• Teatro Anatomico dell'Archiginnasio, Bologna
  • Walter Benjamin - TimesMuseum Guangzhou 2011
  • David Bernstein - Nappezoid 2016 Performance Presented at the Van Gogh Museum, Amsterdam
  • Palazzo Poggi, Bologna
  • Museo della Specola, Bologna

E’ tra i progetti speciali della 41° edizione di Arte fiera e ha come obbiettivo quello di portare la performance non solo in fiera, ma anche in altri luoghi a Bologna, con una serie di Artist Lectures. L’arduo compito della curatela spetta a Chiara Vecchiarelli che, come ci racconto nelle righe che seguono, dopo lunghe riflessioni è giunta a mettere fuoco la natura dell’artist lecture, come “una delle forme d’arte più innovative del nostro tempo che non è stata ancora sufficientemente teorizzata proprio perché recente”. Il programma è articolato in due serie: le Time Specific Artist Lectures, pensate per declinare il rapporto tra presente, passato e futuro mettendo le opere in risonanza tra loro, e le Site Specific Artist Lectures, che entreranno in dialogo con le collezioni, i luoghi e i dispositivi di organizzazione del sapere nei musei scientifici della città.
Oltre ad approfondire una forma d’arte che riconosce pari dignità al discorso e all’immagine, le Artist Lectures offrono anche l’occasione per scoprire spazi importanti – e forse poco conosciuti – del patrimonio bolognese quali la Specola, Palazzo Poggi, il Museo della Musica, quello Geologico G. Capellini e delle Cere Anatomiche e il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, che insieme al MAMBO e al padiglione della Fiera verranno animati dagli interventi di Gabriel Lester, Roberto Fassone, Olof Olsson, Chiara Fumai, David Bernstein, Giulio Squillacciotti, Walter Benjamin e Julie Béna.

Segue l’intervista con Chiara Vecchiarelli —

ATP: Nell’edizione rinnovata di ArteFiera, curerai il progetto LECTURES D’ARTISTA. Come è nato questo progetto?

Chiara Vecchiarelli: Il progetto nasce da una mia lunga riflessione sulla natura dell’artist lecture, una delle forme d’arte più innovative del nostro tempo che non è stata ancora sufficientemente teorizzata proprio perché recente.
Quando Angela Vettese mi ha invitata a curare una sezione di Arte Fiera, dopo aver riflettuto alle varie possibilità ho proposto di creare la nuova sezione Special Projects, che non esisteva, per declinarla nel segno dell’artist lecture. La possibilità di lavorare sia in Fiera che in città mi è parsa offrire le premesse giuste per questo tipo di progetto. Inoltre, Bologna vanta una tradizione performativa importante che merita di essere rinnovata e quindi omaggiata.

ATP:  Il progetto si sviluppa dentro e fuori la fiera. Cosa caratterizza questa suddivisione?

CV: Ho articolato il progetto in performance specifiche al tempo e performance specifiche al luogo. Si parla generalmente di specificità al luogo, ma sono convinta che le opere possiedano anche una specificità al tempo, e certamente è un gesto proprio degli artisti quello di mettersi in relazione con opere che appartengono a un altro tempo, che esso sia un passato che torna a parlarci, come nel caso di Chiara Fumai, o un futuro che gioca con noi come nel caso di Gabriel Lester.
Le Time Specific Artist Lectures sono nate dall’incontro del desiderio di riconoscere un aspetto prettamente temporale all’opera nelle pratiche artistiche con la volontà di valorizzare quello che è sin qui stato il punto di forza della fiera a Bologna, ovvero il rapporto al moderno.
L’arte, poi, si tiene sempre in relazione con un fuori ed esplora i gesti e le idee più intense del suo tempo ovunque essi si trovino, rendendo permeabili e porose le distinzioni disciplinari. Ho declinato quindi la specificità al luogo, che abita la pratica degli artisti quanto quella temporale, in rapporto alle collezioni dei musei scientifici di Bologna, meno note al pubblico dell’arte contemporanea ma portatrici di un sapere raro ed eloquente: Palazzo Poggi, il Museo della Specola, il Museo della Musica, il Museo delle Cere Anatomiche, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, che insieme al MAMbo ospiteranno le performance. Possiamo dunque dire che a caratterizzare la suddivisione in Time Specific Artist Lectures e Time Specific Artist Lectures è un doppio movimento già presente nelle pratiche artistiche, che parla in maniera inedita al contesto bolognese.

