vaschetto

Margherita Raso Lottatori, 2015  Porcellana, legno 87 x 50 x 17 cm

Margherita Raso Lottatori, 2015 Porcellana, legno 87 x 50 x 17 cm

Margherita Raso Senza titolo, 2016 Bronzo 42 x 25 x 0.5 cm

Margherita Raso, Senza titolo, work in progress, 2016 Bronzo 42 x 25 x 0.5 cm

Lorenza Longhi —

“Lying is very human

Can you tell when I’m saying bullshit in my face?

Do I tell when I’m true? Do you know?

Sometimes I am always lying.”

(Bernadette Corporation: The Complete Poem)

Il lavoro arriva lentamente e con naturalezza, nella mia pratica convivono diversi aspetti, non prediligo un medium particolare non escludo alcuna opzione. Esploro e mi approprio di simboli cercando di mettermi in relazione con oggetti che trovo potenti perché consentono alle persone di identificarsi con un certo qualcosa. Un paio di scarpe, alcune parole scritte sui muri, tatuaggi, tutte quelle cose reali che quando si raggiungono permettono a chi ne dispone di simulare o di poter finalmente prendere parte a un preciso rito collettivo. Quello che cerco di fare è mettere me stessa in relazione con tutte queste cose, posizionandomi di fronte ad esse e cercando di capire empaticamente perché sono significative, come funziona il loro effetto.

Il mio approccio è mosso dalla necessità: quello che non posso permettermi o che non riesco ad afferrare, ciò con cui non mi sento a mio agio ma che non è comunque escluso dalla mia vita, tentando continuamente di comprendere, stratificando – aggiungendo a ciò che conosco quello cui sento di non appartenere, o che non voglio.

Testo di Lorenza Longhi

Lorenza Longhi Untitled, 2016 (detail)  Ferro, cemento 40 x 20 x 10 cm

Lorenza Longhi Untitled, 2016 (detail) Ferro, cemento 40 x 20 x 10 cm

Lorenza Longhi Immagine da “Mundial Sentimental”

Lorenza Longhi Immagine da “Mundial Sentimental”

FANTA

via Merano 21
20127 Milano – Italy