Cécile B. Evans, Amos' World: Episode 2017 - HD video, color, sound - 25 minutes - Courtesy the artist and Galerie Emanuel Layr, Vienna - Video still

Cécile B. Evans, Amos’ World: Episode 2017 – HD video, color, sound – 25 minutes – Courtesy the artist and Galerie Emanuel Layr, Vienna – Video still

Testo di Mattia Solari

Sarà Cécile B. Evans (Cleveland, USA, 1983) l’artista che esporrà dal 3 novembre 2017 al 7 gennaio 2018 nella sala progetto del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Selezionata fra gli artisti esposti alla scorsa edizione di Artissima dalla giuria del Premio Illy Present Future – composta da Carolyn Christov-Bakargiev, Bart van der Heide, Verena Hein e Nicoletta Fiorucci – per la sua capacità di rappresentare una forma di futuro dove il confronto fra interfacce digitali e corporee impattano sullo sviluppo della soggettività umana. L’artista belgo-americana, nelle parole della curatrice Marianna Vecellio, analizza l’impatto delle realtà simultanee create dalle moderne tecnologie sulle relazioni umane. Evans articola complessi scenari sculturali e digitali senza però perdere una dimensione olistica e onnicomprensiva.

“Cécile B. Evans crea sculture, performance, piattaforme internet e video-installazioni attraverso le quali esplora le nuove possibilità e impossibilità della soggettività collettiva. Nella visione dell’artista, le emozioni – in flusso perpetuo – sono generate da ampi sistemi che circolano nella rete. Muovendo dall’impatto delle tecnologie moderne nelle relazioni umane, le sue opere indagano la simultanea esistenza tra realtà multiple e la complessa relazione di interazione tra loro. Esse inoltre mirano alla riappropriazione della dimensione corporea in varie forme: l’originale, le copie e le mutazioni. Il contesto delle sue installazioni è articolato quanto le fonti a cui attinge. L’utilizzo di dispositivi elettronici in rete, accanto a oggetti di varia natura, organici e artificiali, trasforma le installazioni in costellazioni di nuovi e misteriosi organismi. A partire da un immaginario show televisivo di un’agenzia immobiliare di stampo progressista, Amos’ World: Episode One, 2017, richiama le utopie radicali di architetti brutalisti come Le Corbusier e gli Smithsons, allegoria delle comunità di individui che vivono insieme nelle vaste infrastrutture della rete. Archetipo del «maschio bianco patetico» come indica l’artista, una via di mezzo tra Il piccolo principe di Antoine de Saint- Exupéry e Peter Smithson, il protagonista Amos è un architetto costretto a confrontarsi con gli abitanti del complesso abitativo da lui progettato. L’opera è un “super congegno”: collage di tecniche e stili, di
rendering digitali, dialoghi, citazioni e immagini d’archivio, tecniche di animazione 2D e 3D e musiche. I personaggi vivono nel mondo di Amos connessi in una rete sentimentale e relazionale che appare come una grande infrastruttura rizomatica, su cui incombe un personaggio senza corpo. Contraddicendo l’interpretazione di Zygmunt Bauman della liquidità e immaterialità dell’era digitale, l’opera è innanzitutto un corpo identitario in cui tutto ha un nome, una fisicità e una soggettività che narra di come sia possibile sentire e muoversi nel mondo dell’astrazione.” (Marianna Vecellio, curatrice della mostra)

L’opera che sarà presentata, Amos’ World: Episode One (2017), è una video installazione, concepita come un immaginario show televisivo di un’agenzia immobiliare in cui l’artista richiama le utopie radicali di architetti quali Le Corbusier e gli Smithsons, usandoli come allegoria delle comunità d’individui che vivono insieme nelle vaste infrastrutture della rete. Il protagonista del video, Amos, è un architetto chiamato a confrontarsi con gli abitanti del complesso abitativo da lui progettato. Il video, collage di tecniche, rendering, citazioni e immagini d’archivio mostra personaggi che vivono connessi in una rete sentimentale e relazionale che appare come una grande infrastruttura rizomatica, su cui incombe un personaggio senza corpo facendoci vedere come sia possibile sentire e muoversi nel mondo dell’astrazione.

Cécile B. Evans, Amos' World: Episode 2017 - HD video, color, sound - 25 minutes - Courtesy the artist and Galerie Emanuel Layr, Vienna - Video still

Cécile B. Evans, Amos’ World: Episode 2017 – HD video, color, sound – 25 minutes – Courtesy the artist and Galerie Emanuel Layr, Vienna – Video still

Queste le parole dell’artista riguardo l’opera:

“Amos’ World is an architectural video installation, conceived as a television show set in a socially progressive housing estate. The show, divided into episodes, follows an architect called Amos–a cross between Saint-Exupéry’s Little Prince and a famously brutal architect–and the inhabitants of the housing estate. Episode One introduces viewers to Amos and some of the tenants, each individual interwoven into the larger infrastructure of Amos’ building. His comfortable perch takes a turn when his perfect individual-communal fantasy for the Capitalist age begins to crumble as the tenants fail to conform to the behaviours he had envisaged. Fissures in this carefully constructed network reveal a breakdown of person-to-person and person-to-infrastructure power dynamics as the audience themselves look on from units nested within an architectural construction built to echo that on screen. Seemingly free from the pressures of an outside environment but with a visibly constricted view – how has the networked age impacted the irreconcilable gap between individual rights and the controlling nature of the systems that create them?”

