Artissima OVAL © Perottino-Alfero-Tardito

Artissima OVAL © Perottino-Alfero-Tardito

Per la durata di un pranzo informale, la nuova direttrice della 24° edizione di Artissima, Ilaria Bonacossa, ci ha raccontato quelle che saranno le novità della fiera che si svolgerà all’Oval di Torino dal 3 al 5 novembre 2017.

Già aveva rivelato la nuova sezione Disegni e un rinnovato team di curatori. A queste novità si aggiungono una rinnovata piattaforma digitale (non ci sarà più un catalogo di carta ma sarà tutto digitale con molti contenuti su gallerie ed artisti), il lavoro ad uno speciale progetto espositivo, il Deposito d’Arte Italiana Presente, e a un innovativo palinsesto di talk – che prende ispirazione dal Piper di Torino, esperienza degli anni ’60 –, non ultimo un nuovo allestimento del padiglione fieristico che, come racconta la Bonacossa nel report che segue, ricorda  una ‘città barocca’.
Per conoscere le novità nel dettaglio CS – Artissima 2017

“È un po’ di mesi che sono immersa in questa nuova avventura. A differenza di un museo, la fiera è una macchina molto complessa; è più come una rivista. Questa edizione sarà il mio numero zero, la mia vera edizione sarà probabilmente quella del 2018. I tempi di cambiamento non sono così veloci come quelli di un museo, dove si può decidere di fare o non fare un determinato progetto”. Senza rivoluzionare troppo la prossima edizione, ci racconta la direttrice, seguirà le orme degli anni passati con ovvie differenze. Tra queste l’allestimento curato dallo studio di architetti Vudafieri Saverino Partners. “L’dea è quella di trasformare la fruizione dell’Oval in modo tale che assomigli ad una città barocca con vie e piazze, da vivere come delle ‘pause’. Ho sempre pensato che una fiera sia percepita come una piccola città. È una bella scommessa che ci siamo posti”.

Continua la Bonacossa: “Ci sarà una nuova sezione della fiera dedicata ai disegni. Nasce da una mia passione. Il primo progetto che ho curato è stato alla Fondazione Sandretto a Torino ed era organizzato come una serie di quattro mostre dedicate al disegno.  Questa sezione l’ho voluta anche per un altro motivo: sicuramente bisogna porsi, per lo meno in Italia, il problema di un collezionismo un po’ invecchiato. Bisogna far nascere un nuovo collezionismo che non abbia pregiudizi di fronte all’acquisto di disegni che, ricordiamolo, hanno dei prezzi decisamente più abbordabili, anche quando si parla di nomi importanti. Le gallerie sono state molto entusiaste di questa mia proposta. Ovviamente la selezione non cadrà solo su artisti che lavorano unicamente con il disegno, ma coinvolgerà tanti artisti che, oltre alla loro ricerca, abbiano prodotto anche disegni. Ho chiesto ai due giovani curatori Luís Silva e João Mourão – direttori della Kunsthalle Lissabon – di curare questa sezione. Mi piaceva l’idea di avere un po’ di Lisbona ad Artissima, in un momento in cui questa città è considerata la ‘nuova’ Berlino”.

Resta pressoché invariato il comitato di selezione delle gallerie per Main Section, New Entries, Dialogue e Art Editions. Ora composto da: Isabella Bortolozzi, Paola Capata, Guido Costa, Martin McGeown, Gregor Podnar e Jocelyn Wolff.
I cambiamenti si riscontrano invece nelle sezioni curate. Present Future sarà curato sa Cloè Perrone, Samuel Gross, Joao Laia e Charlotte Laubard.
Il team di curatore di Back to the Future, sezione dedicata ala riscoperta di talenti dell’arte negli anni ’80: Anna Daneri, ZashaColah, Dora Garcia e Chus Martinez.

