• William Hunt, Still Yourself and Calm Your Boots, 2014 Video Time: 25’ Courtesy the artist and Rotwand, Zurich
  • William Hunt, Sub-optimal Expression Output Interface, 2013 Performance, video Courtesy the artist and Rotwand, Zurich
  • William Hunt, Paranalia, 2013 Performance Courtesy the artist and Rotwand, Zurich
  • Flavio Favelli, Fanta Maradona, 2014 Sticker on photo print 13x17 cm Courtesy Francesca Minini, Milan and Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma
  • Flavio Favelli, Tango, 2014 Performance Photo from the performance at Sala delle Armi, Roma Courtesy Francesca Minini, Milan and Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma
  • Oscar Santillan Armour, 2014 C-Type 60x40 cm Courtesy the artist and Copperfield, London
  • Massimo Grimaldi, Before the Image Banana, 2013 Performer, digital C-print on magnetic steel, magnets Dimension variable Courtesy the artist and ZERO

English version below

E’ una delle novità dell’edizione di Artissima di quest’anno, PER4M: un programma che si svolge durante le giornate di apertura della fiera che coinvolge 12 artisti internazionali in atti performativi. Nata l’anno scorso, PER4M è a cura di Simone Menegoi, con Sophie Goltz e Chris Sharp, curatore a cui abbiamo posto alcune domande. Gli artisti selezionati, concorreranno al premio Prix K-way Per4m.

Spiega Simone Menegoi: “Siamo alla seconda edizione di PER4M. La sua peculiarità è quella di essere l’unica sezione nel panorama delle fiere internazionali dedicata alle performance: è una sezione della fiera e non un programma collaterale. E’ una sezione commerciale, espressione delle gallerie che rappresentano i performers. Sin dall’inizio la sfida è stata quella di prendere atto per primi di una tendenza del mercato dell’arte, che dura da almeno un decennio; abbiamo cercato di rendere il linguaggio della performance un’opera che sia oggetto di unatransazione commerciale. Venduta e comprata è la performance stessa, coma partitura o coreografia che, sotto la supervisione dell’artista e con la volontà del collezionista, viene riattivata di volta in volta. (…) La sezione è più ristretta rispetto all’anno scorso (12 anziché 16 proposte). Molte performance avranno un elemento di sorpresa e di impatto. Abbiamo creato uno spazio apposito, ma alcuni artisti hanno voluto invadere anche altri spazi”.

Segue la breve intervista con Chris Sharp

ATP: Le performance, in un contesto fieristico, sono una novità nel panorama italiano. Come hai affrontato questo progetto?

Chris Sharp: Penso sia un’innovazione in un contesto fieristico, dato che la performance non è molto presente nelle fiere d’arte. Ad eccezione di Liste (Basilea) dove è presente un programma dedicato alla performance, non me ne vengono in mente altri. In merito al lavoro svolto all’interno di una fiera, abbiamo fatto del nostro meglio per tenere a mente l’economia di attenzione di in questo particolare contesto. Ciò significa che le performance non saranno mai più lunghe di mezz’ora, si terranno in una specifica area designata, e ce ne saranno un numero limitato ogni giorno in modo che ogni lavoro abbia la quantità di pubblico che merita.

ATP: La fiera è sicuramente un ambiente dispersivo. Come avete deciso, assieme agli artisti, il giusto luogo dove ambientare i cari progetti performativi?

CS: Come ho già detto, la maggior parte delle performance si terranno in un’area designata.

ATP: Assieme agli altri membri del comitato curatoriale, avete seguito un particolare criterio per la sezione dei 12 artisti coinvolti?

CS: Se mi chiedi se abbiamo seguito un concept curatoriale, temo di doverti dire che non è stato così. La natura della fiera d’arte per sua natura resiste all’imposizione di concetti. Detto questo, abbiamo seguito un unico criterio, quello della qualità. Per poter essere incluse, le performance dovevano essere di un certo livello qualitativo.

ATP: Nella presentazione di Artissima è stato ribadito che la fiera presenta performances come pezzi acquistabili. Qual è la tua opinione riguardo a questo lato commerciale? Pensi davvero che possano essere viste come opere d’arte vendibili?