Biografia Cécile B. Evans

Artista di origini belghe americane, vive e lavora a Londra. A partire dalla relazione tra essere umano e nuove tecnologie, Evans si sofferma sul valore delle emozioni nella società contemporanea, esplorando le forme odierne della soggettività umana, il delineamento dei ruoli sociali e l’idea stessa di corpo e mortalità. Ha vinto numerosi premi tra i quali l’EMDASH Award (oggi Frieze Award) nel 2012, il premio PUSHYOURART del Palais de Tokyo & Orange nel 2013, l’Alfried Krupp von Bohlen und Halbach-Stiftung per il Young Artist’s Monograph nel 2016 e nello stesso anno il premio Present Future di illy. Ha già all’attivo diverse mostre personali tra le quali What the Heart Wants al De Hallen di Haarlem nei Paesi Bassi nel 2016, Sprung a Leak, realizzata nel 2016, prima alla Tate di Liverpool poi al M-Museum di Leuven e AGNES presso le Serpentine Galleries di Londra nel 2014. I suoi lavori sono stati inclusi in importanti esposizioni collettive come Being There al Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca (2017), la 7° Biennale di Mosca (2017), New Literacy – 4° Ural Industrial Biennial (2017), ARTIFICIAL TEARS al MAK di Vienna (2017), The Way Things Do alla Fundació Joan Miró (2017), Dreamlands: Immersive Cinema and Art, 1905–2016 presso il Whitney Museum di New York (2017), The Present in Drag – 9° Biennale di Berlino (2016), la 20° Biennale di Sydney, CO-WORKERS – Network as Artist tenutasi al Musée d’Art Moderne di Parigi (2015), Inhuman al Fridericianum di Kassel (2015), e La Voix Humaine al Kunstverein di Munich (2014).

Cécile B. Evans — Amos’ World: Episode One
illy Present Future Prize 2016 Exhibition
a cura di Marianna Vecellio
3 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

Cécile B. Evans, Amos' World: Episode 2017 - HD video, color, sound - 25 minutes - Courtesy the artist and Galerie Emanuel Layr, Vienna - Video still

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 Present Future 2017 – Coordinato da Cloe Perrone

Il progetto negli anni ha visto avvicendarsi protagonisti come Tobias Putrih, Hans Op De Beeck, Gardar Eide Einarsson, Marc Bijl, Hans Schabus, Phil Collins, Jeremy Deller, Dora García, Tue Greenfort, David Maljkovic, Ryan Trecartin, Melanie Gilligan, Rachel Rose e Alina Chaiderov, interseca tra loro tre storie parallele: quella degli artisti e delle gallerie che vi partecipano, quella dei curatori che operano ricerche, scelte e inviti, e quella dei direttori museali, collezionisti e professionisti del mondo dell’arte che ogni anno assegnano il premio in qualità di suoi giurati.

Gli artisti e le gallerie partecipanti quest’anno sono:
SALVATORE ARANCIO, FEDERICA SCHIAVO, Milano, Roma; OMAR BA, DANIEL TEMPLON, Paris, Bruxelles; BERTILLE BAK, THE GALLERY APART, Roma + XIPPAS, Paris, Geneva, Montevideo, Punta del Este; TODD BIENVENU, SÉBASTIEN BERTRAND, Geneva; TINA BRAEGGER, WEISS FALK, Basel; VON CALHAU!, PEDRO ALFACINHA, Lisbon; COCO CRAMPTON, BELMACZ, London; DAVID DOUARD, CHANTAL CROUSEL, Paris; ELIZA DOUGLAS, AIR DE PARIS, Paris; GENUARDI/RUTA, FRANCESCO PANTALEONE, Palermo, Milano; PAKUI HARDWARE, EXILE, Berlin; INVERNOMUTO, PINKSUMMER, Genova; NICOLÁS LAMAS, SABOT, Cluj-Napoca; MIRIAM LAURA LEONARDI, MARIA BERNHEIM, Zurich; NIKLAS LICHTI, EMANUEL LAYR, Vienna, Roma; CAROLINE MESQUITA, CARLIER | GEBAUER, Berlin + T293, Roma; CATHERINE PARSONAGE, HOUSE OF EGORN, Berlin; JOANNA PIOTROWSKA, MADRAGOA, Lisbon; MARTA RINIKER-RADICH, FRANCESCA PIA, Zurich; CALLY SPOONER, GB AGENCY, Paris + ZERO…, Milano

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