Fabrizio Perghem, 23.10.14 | 11.47 | trento, 2014. Veduta in Afterimage, Galleria Civica di Trento. Vetro, erba, acqua. Courtesy l’artista

Fabrizio Perghem, 23.10.14 | 11.47 | trento, 2014. Veduta in Afterimage, Galleria Civica di Trento. Vetro, erba, acqua. Courtesy l’artista

Sono nell’occhio del ciclone. Seguiti, sostenuti e spesso – i più fortunati – ingaggiati in progetti dove (forse) si spuntano anche dei compensi. Come per le estati passate, ATPdiary ospita il coro polifonico degli spazi indipendenti italiani. Quest’anno protagonisti anche di un grande progetto presentato lo scorso marzo a Milano – Outer Space, a cura di Ginevra Bria (con la direzione artistica di Atto Belloli Ardessi), ospitato nella sede espositiva Futurdome  – gli spazi no-profit sono da sempre la base da cui partono molti artisti giovanissimi, mettendosi alla prova con le prime mostre e progetti.
Abbiamo chiesto a una selezione di spazi di presentare degli artisti con cui hanno collaborato o collaboreranno nei prossimi mesi. L’obiettivo, dunque, è presentare una nuova generazione di artisti (si spera bravi) seguiti da altrettanti spazi per la crescita di nuovi talenti.

Iniziamo con LOCALEDUE di Bologna —

LOCALEDUE nasce a Bologna nel 2013 come parte di FARNESPAZIO, un progetto lanciato da Fabio Farnè nel 2008 in un palazzo cinquecentesco di Roccagloriosa, in provincia di Salerno, dove ancora oggi si organizzano residenze e momenti espositivi per artisti durante i mesi estivi. Il suo nome deriva dall’indicazione del luogo nella cartina catastale. Come ogni realtà di FARNESPAZIO, anche LOCALEDUE è indipendente, autofinanziato e gestito senza lucro. Il suo obbiettivo è promuovere e diffondere le pratiche artistiche contemporanee, nazionali e internazionali. Lo spazio bolognese è approdato, negli ultimi anni anche a Milano con GAFF: un appartamento al 1° piano di una casa in via Gaffurio 8, seguito nel dicembre 2016 da GAFFdabasso, un ex laboratorio nello stesso cortile.

Fabrizio Perghem

Fabrizio Perghem (Rovereto, 1981. Vive a Milano) è uno scultore inconsueto. Abbandona o distrugge le sue realizzazioni. Quasi mai documenta la sua pratica in modi canonici. Quello che fa ha a che vedere con la forma delle cose, a come questa si definisce nella mente di ciascuno per poi essere continuamente processata nel tempo, nella memoria e nell’immaginario collettivo. In Jenga, la sua prima personale, mostrava una stanza vuota con le pareti rivestite di cartongesso. Due tracce audio di telefonate registrate raccontavano, per bocca di testimoni inconsapevoli, i suoi interventi passati. Invitato a realizzare un’opera per una mostra sul tema del conflitto realizzava come oggetto di design una bomba biologica, fatta con l’erba appena tagliata dal prato del museo. In una recente residenza a Carloforte chiamava i cittadini a scavare nella propria memoria per ritrovare la forma mentale di uno scoglio che un tempo era l’immagine cartolina di quel luogo ma che oggi non esiste più, perché eroso dal mare. A Marghera faceva entrare una trentina di persone in un’area industriale abbandonata e, una volta giunti in una grande cisterna, le metteva in ascolto a degli artisti che, in un buio totale e tramite dei riverberi sonori, tentavano di capire quale oggetto Perghem avesse esposto al centro dell’edificio. Oggi Perghem si impegna ad entrare di notte in grandi architetture a lui sconosciute per capirne i caratteri materici e formali nelle condizioni di un non vedente: di questo abbiamo solo tracce audio registrate in tempo reale.

Fabrizio Perghem, 21.01.15 |18.30 |marghera, 2015.Documentazione provvisoria della performance (diapositiva, numeri di telefono). Courtesy l’artista

Fabrizio Perghem, 21.01.15 |18.30 |marghera, 2015.Documentazione provvisoria della performance (diapositiva, numeri di telefono). Courtesy l’artista

Fabrizio Perghem dialoga con un cittadino di Carloforte. Frame dal video di documentazione della residenza, 2016. Courtesy l’artista e residenza carloforte

Fabrizio Perghem dialoga con un cittadino di Carloforte. Frame dal video di documentazione della residenza, 2016. Courtesy l’artista e residenza carloforte

Fabrizio Perghem, Jenga, 2015. Veduta della mostra a LOCALEDUE. Courtesy l’artista e LOCALEDUE

Fabrizio Perghem, Jenga, 2015. Veduta della mostra a LOCALEDUE. Courtesy l’artista e LOCALEDUE