© Julie Be?na

© Julie Be?na

ATP: LECTURES D’ARTISTA prevede quindi delle performance legate a dei luoghi specifici di Bologna. Su che basi avete scelto i vari luoghi, anche in relazione agli artisti invitati?

CV: Dopo essermi documentata, mi sono resa conto che uno dei punti di forza del sistema museale bolognese sono i musei scientifici molti dei quali, peraltro, sono legati all’università e alla sua lunga tradizione. Li ho dunque visitati, scoprendo delle collezioni preziose, piene oggetti capaci di aprire mondi in direzioni inattese e in attesa di essere percorse. Ho dunque iniziato a pensare a chi, tra gli artisti che avrei voluto invitare, avrebbe provato più gioia nel lavorare con il luogo e la collezione di ciascuno dei musei. Si potrebbe dire che è stato tanto l’artista ad aver scelto il luogo quanto il luogo ad aver “scelto” l’artista, quasi ci fosse stato tra l’oro un appuntamento segreto. Alcune delle performance sono state pensate interamente ad hoc, altre ripensate in rapporto al nuovo contesto capace di dare loro un nuovo volto, quando non il volto che stavano aspettando da tempo.

ATP: Alcune performance o lectures, si rifanno alla storia dell’arte. Me ne racconti qualcuna?

CV: Roberto Fassone parte da un capolavoro di Robert Morris già nel titolo della sua performance. Box with the Sound of Its Own Making (1961) è un’opera d’arte concettuale che Morris realizzò inserendo all’interno di una scatola di legno la registrazione dei suoni prodotti durante la sua realizzazione: lo sfregare della sega contro le fibre del legno, il battere del martello sul chiodo e così via. Come nell’opera di Morris, così nella performance di Fassone — che in un gioco di parole si intitola Fox with the Sound of Its Owl Shaking — l’opera parla del suo farsi rendendolo presente per il visitatore. Lo fa però nel linguaggio di oggi e in rapporto alle opere con cui si tiene in dialogo. Così, per esempio, quando vengono descritte opere che assumono il caso come principio compositivo l’artista adotta parole a caso, esponendo così il caso di cui parla. Verranno discusse opere di Pierre Bismuth, Jonathan Monk, Chiara Fumai e altre ancora, passando per un’analisi di strategie quali quelle della psicoterapia, della magia, dei procedimenti sperimentati da Bruno Munari, del gioco, degli scacchi. Una performance brillante che avrà luogo nel splendida sede del Teatro Anatonico dell’Archiginnasio.
Nel suo stile inconfondibile, in Celebrating 100 Years of Sanitary Porcelain in Contemporary Fine Art Olof Olsson (che terrà anche una conferenza site specific dal titolo Some People Have a Body but Some Really Don’t nell’aula di anatomia al Museo di Cere Anatomiche) rifletterà su una grande opera miliare del novecento, Fountain di Duchamp, sul suo rapporto al corpo, sui desideri che lo governano e sul mercato che li produce per arrivare a sfiorare in volo pindarico (ma tutto generato dall’opera) grattacieli, l’invenzione dei cocktail e della chitarra elettrica…
Chiara Fumai (che terrà anche la sua a oggi insuperata conferenza Chiara Fumai presenta Nico Fumai al Museo della Musica) presenterà I Did Not Say or Mean ‘Warning’, una conferenza sulla collezione di arte antica della Fondazione Querini Stampalia di Venezia in cui si concentra unicamente sui ritratti di personaggi femminili e sulle loro biografie. Nel corso della performance, l’artista viene posseduta da un messaggio che si comunica attraverso di lei agli spettatori nel linguaggio dei segni, interrompendo a diverse riprese la conferenza per trasmettere un messaggio anonimo trovato nella segreteria telefonica di una divisione femminista degli anni settanta.
David Bernstein, infine, ha creato una performance in forma di visita guidata attraverso una serie di opere scelte tra quelle esposte in fiera, intorno ai quali ha scritto una storia a episodi dal titolo Grandma the Packrat, “nonna dispofoba”. La dispofobia è la sindrome degli accumulatori compulsivi, uno dei tratti del carattere della nonna dell’artista presente in grado minore in ciascuno di noi quando accumuliamo o collezioniamo. La visita guidata accompagnerà dunque i visitatori attraverso un percorso molto speciale in cui le opere stimoleranno una narrazione parallela che in ritorno porterà su di esse uno sguardo completamente nuovo. Tra le fortunate opere scelte quelle di Joseph Albers, Alessandra Spranzi, Rodrigo Hernández e altri ancora.
Possiede una specificità al tempo oltre che al luogo anche la conferenza di Walter Benjamin che si terrà al MAMbo. Inutile ricordare l’immensa opera filosofica di Benjamin (1892-1940), che è tornato recentemente nelle librerie con Recent Writings, scritti recenti in cui riflette sull’originalità, i musei, la storia dell’arte…