CS: Per me questo aspetto è sia incoraggiante che problematico. Da una parte, non mi crea nessun problema, dato che ritengo che tutti gli artisti debbano guadagnarsi da vivere a prescindere dal loro medium specifico. D’altra parte, se guardiamo all’evoluzione della performance come critica e atto di resistenza alla commercializzazione del mercato, allora questo rappresenta un collasso sia di quella critica che di quella resistenza. Alla fine, qualsiasi problema a cui si riferisca è verosimilmente di natura sistemica, e non un problema di per sé.

Massimo Grimaldi, Egypt, 2006 Dancers, costumes, methacrylate base Dimension variable Courtesy the artist and ZERO

Massimo Grimaldi, Egypt, 2006 Dancers, costumes, methacrylate base Dimension variable Courtesy the artist and ZERO

Short interview with Chris Sharp – Per4m #ArtissimaLive

Per4m is the Artissima section devoted exclusively to performance art. Inaugurated in 2014, it is the first show of its kind on the international art-fair scene. Its aim is to offer a stage and separate space to a modern art form that is extremely fertile but difficult to promote during an art fair. Per4m is held on a special stage set up in the Oval and invited artists compete for the Prix K-way Per4m. Curatorial Committee: Simone Menegoi, independent curator, Milano (coordinator), Sophie Goltz, Stadtkuratorin Hamburg, Chris Sharp, independent curator, Mexico City.

ATP: Performances in the context of art fairs are an innovation in the Italian context. How did you face this project?

Chris Sharp: I think this is an innovation in any art fair context, as there are very few performances in fairs. With the exception of say Liste’s performance program, I can’t really think of anyone else. As for working within the specific context of the art fair, we did our best to keep in mind the economy of attention of the art fair. This means performance will be predominantly no longer than a half hour, will take place in a specifically designated areas, and there will be a limited number each day so that each work can get the audience it deserves.

ATP: The fair is a dispersive environment. how did you decide, together with the artists, the right spots for the performances?

CS: As already stated, the majority of the performances will take place in a designated area.

ATP: Did you follow any particular criteria for the 12 Per4m projects?

CS: If you’re asking if there was a curatorial concept, I’m afraid not. The nature of the art fair inherently resists the imposition of concepts. That said, there was one criterion and that was quality. In order to be included, the performances had to possess a certain level of finish.

ATP: In the Artissima presentation it’s been reaffirmed that Artissima is presenting performances as purchasable pieces. What’s your opinion regarding this commercial side of performances? Do you really think they can be seen as sellable artworks?

CS: For me, this is both encouraging and problematic. On one hand, I have no problem with it whatsoever, as I believe that all artists deserve to earn a living no matter what their medium may be. On the other hand, if you see the evolution of performance as a critique and act of resistance to the commodification of the market, then this represents a collapse of both that critique and resistance. In the end, any problem it might point to is arguably systemic, and not a problem in and of itself.

Artists: Julie Béna, Joseph Tang, Paris; Julien Bismuth, Emanuel Layr, Vienna; Christian Falsnaes, PSM, Berlin; Flavio Favelli Francesca Minini, Milan / Studio Sales di Norberto Ruggeri, Rome; Kasia Fudakowski, Chert, Berlin; Chiara Fumai, APalazzo, Brescia; Massimo Grimaldi, Zero…, Milan; William Hunt, Rotwand, Zurich; Annika Kahrs, Produzentengalerie Hamburg, Hamburg; Francesco Pedraglio, Norma Mangione, Turin; Oscar Santillan, Copperfield, London; Iza Tarasewicz, Bwa Warszawa, Warsaw

William Hunt, Paranalia, 2013 Performance Courtesy the artist and Rotwand, Zurich

William Hunt, Paranalia, 2013 Performance Courtesy the artist and Rotwand, Zurich

William Hunt, Still Yourself and Calm Your Boots, 2014 Video Time: 25’ Courtesy the artist and Rotwand, Zurich

William Hunt, Still Yourself and Calm Your Boots, 2014 Video Time: 25’ Courtesy the artist and Rotwand, Zurich