Lucia Leuci, Slug (1), 2016, Resin, textile, 96x68x7 cm, photo Alessandro Zambianchi

Lucia Leuci, Slug (1), 2016, Resin, textile, 96x68x7 cm, photo Alessandro Zambianchi

Treti Galaxie presenta —

Lucia Leuci

In che modo gli oggetti con cui decidiamo di circondarci dicono qualcosa di noi, della nostra intimità e del nostro particolare modo di vedere noi stessi? Il lavoro di Lucia Leuci nasce da un’attenta osservazione della quotidianità nell’ambiente urbano. Le sue opere sono ritratti intimi costruiti attraverso l’accostamento di una serie di oggetti che caratterizzano la personalità dei suoi soggetti.
Tramite i suoi assemblaggi scultorei, trasforma questi oggetti in soggetti, senza mai esprimere un giudizio di tipo etico o morale.
Il corpo è sempre al centro della ricerca di Leuci, anche in lavori che apparentemente sembrano allontanarsi da queste premesse, come in “Sobborgo di una città industriale”, in cui una roccia, una mela e una lamina traforata si specchiano assieme all’osservatore in una lastra di ottone che ne ammorbidisce i toni, avvolgendoli nell’atmosfera di un caldo pomeriggio di fine estate.

Lucia Leuci, Sobborgo di una città industriale, 2010, Brass, apple, string, spray, crystalline rock, chewing gum, 37x50x18 cm, photo Laura Fantacuzzi

Lucia Leuci, Sobborgo di una città industriale, 2010, Brass, apple, string, spray, crystalline rock, chewing gum, 37x50x18 cm, photo Laura Fantacuzzi

Lucia Leuci, Rosa antiko, 2010, Iron, brass, bone, shell, glass, owers, fossil, paper, PVC Variable size, photo Laura Fantacuzzi

Lucia Leuci, Rosa antiko, 2010, Iron, brass, bone, shell, glass, owers, fossil, paper, PVC Variable size, photo Laura Fantacuzzi

Lucia Leuci, Zobeida, 2010, Paper, PVC, spray, 33x21,5 cm, photo Laura Fantacuzzi

Lucia Leuci, Zobeida, 2010, Paper, PVC, spray, 33×21,5 cm, photo Laura Fantacuzzi

Giuliana Rosso

Giuliana Rosso (Chivasso, 1992) è una pittrice che vive e lavora a Torino, dove frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti. Nei suoi lavori rappresenta un dialogo tra reale e irreale, frammenti di narrazione i cui personaggi partecipano ad azioni di autolesionismo oniriche e allucinate, preludio di un risveglio quasi sempre portatore di conforto e rigenerazione.
“Pet therapy” (2017) è un dittico allestito ad angolo retto. Come in un gioco di riflessi, le due porzioni del lavoro dialogano tra loro su un piano narrativo e concettuale, mentre invitano lo spettatore ad un coinvolgimento di tipo formale, dato dalla sua particolare visione prospettica che ne completa l’insieme.
In “Blue Whale” (2017) il dialogo tra il lavoro e l’esterno è accentuato dalla presenza di elementi pittorici a parete che implementano la struttura narrativa.

Giuliana Rosso, Pet therapy, 2017, 200x150 cm- 200x150 cm, carboncino e gessetti su carta, courtesy of the artist

Giuliana Rosso, Pet therapy, 2017, 200×150 cm- 200×150 cm, carboncino e gessetti su carta, courtesy of the artist

Giuliana Rosso, L’angolo, 2017, olio su tela, 20x20 cm, courtesy of the artist

Giuliana Rosso, L’angolo, 2017, olio su tela, 20×20 cm, courtesy of the artist

Giuliana Rosso, Blue Whale, 2017, 200x150 cm - 200x150 cm, carboncino e gessetti su carta, courtesy of the artist

Giuliana Rosso, Blue Whale, 2017, 200×150 cm – 200×150 cm, carboncino e gessetti su carta, courtesy of the artist