ATP: Mi spieghi meglio come l’artist lecture si appropria di dispositivi di trasmissione del sapere codificati al pari di conferenze, visite guidate o vere e proprie lezioni?

CV: Lo fa semplicemente assumendoli come mezzi estetici alla pari di mezzi più tradizionali ancora in uso quali la pittura, la scultura, l’installazione. Non si tratta di conferenze a proposito di qualcosa ma di conferenze che sono esse stesse opere: nelle quali qualcosa è all’opera, qualcosa che si comunica in esse — nel loro medio, come avrebbe detto Walter Benjamin — anziché attraverso di esse. La conferenza, la visita guidata, la lezione sono dispositivi di trasmissione del sapere di pertinenza dei centri deputati al tal fine quali le università e altre istituzioni culturali. Si tratta di mezzi portatori di protocolli riconoscibili e perciò maneggiabili, che permettono di agire sul formato e al tempo stesso sul sapere. In un’epoca in cui l’arte torna a essere intesa come una forma di conoscenza, l’artist lectures riconosce pari dignità al discorso e all’immagine esponendo il punto di indecidibilità in cui l’uno passa nell’altra. In questa operazione nella quale forma e contenuto diventano inscindibili il logos esce dal suo esilio e l’immagine torna finalmente ad abitare il linguaggio.

© Olof Olsson

© Olof Olsson

Programma —

DAVID BERNSTEIN

Grandma the Packrat (Nonna la disposofoba)
26.01 h. 18 / 27.01 h. 12 / 29.01 h. 12  Arte Fiera @Spazio Talk
guided tour, time specific performance (English only)
It’s in the Air
28.01 h. 21 Palazzo dell’Archiginnasio Teatro Anatomico
piazza Galvani 1, lesson,  site specific performance (English only)

CHIARA FUMAI

I Did Not Say or Mean “Warning”
27.01 h. 16.15  Arte Fiera @Spazio Talk
lecture, time specific performance
Chiara Fumai presenta Nico Fumai
28.01 h.18 Museo Internazionale e Biblioteca della Musica
Strada Maggiore 34 – Auditorium, lecture, site specific performance

GABRIEL LESTER

The Laws of Contagion and Association — or how to flex the mind
28.01 h. 16 / 29.01 h. 11 / 29.01 h. 15 Palazzo Poggi
via Zamboni 33, Museo della Specola,  guided tour, site specific performance (English only)

OLOF OLSSON

Celebrating 100 Years of Sanitary Porcelain in Contemporary Fine Art
28.01 h. 12.45 / 29.01 h.17.30  Arte Fiera @Spazio Talk
lecture, time specific performance
Some People Have a Body, but Some Really Don’t
27.01 h. 11 / 28.01 h. 17 Museo delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo”
via Irnerio 48, lesson, site-specific performance (English only)

ROBERTO FASSONE

Fox with the Sound of Its Owl Shaking
27.01 h. 18 Palazzo dell’Archiginnasio / Teatro Anatomico
piazza Galvani 1, lectio magistralis,  time specific performance

JULIE BENA

Palazzo Poggi’s Tales (I racconti di Palazzo Poggi)
27.01 h. 16 / 28.01 h. 13 / 29.01 h. 17 Palazzo Poggi
via Zamboni 33, imaginary guided tour, site specific performance (English only)

GIULIO SQUILLACCIOTTI

Storia Gialla
28.01 h. 22 / 29.01 h. 18.30 Museo Geologico “ Giovanni Capellini”
via Zamboni 63, guided tour, site specific performance

WALTER BENJAMIN

The Unmaking of Art
28.01 h. 20 MAMbo, Museo di Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi
via Don Minzoni 14, sala conferenze, lecture, time specific performance

© Roberto Fassone

© Roberto Fassone

© Gabriel Lester

© Gabriel Lester