I curatori scelti sono abbastanza giovani e non istituzionali. La mia impressione è che con il mondo dell’arte così cambiato, se vuoi davvero – come Artissima ha sempre fatto –  andare a cercare talenti nuovi o riscoprirli, è più difficile se prendi un curatore che lavora in un’istituzione. Per un giovane curatore è più facile intercettare nuovi talenti.
Il fatto che Artissima ospiti solo arte contemporanea incide molto sulla sua identità; questa identità, in uno scenario internazionale così complesso e competitivo, va rafforzata. L’idea è di porsi sempre di più come ‘scopritori’ di gallerie che oggi sono giovani ma che tra 10 anni saranno importanti e incisive. (…) Una delle prime cose che ho fatto arrivando ad Artissima, assieme a tutto lo staff, è rendermi conto di quanti talenti, negli anni, sono passati dalla fiera. Avvantaggiata dall’aver istituito dei premi al suo interno, la fiera può individuare e premiare talenti meritevoli che, con il tempo, si imporranno a livello internazionale. Penso ad artisti come Michael Butler che ha vinto un premio ad Artissima nel 2005 e oggi è alla Biennale di Venezia; Hassan Khan ha vinto il Leone d’Argento ed era presente a Present Future; ma anche Griffa, Maria Lai, sono stati riscoperti a Back to the Future… quindi sottolineo la capacità della fiera di essere all’avanguardia rispetto al mainstream. È una cosa di cui andare fieri perché questo aspetto fa la storia della stessa fiera, e va oltre la singola edizione, del direttore o delle mostre che ospita”.

Deposito d'arte italiana Presente, Torino

Deposito d’arte italiana Presente, Torino

L’edizione 2017 vede la nascita di un nuovo progetto espositivo, il Deposito d’Arte Italiana Presente, a cura di Ilaria Bonacossa e Vittoria Martini (dal 2013 tutor a Campo, il corso di curatori della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dove insegna Storia delle mostre e delle pratiche curatoriali). Il Deposito ospiterà prestiti importanti dalle istituzioni piemontesi e opere provenienti dalle collezioni private del territorio, assieme ad alcuni lavori delle gallerie presenti in fiera.

Artissima deve parlare di Torino, la città che la ospita. Andando in giro per varie fiere internazionali, penso a MACO in Messico. Questa fiera ospita il 30-40% di artisti messicani. Perché una fiera italiana non può fare lo stesso? Noi siamo un paese esterofilo per vocazione, ma questo non toglie che possiamo (e dobbiamo) sostenere l’arte italiana. Da pubblico, tanti collezionisti mi hanno chiesto su quali artisti italiani puntare. (…) Per il nuovo progetto abbiamo preso ispirazione da un’esperienza tra le più innovative fatta a Torino tra il 1967 e il ’69, il Deposito d’Arte Italiana Presente: uno spazio per artisti emergenti voluti da Marcello Levi con Gian Enzo Sperone, Pistoletto, Zorio ecc. e alcuni esponenti dell’arte povera; hanno dato vita ad un luogo dove artisti e collezionisti allestivano le mostre assieme. Hanno lasciato una traccia che in quegli anni aveva un’impronta fortemente sperimentale. Ispirandoci a questa esperienza, ho chiesto a Vittoria Martini di collaborare con me a un divertissement che sarà un Deposito di arte presente. Questo format sostituisce In Mostra – il progetto espositivo presente negli anni scorsi – con un progetto legato anche al concetto di ‘deposito’. (…) Mi piace l’idea di deposito perché è un luogo che mette insieme tutti: artisti, collezionisti, musei, fiere, gallerie… tutti hanno un deposito per le rispettive opere. Senza contare che è un luogo dove vivono la maggior parte delle opere quando non sono esposte. (…) Vorremmo creare un luogo che sembri un vero e proprio deposito dove mostrare arte italiana passata dalla prima edizione di Artissima ad oggi. L’obiettivo è quello di creare ‘massa critica’ e far vedere un po’ di arte italiana dal ’94 ad oggi, che non ha nulla da invidiare alle altre nazioni. (…) vedremo soprattutto mostre delle collezioni del Rivoli, della Gam, Pistoletto, Ettore Fico, Zegna…

Cambiamento anche per quanto riguarda i talks. Per l’edizione 2017, Artissima  ripensa il programma di incontri, immaginando un nuovo spazio ispirato al Piper di Torino, in cui raccontare l’arte contemporanea, ascoltare, partecipare e lavorare accanto ad artisti e curatori. Curerà questa sezione Paola Nicolin, che proseguirà in fiera l’esperienza di “Theclassroom”: un centro di arte ed educazione nato nel 2016 a Milano. Artissima ospiterà una classe aperta dove un artista invitato, con gli studenti e gli ospiti del programma di conversazioni, costruirà un palinsesto di lezioni, interviste, dialoghi e film screeming per tutta la durate della fiera.

ATPdiary, sarà coordinerà #ArtissimaLive

Ilaria Bonacossa © Silvia Pastore - Artissima 2017

Ilaria Bonacossa © Silvia Pastore – Artissima 2017